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Pubblicato il 03/04/2008
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PUTIN: NATO AI CONFINI E' MINACCIA

(Dall'inviato Stefano Polli)

BUCAREST- La Nato del XXI secolo comincia ad avere il suo nuovo profilo. Il disegno che era stato cominciato negli anni scorsi si sta completando e il summit di Bucarest segna un passaggio decisivo nella costruzione dell' architettura dell' organizzazione del nord atlantico di fronte alle nuove sfide globali. La guerra fredda è finita da poco più di quindici anni - e non tornerà mai più come hanno detto ancora oggi sia George W. Bush sia Vladimir Putin - ma la Nato è ormai completamente diversa rispetto a quella istituzione che resse la contrapposizione con il Patto di Varsavia per lunghi decenni.

La Nato di oggi parla di scudo stellare con il presidente russo, di allargamento fino ai confini di Mosca, di grandi missioni di pace in giro per il mondo, con una responsabilità politica destinata a crescere in una situazione storica carica di instabilità e povera di punti fermi. Il vertice tenutosi nel faraonico e un po' inquietante palazzo voluto dall' ex dittatore Nicolae Ceausescu, oggi sede del Parlamento romeno, è stato il più grande mai tenuto dalla Nato ed ha raggiunto alcuni obiettivi chiari. Prima di tutto, la Nato continuerà il suo processo di allargamento ad est, includendo altri vecchi ex nemici ed oggi alleati fedeli dell' occidente.

Dopo Albania e Croazia, toccherà presto alla Macedonia e, più in là, a Georgia e Ucraina. E, nonostante gli slogan e le accuse (la Nato ai confini russi sarà considerata una "minaccia diretta"), il dialogo con Mosca è cresciuto ed è destinato a proseguire. Putin ha concesso alla Nato il diritto di passaggio dal nord per i rifornimenti destinati alla missione Isaf in Afghanistan e non ha puntato i piedi sul progetto di scudo stellare che da un' ipotesi puramente americana è stata, proprio nella riunione nella capitale romena, accolta anche dagli altri membri della Nato. Di scudo stellare, Putin parlerà domenica con Bush, nel loro incontro bilaterale nella località turistica di Soci, sul Mar Nero cercando un punto di equilibrio tra interessi e esigenze che rimangono abbastanza lontane ma che vengono discusse oggi in una nuova atmosfera. Certo, Putin non può essere contento del progetto Usa, come non può non protestare per il futuro arrivo della Nato ai suoi confini occidentali. Ma il dialogo prosegue e l'atteggiamento complessivo del presidente russo e dei membri della Nato è apparso profondamente diverso e più costruttivo. La Nato stessa sembra aver capito di aver bisogno della Russia e, se non del suo pieno consenso, almeno di un forte dialogo con Mosca per poter affrontare con successo le nuove sfide e svolgere fino in fondo il ruolo di punto di riferimento principale (insieme all' Onu) per le missioni di pace nei punti caldi del mondo, come sta facendo adesso in Afghanistan.

Proprio sull' Afghanistan, il summit ha registrato una nuova consapevolezza da parte degli Stati membri che si sono detti pronti ad un impegno di lungo periodo ed hanno rafforzato il contingente. Inoltre, c'é un dato che emerge con chiarezza: la Nato sta diventando, paradossalmente, sempre di più un foro di dialogo non solo con la Russia, ma anche con un buon numero di Paesi che si muovono ai confini (geografici e politici) dell' organizzazione.

Si tratta di una sensazione forte, presente negli atteggiamenti e nelle dichiarazioni dei protagonisti nel vertice degli addii, con i saluti a Bush e a Putin che concluderanno presto i loro percorsi alla Casa Bianca e al Cremlino. Una sensazione così forte che davvero in pochi, nel palazzo un po' spettrale nel cuore di Bucarest, hanno pensato al fantasma di Ceausescu, uno che dall'ipotesi di un dialogo con la Nato non è mai stato nemmeno sfiorato.
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Pubblicato il 03/04/2008
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UNIVERSITA': PROF E DIPENDENTI BARI VENDEVANO ESAMI, ARRESTI

BARI - Sei persone, tra cui due docenti universitari, vengono poste in queste ore agli arresti domiciliari dai carabinieri del reparto operativo di Bari a conclusione delle indagini su 'Esamopoli', così come è stata ribattezzata l'inchiesta legata a un vorticoso giro d'affari (circa 50.000 euro in soli otto mesi) per la compravendita di esami e di tesi di laurea nella facoltà di economia dell'Università di Bari. Le misure restrittive riguardano un docente ordinario di matematica per l'economia dimessosi dopo l'avvio dell'inchiesta, un suo assistente, il capo segreteria di un dipartimento, un funzionario a riposo e due addetti alle aule. Agli indagati vengono contestati i reati di associazione per delinquere finalizzata alla concussione, corruzione, falso e rivelazione del segreto d'ufficio. I fatti contestati fanno riferimento al periodo compreso tra il 2005 e oggi.

Le indagini hanno accertato che gli esami venivano venduti con formule 'all inclusive' a cifre oscillanti tra i 700 euro per quelli piu' facili, ai 3.000 per i piu' difficili. Le vittime erano studenti italiani fuori sede e studenti greci, cioe' coloro che incontravano maggiori difficolta' nel sostenere le prove. Dall'inchiesta emerge che uno studente ha sborsato 15 mila euro per superare una serie di esami anche perche' - ha spiegato lui stesso ai militari del col.Gianfranco Cavallo - ''chi accettava di pagare la prima volta cadeva nella spirale del malaffare e doveva pagare sempre, fino a quando decideva l'organizzazione''. Le misure restrittive sono state emesse dal gip del tribunale di Bari Vito Fanizzi, su richiesta del procuratore Emilio Marzano e del sostituto inquirente, Francesca Pirrelli. Questi ultimi avevano chiesto al gip undici misure restrittive e sei provvedimenti interdettivi.

UNIVERSITA': BARI;CON 3.500 EURO SCONFITTO INCUBO MATEMATICA

BARI - L'esame di matematica, per le sue difficolta', e' da sempre considerato un incubo per gli studenti
della facolta' di economia dell'universita' di Bari. Ma per superarlo con il docente che stamattina e' stato arrestato dai
carabinieri, c'era un escamotage, ordito - secondo l'accusa - dallo stesso prof: bisognava frequentare un ciclo di lezioni
private a pagamento (spendendo 3.500 euro) nell'Istituto Mediterraneo delle Scienze, presieduto dall'assistente del
docente, anche lui arrestato oggi.

   Solo con l'iscrizione a quest'istituto - secondo l'accusa - veniva garantita la sistematica promozione non solo nella
sessione d'esame ma nei confronti di piu' commissioni, comprese quelle di laurea. Inoltre, agli studenti - secondo i carabinieri
- venivano fornite tesi di lauree gia' pronte, sottratte dagli archivi della facolta' di economia: le tesi venivano
scannerizzate, veniva rifatta la copertina ed erano pronte per l'uso.

   Le 'prede' del presunto 'comitato d'affari' - cosi' lo definiscono i carabinieri - erano studenti italiani fuori sede e
studenti greci. Questi venivano individuati dagli addetti alle aule, ai quali spettava il compito di prospettare le difficolta'
degli esami e indurre le vittime ad adeguarsi al sistema. Quindi, altri presunti componenti dell'associazione criminale
selezionavano per ciascuna materia il corpo docente da avvicinare: tra questi c'erano gli impiegati amministrativi ai
quali spettava attivarsi nelle segnalazioni degli studenti.

UNIVERSITA': TROPPO CLAMORE,PROCURATORE ANNULLA CONF.STAMPA
BARI - Il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Bari, Emilio Marzano, ha annullato la conferenza stampa convocata in procura per le 10 per fornire informazioni sulle indagini e gli arresti per la compravendita di esami nella facolta' di Economia dell'universita' di Bari. L'annullamento e' stato deciso - afferma il procuratore - per ''l'evidente inutilita' della conferenza stampa'': infatti ''l'operazione di
polizia giudiziaria - e' detto in una nota della Procura - si e' svolta con modalita' non rigorosamente riservate e alla presenza di molte fonti di informazione (carta stampata e televisioni), secondo quanto garbatamente lamentato dal magnifico Rettore dell'Universita'''.

''Notizie di agenzia, stampa e televisione, hanno gia' reso pubblica - e' detto nella nota del procuratore - un'iniziativa giudiziaria adottata nell'ambito dell'indagine di cui all'oggetto conosciuta come 'esamopoli'''. ''Poiche' si tratta di provvedimenti riguardanti ambienti della locale Universita' - aggiunge Marzano - era stata prevista, secondo prassi degli uffici giudiziari, una 'conferenza stampa' avente, come sempre, la finalita' di informare correttamente l'opinione pubblica su vicende giudiziarie di presumibile interesse generale per evitare l'eventuale diffusione di notizie imprecise e, di conseguenze strumentalizzabili''. ''L'operazione di polizia giudiziaria - continua il procuratore - si e' svolta con modalita' non rigorosamente riservate e alla presenza di molte fonti di informazione (carta stampata e televisioni), secondo quanto garbatamente lamentato dal magnifico Rettore dell'Universita'''. ''L'accaduto - si conclude nella nota - comporta l'evidente inutilita' della preannunciata conferenza stampa che deve percio' dichiararsi annullata''.
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Pubblicato il 03/04/2008
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WEEK END AL CINEMA, E' L'ORA DI JUNO

ROMA - Preceduto dal primo premio alla Festa di Roma, da un battage promozionale che si è rinforzato di mese in mese grazie al passaparola, accompagnato da un premio Oscar e dalla consacrazione della sua giovanissima interprete, Ellen Page, arriva finalmente nelle sale JUNO, il film-evento dell'ultima stagione. Nonostante le improprie polemiche su una sua, peraltro inesistente, prossimità con le campagne anti-abortiste, il film è destinato ad appassionare ogni tipo di pubblico, ma soprattutto quello dei teen agers. E il successo sembra garantito anche nell'affollato panorama delle uscite in programma durante il week end.

- JUNO di Jason Reitman. Diretto da un figlio d'arte di sicuro avvenire (era suo "Thank You for Smoking") sceneggiato da un'ex striptiseuse che scrive con l'immediatezza di una collaudata professionista (Diablo Cody), interpretato da un'attrice che farà parlare a lungo di sé (Enne Page), è la storia semplice di un'adolescente americana che si ritrova incinta, per puro caso, del suo compagno di classe. Con la lucidità di una veterana, la giovane Juno si mette in caccia di una coppia che possa adottare il suo bambino una volta nato, regola i problemi con i suoi genitori, si interroga su cosa sarà la sua vita nove mesi dopo. E nel frattempo continua a vivere sospesa tra giochi da ragazzina e responsabilità da adulta.

 - ABC AMORE, BUGIE E CALCETTO di Luca Lucini. Lo sport come metafora della vita e il calcetto come luogo d'aggregazione di speranze, frustrazioni per un'intera generazione di ex giovani capeggiata dall'allenatore in campo Claudio Bisio. Bell'affresco corale e ottima opportunità per attori come Claudia Pandolfi, Filippo Nigro, Giuseppe Battiston.

- NON PENSARCI di Gianni Zanasi. E' stato il film-rivelazione della scorsa Mostra di Venezia (alle Giornate degli autori) ed è la consacrazione per Valerio Mastandrea, nella parte di un rocker stagionato che abbandona i sogni di gloria, ritorna al paesello e deve farsi carico, nel suo modo stralunato, di genitori, sorelle, nipotini e di un fratello che sta per mandare in malora l'azienda di famiglia. Una commedia contemporanea piena di umori realistici, cattiveria e dolcezza in egual misura. Nell'affiatato coro, ancora Battiston, la bellissima Anita Caprioli e Paolo Briguglia, ormai più di una speranza.

- GONE BABY GONE di Ben Affleck. Appartiene alla nuova categoria del "moral thriller" questa opera prima ambientata a Boston (dove Affleck e suo fratello Casey, protagonista del racconto) sono cresciuti e dove è di casa anche lo sceneggiatore Dennis Lehane, lo stesso di "Mystic River". Vi si narra della scomparsa di una bambina di quattro anni e di come i genitori si affidino a una scalcinata coppia di investigatori che troveranno la verità ma a prezzo di una dolorosa scoperta. Nel ricco cast anche Morgan Freeman, Ed Harris, Michelle Monaghan. Ma a primeggiare è soprattutto il regista, fin qui amato solo come star symbol.

- NEXT di Lee Tamahori. Corse spericolate, effetti speciali, colpi di scena non restituiscono all'intuizione del racconto di Philip K. Dick a cui si ispira, il valore simbolico sognato dal grande narratore. Prevale lo schema consueto del genere action-thriller di cui il regista australiano è ormai uno specialista. Nicoals Cage è l'illusionista di Las Vegas che prevede il futuro con pochi minuti di anticipo dagli accadimenti. Il suo talento fa gola a molti, dalla malavita alla polizia. Ma l'uomo lo dovrà usare soprattutto per salvare chi gli è caro. Nel cast fa mostra di sé anche Julianne Moore.

- LA ZONA di Rodrigo Plà. Leone del futuro per l'opera prima alla scorsa mostra di Venezia, rivelato alle Giornate degli Autori e poi applaudito in tutto il mondo, arriva nelle sale grazie alla Sacher Film questo piccolo e intenso melodramma ambientato a Città del Messico. Nel quartiere dei ricchi vive Alejandro che un bel giorno scopre di avere un inquilino inatteso nella cantina di casa. E' un ladruncolo senza speranza, Miguel, scampato alle conseguenze di una rapina che insieme a due coetanei ha tentato nella "zona" dei ricchi. E ora Alejandro deve decidere se aiutarlo o denunciarlo

- THE EYE di D. Moreau e Xavier Palud. Horror d'autore sulla scia di un successo coreano di qualche anno fa con i drammi di una ragazza che "vede" con le cornee di un'altra.
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Pubblicato il 03/04/2008
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MARIAH CAREY SUPERA ELVIS TRA I SINGOLI N.1

WASHINGTON - Mariah Carey supera Elvis Presley nella classifica dei 100 singoli più venduti e più trasmessi dalle radio negli Stati Uniti. E ora, nella graduatoria del settimanale di musica americano "Billboard", la cantante è seconda solo ai Beatles. "Touch My Body", il nuovo successo della Carey, è il 18/mo singolo con cui la cantante americana ha conquistato la prima posizione della "Billboard Hot 100", considerata la più importante classifica di tipo musicale nel mondo. Il grande Elvis resta terzo a quota 17, mentre in testa continuano a esserci i Beatles con 20 singoli piazzati al primo posto. "Non potrei mai considerarmi parte di quella categoria di persone che non hanno solo rivoluzionato la musica ma hanno anche contribuito a cambiare il mondo - ha detto la 38enne cantante americana - Ma mi sento davvero felice e gratificata da questo riconoscimento". "Touch My Body" precede l'uscita del nuovo album, dal titolo "EMC2", prevista per il prossimo 16 aprile, e viene dopo il grande successo di "The Emancipating of Mimi", con cui la cantante ha vinto il Grammy Award come miglior album R&B (Rhythm and Blues), nel 2005.(ANSA).



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Pubblicato il 02/04/2008
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BENEDETTO XVI: WOJTYLA AVEVA QUALITA' SOPRANNATURALI

CITTA' DEL VATICANO - Di "qualità soprannaturali" ha parlato Benedetto XVI riferendosi al suo predecessore Giovanni Paolo II, di cui è in corso il processo di beatificazione. Papa Ratzinger, durante la messa solenne stamane in piazza San Pietro in ricordo del terzo anniversario della morte di Wojtyla, ha ricordato che "tra le tante qualità umane e soprannaturali, (Wojtyla) aveva anche quella di un'eccezionale sensibilità spirituale e umanistica".

Benedetto XVI ha ricordato con parole commosse la sera del 2 aprile di tre anni fa, quando la notizia della morte di Giovanni Paolo II fu accolta da una grande folla in preghiera che gremiva San Pietro e la Basilica vaticana si trasformò per alcuni giorni, "il cuore del mondo". La morte di Wojtyla - ha detto Ratzinger - "é stata il sigillo di un'esistenza donata a Cristo, a Lui conformata anche fisicamente nei tratti della sofferenza e dell'abbandono fiducioso nella braccia del padre celeste". " 'Lasciate che vada al Padre', queste,testimonia chi gli fu vicino, furono - ha ricordato Benedetto XVI - le sue ultime parole, a compimento di una vita totalmente protesa a conoscere e contemplare il volto di Cristo".

Circa 40 mila fedeli hanno assistito stamane alla messa in piazza San Pietro, celebrata da Benedetto XVI in ricordo del terzo anniversario della morte del suo predecessore, Giovanni Paolo II



Tutto è pronto in Vaticano per celebrare Giovanni Paolo II a tre anni dalla sua morte. Si parte con una messa solenne sul sagrato di San Pietro, presieduta dal Papa e che apre un convegno mondiale su questo tema. Quindi una veglia di preghiera con i giovani, guidata dal vicario di Roma Camillo Ruini, sulla tomba di papa Wojtyla, nelle grotte vaticane. Così la Chiesa si appresta a ricordare il terzo anniversario della morte di Giovanni Paolo II.

Pace, diritti umani, giustizia sociale e della famiglia, a tre anni dalla morte, connotano il pontificato di Giovanni Paolo II nel ricordo dell'opinione pubblica ed ecclesiale. Ma l'anima più profonda di quei quasi 27 anni, per la Chiesa di Benedetto XVI, ha un carattere spiccatamente religioso nel quale un posto del tutto speciale ha la predicazione sulla misericordia divina. Altrimenti perché mai papa Ratzinger avrebbe deciso di ricordare domani il suo predecessore con una messa solenne in San Pietro che apre un convegno mondiale di tre giorni sulla Divina misericordia? Per capire perché cardinali e fedeli, su invito dell'arcivescovo di Vienna Christoph Schoenborn (invito entusiasticamente accolto dal Papa), si riuniscano a Roma a studiare Wojtyla e la misericordia, bisogna fare un passo indietro e tornare agli anni immediatamente precedenti all'entrata di Karol Wojtyla nel seminario clandestino di Cracovia. Sette chilometri da percorrere a piedi, dalla modesta casa di via Tyniecka alla periferia di Cracovia, alla fabbrica della Solvay. Ma ogni giorno il giovane operaio si ferma a pregare un chilometro prima della fabbrica, in una casa di mattoni rossi, il convento di suor Faustina Kowalska, che tra le due guerre mondiali ha predicato il messaggio della misericordia e che sarà anche indagata dal Sant'Uffizio.

La Polonia è occupata dai nazisti, tanti coetanei di Karol sono arruolati, i professori cacciati dalle università, molti suoi amici ebrei deportati nei lager. Passano gli anni, lo studente diventa vescovo, scioglie i dubbi dell'ex Sant'Uffizio sulla visionaria suor Faustina, ne sblocca la causa di beatificazione. Diventato Papa la proclama santa, e sarà la prima santa del giubileo del 2000: "coloro che furono testimoni e partecipi degli eventi di quegli anni e delle orribili sofferenze che ne derivarono per milioni di uomini - spiega papa Wojtyla durante la canonizzazione - sanno bene quanto il messaggio di suor Faustina fosse necessario e questo messaggio è legato per sempre al ventesimo secolo, ed è ponte per il terzo millennio". Nel giorno della canonizzazione inoltre Giovanni Paolo II istituisce la festa della Divina misericordia, da celebrare la domenica successiva alla Pasqua. Il messaggio che papa Wojtyla vuole rimarcare è quello della misericordia del Dio cristiano per l'umanità. Wojtyla compie il suo viaggio di addio alla Polonia, nell'agosto del 2002, per consacrare il nuovo santuario di suor Faustina, accanto alla casa di mattoni rossi, tra i palazzoni della zona industriale della Polonia postcomunista. Nell'80, vent'anni prima di canonizzare la suora visionaria Faustina, Giovanni Paolo II aveva pubblicato la "Dives in misericordia", seconda enciclica del pontificato, che connotava Dio essenzialmente come "misericordioso".

Quasi nessuno colse il legame tra l'enciclica e la canonizzazione, venti anni dopo, di suor Faustina. Oggi la Chiesa di Benedetto cerca di comprenderlo, ricordando la morte del papa polacco, tre anni fa, alla vigilia della festa della divina misericordia.
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Pubblicato il 02/04/2008
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EXPO MILANO, MORATTI REPLICA A CELENTANO: MEGLIO CHE CANTI

"Preferisco sentire le sue canzoni. Non penso abbia competenze urbanistiche tali da fare critiche senza conoscere i progetti". Così - intervenendo telefonicamente a 'Panorama del giorno', programma inserito all'interno di 'Mattinocinque' - il sindaco di Milano, Letizia Moratti replica a Adriano Celentano che, sul suo blog, aveva paventato il rischio di speculazioni e colate di cemento in seguito ai lavori per l'Expo 2015. Il disegno per l'Esposizione Universale, ha proseguito il sindaco, prevede come "segno" principale da lasciare in eredità, "un centro di sviluppo sostenibile" destinato a divenire un "punto centrale" per avviare "progetti di aiuto a Paesi in via di sviluppo, per creare, in più Paesi possibili, scuole, ospedali, centri di ricerca". Celentano, ha concluso Moratti, "prima legga i progetti e poi parli, anzi, meglio che canti...".

GRILLO, TANTI MILIARDI MA PER CHE COSA?

"Ho visto Prodi, la Moratti col dito alzato, pensavo si stessero mandando a quel paese, invece no, gridavano vittoria perché vogliono l'Expo, di nuovo migliaia di miliardi ma per che cosa?". Così ieri sera Beppe Grillo nel corso della presentazione della lista civica 'Amici di Grillo' che a Forio d'Ischia ha come candidato a sindaco il 24enne Andrea D'Ambra, promotore della petizione sull'abolizione dei costi di ricarica dei telefonini in Italia. Ha proseguito Grillo: "Nessuno spiega che il termine Expo sta per esposizione. Che cosa volete esporre? La spazzatura? La spazzatura di Napoli è il museo della modernità. E' quello che piano piano sta arrivando nelle altre parti, nelle altre città, sotto forma di gas e di acqua".
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Pubblicato il 02/04/2008
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BAFFI ALLA JOHNNY DEPP MUST DEL MOMENTO, SONO SEXY

PARIGI - I baffi ritornano ad essere "virili", "alla moda" e soprattutto "sexy". Se la barba di qualche giorno ma curata ha segnato il 2007, sono i baffi alla Johnny Depp "il must del momento", secondo lo specialista francese di tendenze, Vincent Gregoire, intervistato dal settimanale francese Le Nouvel Observateur. La versione 2008 del baffo per lo specialista non è infatti un ritorno al passato nella sua versione da papà o da nonno, "troppo folta". Non alla José Bové, l'esponente politico francese no-global, né alla Tom Selleck in 'Magnum', né come quella dei Village People. I baffi d'ora in poi si portano curati, fini, eleganti, vintage, alla Errol Flyn o alla Johnny Depp in 'Pirati dei caraibi': "baffi sottili e ben disegnati". La differenza nei baffi di oggi, per Alain, barbiere parigino, "é l'estetica del pelo".

Per lui "i baffi di oggi sono disegnati, sottili, strutturati". "La nostra società è sempre più androgina e con i baffi si dimostra la propria mascolinità", ha aggiunto Alain. "Il pelo è messo in evidenza, ritoccato, disegnato", ha spiegato Gregoire per il quale i baffi sono "il tallone d'achille degli uomini", la parte glamour, sexy che mancava al maschio di oggi. I divi di Hollywood sembrano averlo capito: a farsi crescere i baffi sono Sean Penn, George Clooney, Brad Pitt, Jason Schwartzman. Porta i baffi anche il cantante Nick Cave. E in Francia attori come Vincent Cassel, Romain Duris, Guillaume Canet, Jean Dujardin non si sono fatti prendere in contropiede e ultimamente hanno esibito il loro volto 'baffuto'. C'é anche un club, Paris Moustache Club (www.parismoustacheclub.com), che difende "i bei volti imbaffettati, i profili piliferi disegnati, le linee nere sotto il naso sul labbro superiore".
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Pubblicato il 01/04/2008
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EXPO 2015, MORATTI: RINGRAZIAMENTO MOLTO SENTITO A PRODI

"Un ringraziamento molto sentito al Presidente del Consiglio". Lo afferma il sindaco di Milano Letizia Moratti, nel corso di una conferenza stampa al termine della riunione del Comitato promotore dell'Expo 2015.
Con Prodi e con Palazzo Chigi, ha spiegato il sindaco Moratti, "siamo stati al telefono, in linea diretta, giorno per giorno, e a volte fino a notte fonda". Moratti ha ringraziato Massimo D'Alema, Bobo Craxi ed Emma Bonino, grazie alla quale, ha spiegato l'area del Maghreb si è orientata a favore dell'Italia, gli enti locali, l'Ente Fiera ("ieri e oggi il titolo è stato sospeso per l'eccessivo rialzo"), la Camera di Commercio, Assolombarda, le grandi imprese, a partire dall'Eni. "Questo risultato è figlio di noi tutti, non lo avremmo ottenuto senza un vero gioco di squadra", ha ribadito. "Abbiamo visitato 150 Paesi - ha ricordato il sindaco - Paesi difficili, in cui l'Italia non aveva una presenza storica". Il sindaco ha anche dato atto che il successo di ieri é arrivato grazie al lavoro "che svolgono le Organizzazioni non governative italiane e alle relazioni storiche che ha il nostro Paese".

PRODI, CONFERMO SODDISFAZIONE, CHIARO SUCCESSO ITALIA
L'assegnazione dell'Expo a Milano "é un chiaro successo dell'Italia". Lo afferma il presidente del Consiglio Romano Prodi, in una conferenza stampa al termine della riunione del Comitato promotore dell'Expo 2015. Il premier sottolinea "la propria soddisfazione e non dobbiamo sorprenderci - dice - per il risalto che è stato dato sulla stampa internazionale". Prodi evidenzia poi come sia necessario anche "non sottovalutare la candidatura di Smirne, considerando che la Turchia è in una fase di straordinaria espansione". A proposito dei rapporti internazionali, il premier evidenzia come "sia anche molto importante che l'amicizia con il presidente turco Gul non si sia rotta dopo il voto. Al contrario, mi ha anche invitato - aggiunge - per una visita". Insomma, è stata "una gara leale, dura e forte che non ha lasciato recriminazioni".

FORMIGONI, VITTORIA IMPENSABILE SENZA IMPEGNO GOVERNO
L'assegnazione a Milano dell'Expo 2015 rappresenta "una vittoria impensabile senza l'impegno del governo". Così il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni risponde ai cronisti, entrando a Palazzo Chigi per la riunione del Comitato promotore della manifestazione. "Abbiamo fatto gioco di squadra, abbiamo lavorato tutti e ognuno ha fatto la sua parte, anche il governo", ribadisce il governatore. "Milano e la Lombardia si confermano - prosegue - come il simbolo dell'Italia che vince, che produce e lavora. Un'Italia di classe e che ha gusto". Formigoni non vuole però fare un ragionamento eccessivamente 'campanilistico' e così aggiunge: "Pezzi di questa Italia sono ovviamente ovunque. Milano e la Lombardia sono un simbolo". L'assegnazione a Milano è un risultato importante ma ora "davanti ci sono altri sette anni - sottolinea Formigoni - e il lavoro da fare è tanto. Spero quindi che già dalle prossime settimane si possa lavorare con tutti gli altri protagonisti e anche le altre regioni per fare dell'Expo la vetrina d'Italia".

BERLUSCONI: HO FATTO CAMBIARE IDEA AD ALCUNI PAESI
"La mia ieri è stata una logica e dovuta reazione che i giornali hanno strumentalizzato. Ma era solo una replica a una provocazione". Così Silvio Berlusconi in diretta su Radio 24 torna sulla polemica con il governo circa l'assegnazione dell'Expo 2015 a Milano. "Mi hanno fatto una domanda diretta e cioé se era tutto merito di Prodi. Io ho solo risposto ricordando che mi sono impegnato a fondo per aiutare Moratti, anche intervenendo su alcuni paesi facendo cambiare la loro posizione".

BONINO: FALSO CHE IL GOVERNO NON SI SIA IMPEGNATO

"Ribadisco che è semplicemente falso che il governo tutto quanto, a partire dal primo ministro, non si sia impegnato in tutti i modi a sostenere la candidatura di Milano per l'Expò 2015: una candidatura Paese": è quanto ribadisce il ministro delle Politiche comunitarie Emma Bonino, al termine del Consiglio dei ministri, riferendosi alle critiche dell' opposizione al governo, accusato di non aver sostenuto a sufficienza la candidatura del capoluogo lombardo.

D'ALEMA: LAVORATO INSIEME PER CONDIZIONI SUCCESSO
"Abbiamo lavorato tutti insieme per creare le condizioni del successo". Lo ha detto il ministro degli Esteri Massimo D'Alema, a proposito della vittoria della candidatura di Milano all'Expo 2015, durante un'intervista a Rai International. "E' un successo del sistema Italia", ha spiegato il titolare della Farnesina rispondendo a una domanda del vicedirettore di Rai International, Piero Di Pasquale, come dimostra il fatto che "il governo di centrosinistra ha scelto Milano governata dalla destra". "Questa è stata un'operazione politica", ha sottolineato il ministro e "per vincere questa sfida abbiamo puntato a fare di Milano un'opportunità per tutti"

BERTINOTTI: VITTORIA NON E' PER ACCORDO PD-PDL
 "No non c'entra niente. Anche io ho contribuito alla riuscita parlandone nel mio viaggio in Sud America perché mi sembrava utile per il Paese. Anche sulla moratoria per la pena di morte c'é stata una larga mobilitazione". Il leader della Sinistra arcobaleno Fausto Bertinotti, nel corso della trasmissione '28 minuti', si dice in disaccordo con chi pensa che l'assegnazione di Expo 2015 a Milano sia un primo passo verso l'intesa Pd-Pdl.
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Pubblicato il 01/04/2008
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PESCE D'APRILE, "INTER RIPESCATA IN CHAMPIONS"

Primo aprile, burla in agguato. E primi pesci d'aprile. A bruciare tutti, sul tempo, in Italia sembra essere stata Telelombardia che ieri sera ha diffuso, ieri sera, un comunicato con una dichiarazione di Silvio Berlusconi, inventata appositamente, in cui al leader del Popolo della Libertà venivano attribuite parole secondo cui, in caso di pareggio al Senato, "la soluzione migliore sarebbe un governo di buon senso, non di parte" e si facevano i nomi di Massimo Cacciari e Mario Monti come possibili ministri. La dichiarazione - subito smentita dallo stesso Berlusconi - é stata frutto di un'iniziativa dell'emittente in occasione del primo aprile, secondo quanto riferito oggi dalla stessa Telelombardia

Pesce d'aprile anche a Londra, dove il quotidiano 'The Guardian' ha dato notizia della decisione del premier britannico Gordon Brown di assumere la signora Carla Bruni-Sarkozy come 'ministro' dello stile, per imprimere una svolta glamour alla vita quotidiana dei suoi concittadini. La notizia, in un lungo articolo firmato Avril de Poisson: ovvero, Pesce d'Aprile. Sotto il titolo 'Chiamando Carla: Brown assume la first lady per dare stile alla Gran Bretagna', il giornale ha scritto che secondo il premier laburista "Il buon gusto e i modi sofisticati del continente dovrebbero essere un diritto di nascita per tutti". Il giornale ha scritto che Brown annuncerà ufficialmente la nomina della moglie del presidente francese Nicolas Sarkozy domani a Londra, parlando all'Istituto Francese a South Kensington. Per avviare il suo programma, la ex top model italiana da giugno si trasferirà per tre mesi a Londra, secondo un aiutante di Brown citato dall'articolista burlone.

INTER RIPESCATA IN CHAMPIONS,TIFOSI CI CREDONO
Ci sono cascati in parecchi, compresi tifosi doc come Enrico Ruggeri ed Evaristo Beccalossi che ha cercato per tutta la notte conferme a una notizia ovviamente falsa: per un errore di formazione del Liverpool schierato contro l'Inter con un numero eccessivo di extracomunitari, l'Uefa aveva deciso di riammettere in Champions League la squadra di Roberto Mancini. Autore del pesce d'aprile calcistico è stato Nicola Savino che, nel corso del programma Scorie in onda su Raidue, ha dato la clamorosa notizia ieri sera poco dopo la mezzanotte. Ad aiutare Savino, c'erano il direttore del Guerin Sportivo Matteo Marani che, in collegamento da Bologna, ha mostrato una copertina del suo giornale con la notizia del ripescaggio, oltre al giornalista Rai Marco Civoli.

AAA PONTE 'CALATRAVA' VENEZIA VENDESI SU E-BAY
A partire da 99,90 euro è in asta su E-bay il quarto ponte sul Canal Grande, a Venezia, quello firmato da Santiago Calatrava: l'offerta - chiaramente legata ale burle per il primo aprile - è dell'associazione 'Venessia.com'. La stessa associazione qualche settimana fa ha dato vita ad un display 'conta residenti' per testimoniare il continuo esodo dalla città lagunare. "Vendesi - è l'offerta, come riporta il Gazzettino, richiamando la famosa scesa di Totò che cerca di vendere la Fontana di Trevi - ponte originale di architetto famoso sul Canal Grande a Venezia causa inutilizzo. Struttura in acciaio e vetro. Il ponte è nuovo ma non ancora collaudato".

DOMENECH ANNUNCIA, FRANCIA NON VA A EURO 2008

La nazionale di calcio francese non andrà agli Europei 2008: neanche il ct francese Raymond Domenech ha rinunciato oggi al pesce d'aprile, nella rubrica video settimanale che tiene sul sito della Federazione francese di caldo (Fff). "Abbiamo riflettuto molto, non è stata una scelta facile, ma a cosa serve andarci se la squadra non potrà essere competitiva?" è stata la burla, annunciata dal commissario tecnico dei Bleus con lo sguardo serio. La Fifa sarebbe già al corrente della decisione, ha continuato il ct francese, ed il capitano Patrick Viera sarebbe d'accordo. "Preferisco prepararmi tranquillamente per i Mondiali del 2010 - ha aggiunto - con una squadra che ha davvero voglia di giocare".

SARKOZY SI ALLUNGA, PINGUINI VOLANO
C'é persino una storia firmata 'Avril de Poisson' (aprile di pesce, misteriosa corrispondente dalla Francia) tra quelle balle clamorose che oggi hanno segnato come da tradizione la giornata del Pesce d'aprile sulla stampa britannica. La signora De Poisson, in particolare, rivela sul Guardian che Carla Bruni sarà assoldata come consulente per lo stile dei britannici dal governo di Gordon Brown.

Sempre ispirata dalla coppia presidenziale francese, fresca del trionfale viaggio oltremanica, è la bufala del Sun: Nicolas Sarkozy, umiliato dalle foto che lo ritraggono in punta di piedi accanto alla slanciata moglie, si starebbe sottoponendo a un trattamento destinato a renderlo più alto di dieci centimetri. Nell'articolo si apprende che la tecnica è stata sviluppata dal professore israeliano Ura Schmuck (il cui cognome è un termine yiddish, molto usato negli Usa, che significa 'imbecille'). Il portavoce dell'Eliseo citato si chiama Luc Bigger (più grande) che precisa dove il presidente verrà allungato: la clinica Poisson d'Avril di Ginevra. Ingannevole è invece lo scherzo messo a punto da Bbc, Daily Mirror e Daily Telegraph insieme: questi ultimi due hanno scritto che l'emittente avrebbe messo in onda un incredibile documentario con il filmato di pinguini che volano dal polo fino all'Amazzonia in cerca di caldo. Addirittura, i siti dei due quotidiani hanno un frammento del presunto documentario 'Miracles of evolution' in cui si vedono i pinguini che arrivano nella giungla, accolti da un tucano. Autore dello straordinario filmato, il 'Prof. Alida Loyas', anagramma di April's Fools Day (giorno dello scemo d'aprile, così si chiama il pesce d'aprile in inglese). La stessa Bbc si è però divertita a catalogare dieci storie che sembrano frutto della fantasia di un burlone ma non lo sono: come quella dell'agenzia di pompe funebri che propone il funerale pay-per-view. Il Southampton Crematorium offre a pagamento, per chi non ce la fa ad intervenire alle esequie, la possibilità di vedere il rito in diretta su internet. Oppure, la tartaruga in Cina che è diventata dipendente dalla nicotina dopo avere iniziato a masticare un mozzicone ancora acceso buttato dal padrone in giardino. E ora se non le danno da fumare, si sente male.
 E per proseguire la lista, c'é l'iniezione di collagene che che dà alle donne orgasmi più potenti (lo dice il Sun), perché amplia la superficie del misterioso punto G, o la taglia dei banchi di scuola che verrà aumentata (Daily Express), perché lo stesso sta succedendo ai ragazzi britannici, sempre più vittima dell'obesità.

ABRAMOVICH COMPRA L'ALASKA

Condoleezza Rice che scende in campo nelle presidenziali Usa come candidato indipendente, Mosca che sperimenta un nuovo ordigno allucinogeno in risposta alla 'gay bomb' Usa. Ma anche le mura del Cremlino ridipinte di bianco e l'oligarca Abramovich che ricompra l'Alaska o porta la torcia olimpica per conto di Londra. Sono alcuni dei principali pesci d'aprile pubblicati oggi sulla stampa russa, che in materia spazia dagli interni agli esteri. Come da tradizione, Novi Izvestia abbonda, con ben quattro pesci d'aprile: dallo spray per rendere invisibile le auto agli autovelox ai parti sulle note dell'inno nazionale, a Ulianovsk, per far nascere dei patrioti; da un progetto di legge della Duma per mettere una rete censoria ai pesci d'aprile che prendono di mira le autorità al clamoroso affare del secolo messo a segno da Abramovich. Dopo aver acquistato la 'talpa' più grande del mondo per scavare un tunnel sotto lo stretto di Bering, il miliardario ha messo sul tavolo 570 miliardi di dollari per restituire l'Alaska alla Russia, dimostrando così la sua fedeltà al nuovo presidente Dmitri Medvedev. Abramovich è protagonista anche di un pesce d'aprile di Rbk: Paul Mac Cartney, nei guai per il recente divorzio, costretto a cedere all'oligarca russo, ormai stabile a Londra, l'onore di portare la fiaccola olimpica per la Gran Bretagna. Moskovski Komsomolets riporta la decisione dell'amministrazione presidenziale di far ridipingere di bianco le rosse mura del Cremlino, per restituirle al loro colore originario, come documentato in alcuni quadri ritoccati. Gazeta svela un clamoroso retroscena delle primarie Usa: Condoleezza Rice è pronta a scendere in campo come indipendente. Dello stesso quotidiano il pesce sulle due bombe allucinogene sperimentate nell'isola di Sakhalin che seminano insuperabili attrazioni omosessuali tra i nemici, spingendoli a fare tutto tranne che la guerra. Infine il sito Strana.ru, che annuncia Madonna come nuovo volto della Nato.

ANNUNCIO DI NUOVA CASERMA, ERA FATTA COL LEGO
Ha fatto ricorso a un pesce d'aprile Massimiliano Gregori, coordinatore regionale e provinciale lombardo e di Brescia dei Comitati Unitari di Base dei Vigili del fuoco, per segnalare la situazione in cui si trova la caserma del distaccamento di Salò (Brescia). Gregori ieri ha annunciato alla stampa che stamani alle 9, davanti alla sede del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, a Brescia, avrebbe presentato ufficiosamente il plastico della nuova caserma. Si è presentato invece con una caserma realizzata con le costruzioni Lego del figlio. Ha quindi spiegato ai giornalisti che "da tempo si sta attendendo che l'amministrazione comunale individui un terreno idoneo alla realizzazione della struttura. Ne è stato proposto uno, ma è troppo piccolo". Gregori ha poi spiegato che nell'attuale caserma, un immobile di circa 40 anni fa, si sono riaperte le crepe provocate dalla scossa di terremoto del novembre 2004.

 ANIMALISTI ANNUNCIANO LIBERAZIONE ORSA JURKA
"Stamani alle 4 con un blitz a San Romedio abbiamo liberato l'orsa Jurka". Lo annuncia il movimento 'No alla Caccia'' che ha rivendicato il blitz compiuto "facendo saltare la porta della tana utilizzando dell'esplosivo". Ma è un pesce d'aprile arrivato stamane alla redazione di Trento dell'ANSA. "La nostra amica era triste, non faceva altro che rosicchiare legni da quando è stata rinchiusa ingiustamente, e solo perché ha divorato un paio di galline o ucciso qualche capra, animali che notoriamente sono meno importanti degli orsi", dice il comunicato degli animalisti. "A questo punto auguriamo a Jurka di scappare il più lontano possibile dal Trentino e di tornare in Slovenia, da dove fu ingiustamente portata in Italia nel 2001". In realtà da tempo l'associazione 'No alla caccia' si sta battendo per la liberazione dell'orsa, ha raccolto alcune migliaia di firme e ha presentato un esposto-denuncia alla Procura di Trento ipotizzando maltrattamenti. Oggi in Trentino sui quotidiani locali sono apparsi altri pesci d'aprile. Il Trentino dà notizia del finanziamento congiunto Provincia-vaticano per la costruzione del secondo campanile del Duomo di Trento, mentre l'Adige parla di una tassa sul lago di Santa Giustina dopo una consulenza degli economisti Jonathan Fish di Londra e Giandomenico Triglia di Milano. Sempre in val di Non è stata annunciata per questo pomeriggio la presentazione del fossile "Pisces reticus" al Museo retico di Sazeno, poco lontano dal santuario di San Romedio.
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Pubblicato il 01/04/2008
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HEARTH LEDGER AVREBBE FIGLIA NON RICONOSCIUTA

SYDNEY - La dura controversia sull'eredità multimilionaria dell'attore australiano Heath Ledger, morto due mesi fa a New York per una overdose accidentale di medicinali, registra un nuovo imprevisto con la rivelazione da parte di un suo zio, secondo cui il protagonista di 'Brokeback Mountain' e vincitore di 3 Oscar avrebbe una figlia non riconosciuta, nata da una relazione quando aveva 17 anni, con una donna di 25. 'La voce circola da anni'', ha detto ad un giornale di Perth Haydn Ledger, uno degli zii dell'attore, aggiungendo che 'vi e' una possibilità molto reale" che Heath sia il padre della piccola, che ora ha 11 anni. La donna di Perth, oggi sposata, si accorse della gravidanza quando già il rapporto era terminato e decise di portarla avanti. E ora la ragazza potrebbe accampare diritti nell'eredità, valutata ad almeno 6 milioni di euro. Il testamento dell'attore, stilato tre anni fa, ha causato un vespaio in famiglia poiché divide il patrimonio fra i genitori e le tre sorelle e non comprende la figlioletta Matilda Rose, nata dalla relazione con l'attrice Michelle Williams, conosciuta sul set di 'Brokeback Mountain'. La relazione tra l'attore e la Williams, che aveva portato alla nascita due anni fa della bimba, era finita alcuni mesi fa. Il padre dell'attore, Kim Ledger, assicura che darà in ogni caso la massima assistenza alla bimba ed alla Williams. Gli zii paterni Haydn e Mike però si affiancano al padre di Michelle Williams nel chiedere l'intervento di un tribunale e accusano Kim Ledger di inaffidabilità, per aver sperperato l'eredita del nonno dell'attore, Sir Frank Ledger, morto nel 1993. Intanto la donna di Perth si nega ai giornalisti, mentre il marito chiede di rispettare la loro privacy, poiché la figlioletta sarebbe 'incredibilmente ferita' se fosse identificata, mentre la moglie è incinta di due gemelli e vuole evitare lo stress. 'Non vogliamo avere niente a che fare con tutto questo. Non abbiamo bisogno di niente da nessuno, vogliamo solo proteggere i nostri figli'', ha detto.
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Pubblicato il 25/03/2008
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NAPOLITANO ALLE FOSSE ARDEATINE: "NON DIMENTICHEREMO"

ROMA - Sono passati 64 anni dall'eccidio delle Fosse Ardeatine che contò 335 vittime uccise dai nazisti per rappresaglia in conseguenza dell'attentato di via Rasella. I loro nomi, come ogni anno, sono riecheggiati durante la cerimonia di commemorazione aperta con la deposizione, come da tradizione, di una corona da parte del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. "Vedere ogni anno qui tanti giovani e parenti delle vittime - ha detto a margine della cerimonia il Capo dello Stato - è importante e confortante perché qui è accaduto qualcosa che non dimenticheremo mai, come non dimenticheremo mai coloro che hanno sacrificato la loro vita".

Il presidente della Repubblica ha poi aggiunto che "il martirio delle Fosse Ardeatine è il fatto più rappresentativo di una vicenda terribile di persecuzione e di ricorso anche al crimine più efferato da parte dei nazisti occupanti e di chi li aiutava in questa tristissima impresa". E al presidente Napolitano si è rivolta Rosina Stame, presidente dell'Associazione nazionale familiari martiri d'Italia (Anfim), l'unica a parlare durante la commemorazione: "In un periodo di luci ed ombre, lei è il nostro faro".

Alla cerimonia che si è svolta, anche se l'anniversario dell'eccidio decorreva ieri festa di Pasquetta, erano presenti anche i presidenti di Camera e Senato, Fausto Bertinotti e Franco Marini, il ministro Arturo Parisi e, tra gli altri, il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, il presidente e il portavoce della Comunità ebraica di Roma, Leone Paserman e Riccardo Pacifici, il commissario straordinario di Roma, Mario Morcone, il prefetto Carlo Mosca.

Tra le autorità, anche il vicepremier e candidato sindaco di Roma per il centrosinistra Francesco Rutelli: "Oggi siamo un paese libero anche grazie al sacrificio dei 335 che furono gettati qui come bestie, come persone a cui era tolta ogni dignità e dalla loro dignità ricaviamo la nostra libertà". C'era anche il candidato sindaco del Pdl Gianni Alemanno che ha sottolineato il valore delle Fosse Ardeatine come "cuore della Roma moderna che ci richiama alla memoria, ai principi di tolleranza e a comprendere quanto questa città abbia tante identità e tante culture".

Alemanno ha anche riferito ai cronisti di aver preso l'impegno con uno dei parenti delle vittime dell'eccidio, il signor Frasca, "di apporre una targa in via Rasella in memoria del defunto". Di vicenda che deve "servire da monito soprattutto alle nuove generazioni" ha parlato il candidato sindaco dell'Udc, Luciano Ciocchetti. "La presenza delle istituzioni oggi qui - ha aggiunto - è fondamentale. E' giusto essere qui e allo stesso tempo cercare di tramandare il ricordo di ciò che è successo ai nostri figli e ai nostri nipoti, perché questo non accada mai più". Alla cerimonia erano presenti anche numerosi ex partigiani con stendardi dell'Anpi.

APPELLO A NAPOLITANO,DARE UN NOME A 12 SALME

"Le salme di 12 vittime dell'eccidio delle Fosse Ardeatine che ancora oggi non hanno un nome devono essere identificate. Rivolgo al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano un appello affinché possano essere superati gli ostacoli burocratici e giuridici per poter riesumare i resti di quei corpi ancora senza nome.Le persone non sono numeri". Lo ha chiesto la presidente dell'Associazione nazionale famiglie dei martiri (Anfim) Rosetta Stame durante la conferenza stampa sull'esito dell' esame del Dna sulla 'salma 329' che ha escluso si tratti di Marco Moscati. Di dieci delle 12 salme "conosciamo i nomi ma non sappiamo a quali corpi corrispondano - ha detto la delegata alla cultura dell'XII Municipio Carla Di Veroli - Il Ministero della Difesa ci chiede di avere i permessi di tutte le 12 famiglie per la riesumazione dei corpi. Ma come possiamo rintracciarli a tanti anni di distanza? Per tre o quattro è possibile, per gli altri no. E poi due salme non sono nemmeno identificate". E' stato il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo a leggere i numeri delle salme non identificate: "Si tratta della 3, 52, 98, 122, 155, 264, 272, 273, 276, 283, 284 e 329. Identificarli è un dovere". Anche il portavoce della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici ha fatto suo l'appello: "Sapere che nei campi di concentramento gli ebrei erano considerati numeri e che anche da morti sono numeri è inaccettabile", ha detto commosso.
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Pubblicato il 23/03/2008
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DA BATMAN A HULK, È TEMPO DI SUPEREROI

Da Batman a Hulk è di nuovo tempo di supereroi. Film ad alto budget, attesi da un pubblico che molto spesso è un appassionato del genere e del personaggio in questione, quello dei supereroi è quasi un sottogenere del cinema, oltre che della televisione e nei prossimi mesi, pronti a sfidare ogni concorrenza arriveranno alcuni grandi e attesi nomi, una vera e propria invasione di giustizieri, guardiani e vendicatori.

Addirittura sembra che il 2008 sia l'anno cinematografico con il più alto tasso di eroi, se si includono anche il Bruce Willis di Die Hard 4, il doppio Stallone di Rocky 6 e Rambo 4 e il nuovo Indiana Jones. Un sondaggio in corso su BestMovie.it, iniziato il 12 Marzo 2008 attribuisce il massimo delle preferenze, il 61% al Cavaliere oscuro, il sequel di Batman Begins che uscirà il 23 luglio 2008, distribuito da Warner Bros.

DIVI ITALIANI, DA VAPORIDIS A SCAMARCIO
E' una bella notizia che sia il cinema italiano a conquistarsi di forza lo spazio privilegiato nelle uscite cinematografiche delle festività pasquali e che lo faccia attraverso film che coniugano una auspicata popolarità (attraverso i nuovi divi sex-symbol di casa nostra) e una qualità d'autore garantita da registi non banali. E' altrettanto bella la notizia che trovino spazio almeno un paio di film anomali, premiati nei festival di mezzo mondo e fin qui preclusi alla distribuzione in sala.

- QUESTA NOTTE E' ANCORA NOSTRA di Genovese e Miniero. Due autori indipendenti e curiosi 'adottano' una sceneggiatura passata per molte mani (il primo soggetto è di Giancarlo Giagni) e ne fanno una surreale commedia in stile Blues Brothers ambientata nella Roma multietnica di oggi. Nicolas Vaporidis (la rivelazione di Notte prima degli esami) veste i panni del rocker in erba Massimo che cerca di sfondare insieme all'amico Andrea (Massimiliano Bruno). Il discografico che li protegge e garantisce loro un futuro lontano dall'impresa di pompe funebri in cui lavorano nel cuore di Roma, vincola però il contratto all'arruolamento di una cantante cinese di nascita e romana d'adozione (Valentina Izumi) che finirà per amare l'ingenuo Massimo. Il titolo del film, che rimanda a una canzone di Antonello Venditti, viene dal marchio di fabbrica di Fausto Brizzi e della produzione IIF.

- COLPO D'OCCHIO di e con Sergio Rubini. Qui il protagonista é il divo per eccellenza delle teen agers nostrane, Riccardo Scamarcio, trasformato dal regista e conterraneo Rubini in scultore di buone speranze. Di lui si innamora Gloria (Vittoria Puccini), amante e sodale del critico e pigmalione Rubini che deciderà di vendicarsi ponendo il giovane artista sotto la sua protezione e facendosi minaccioso Mefistofele del rivale in amore. Un po'noir e un po' cinema d'autore, il film conferma il talento di Rubini anche dietro la macchina da presa.

- 27 VOLTE IN BIANCO di Ann Fletcher. La brillante sceneggiatrice di Il diavolo veste Prada debutta nella regia al servizio dell'emergente Katherine Heigl e le cuce su misura una brillante commedia sentimentale su un'eterna damigella d'onore che decide di vendicarsi delle ingiustizie amorose trovando il marito ideale per sé.

- LA BANDA di Eran Korilin. Chi pensa che non esista un buon cinema israeliano e che l'intolleranza e la diffidenza etnica abbiano spezzato l'umanità di un popolo può ricredersi di fronte a questo autentico 'evento' che arriva in sala dopo il trionfo al festival di Cannes. Con gusto e umorismo si racconta di una banda della polizia egiziana in tournée in terra ebraica. Per un equivoco all'arrivo, i poliziotti musicisti finiranno in un villaggetto sperduto tra coloni israeliani e sefarditi di terza generazione, riscoprendo i forti legami che ancora uniscono i popoli cresciuti vicini nel deserto del Neghev. Da non perdere.

- COVER BOY di Carmine Amoroso. A due anni dalla sua realizzazione e dopo molti riconoscimenti all'estero, arriva finalmente anche in Italia (grazie all'Istituto Luce) questa storia di amicizia e dialogo fra popoli filtrata dalle vicende personali del rumeno Ioan e dell'italiano Michele. Entrambi senza lavoro sognano di aprire insieme un ristorante in riva al Danubio, ma la vita non farà sconti a nessuno dei due.

Per i più piccoli invece si segnalano due uscite pasquali destinate alle diverse sensibilità dell'infanzia: il delizioso LA VOLPE E LA BAMBINA del francese Luc Jacquet (ormai convertito al cinema dopo l'inatteso successo del suo La marcia dei pinguini) e lo spettacolare SPIDERWICK di Mark Waters con il piccolo Freddie Highmore 'sdoppiato' in un doppio ruolo e alle prese con i popolarissimi (tra i ragazzini) mostri che escono dalla fantasia e invadono il mondo reale. Effetti speciali, paure e risate sono garantiti per tutta la platea.
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Pubblicato il 23/03/2008
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DE NIRO E GARCIA, FILM SU MONTANA JOE

ROMA - Robert De Niro, Andy Garcia, l'attore coreano Choi Min-soo e la cinese Shu Qi saranno fra i protagonisti del gangster movie Street of Dreams di Raymond De Felitta, ispirato alla figura di Montana Joe, boss americano - giapponese del traffico di droga e della prostituzione in azione a New York negli anni '60.

La partecipazione di De Niro alla pellicola, scrive il Korean Times, e' stata annunciata dal produttore Fred Roos (Il padrino - Parte II e Il padrino - Parte III, nei quali ha lavorato proprio con De Niro e Garcia) che con la sua società la Fr Productions realizzerà il progetto insieme alla coreana Hyun Jin Cinema e la giapponese Wides Japan. La storia è ispirata dal romanzo The legend of Montana Joe di Hayato Murakami, adattato per il grande schermo dallo sceneggiatore premio Oscar Robert Towne.

Il regista, De Felitta, qui alla sua prima produzione ad alto budget, è stato candidato a un Oscar per il corto Bronx Cheer e ha vinto il premio del pubblico al Sundance Film Festival con Two Family House. Per trovare l'attore che interpreterà il ruolo principale sono state organizzate in Giappone delle audizioni su larga scala che si terranno in aprile e a maggio. De Niro si calerà nei panni di boss della mafia, Garcia, in quelli del gangster nemico di Montana Joe, mentre Choi Min-soo, qui al suo primo film hollywoodiano, reciterà il ruolo del miglior amico e mentore del protagonista. Le riprese dovrebbero iniziare tra novembre e dicembre di quest'anno e l'uscita è prevista per l'estate del 2009.
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Pubblicato il 23/03/2008
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DOCUMENTARIO DELLA BBC RIAPRE IL MISTERO SULLA SACRA SINDONE

Potrebbe riaprirsi, con nuovi colpi di scena, il mistero della Sacra Sindone. Il sudario di Cristo, su cui sono impressi il volto e le macchie di sangue di un uomo, nel 1988 era stato bollato da un test al carbonio 14, che lo aveva datato al 1325, come un falso medievale. Ora però, venti anni dopo quell'esame, una troupe della Bbc ha potuto riprendere la Sindone in immagini ad alta definizione. Immagini da cui emergono dettagli il cui studio mette in discussione l'origine medievale del lenzuolo dalle molte caratteristiche ancora inspiegabili e che continuano ad appassionare studiosi ed esperti di tutto il mondo.

A partire da queste nuove immagini e dando voce ai molti scienziati e studiosi che si sono cimentati nel difficile compito di risolvere il mistero della Sindone, il documentario della Bbc, "Shroud of Turin", che andrà in onda domani sera nella puntata di Porta a Porta a cui farà seguito un dibattito, mette in luce la necessità di compiere nuove indagini al carbonio sulla reliquia volte a stabilirne una volta per tutte l'età.

Articolato come un viaggio che tocca i numerosi luoghi dove la Sindone sarebbe passata o dove viene studiata - Torino, Oxford, Colorado, Istanbul, Gerusalemme - ma sempre saldamente ancorato all'evidenziazione del dato scientifico, il documentario fa emergere un conflitto di datazione tra la prova al carbonio del 1989 e altre prove di tipo sia storico sia scientifico elaborate dagli studiosi in questi anni. Tra questi, John Jackson, un fisico americano che ha contribuito al film, ha sviluppato una nuova ipotesi basata su tecniche di datazione al carbonio 14 che non erano conosciute quando la Sindone fu testata. Queste tecniche potrebbero spiegare come un lenzuolo di lino risalente davvero all'epoca di Gesù possa essere risultato più recente all'esame del C14. Sulla stessa linea di Jackson è il professor Christopher Ramsey, direttore della Oxford Radiocarbon Accelerator Unit, secondo cui "tra le misurazioni del radiocarbonio e le altre prove che abbiamo sulla Sindone sembra esserci un conflitto, su come interpretare queste prove. E per questo ritengo che chiunque abbia lavorato in questo settore, debba dare uno sguardo critico alle prove che hanno prodotto per riuscire a tracciare una storia coerente che si adatti e ci dica la storia vera di questo intrigante pezzo di stoffa".
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Pubblicato il 20/03/2008
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DISOCCUPAZIONE 2007 AL 6,1%, AI MINIMI DAL 1993

ROMA - Nella media del 2007 il tasso di disoccupazione è sceso al 6,1% dal 6,8% del 2006. Lo segnala l'Istat rilevando tuttavia che, sempre nella media del 2007, gli inattivi hanno registrato un aumento su base annua dell'1,1%. Sale inoltre di 0,7 decimi di punto il numero delle donne inattive al sud, pari a 4,5 milioni.

Il tasso di disoccupazione nella media del 2007, pari al 6,1%, risulta ai minimi dal 1993. Lo segnala l'Istat registrando che la riduzione ha riguardato soprattutto il Mezzogiorno dove ha interessato sia gli uomini, sia, in misura più ampia le donne. Per gli stranieri il tasso si è attestato all'8,3%. In crescita anche il tasso di inattività pari al 37,5%, due decimi di punto in più rispetto a un anno prima.

Nella media 2007, in aumento su base annua dell'1,1% le persone inattive tra 15 e i 64 anni (+157 mila unità). Al calo delle regioni settentrionali (-0,5%) si è contrapposto l'aumento di quelle centrali (+2,5%) e di quelle meridionali (+1,8%). Al sud inoltre, la crescita delle donne inattive è passata da 4.264.000 unità del 2004 a 4.430.000 unità della media del 2007, pari a un incremento del 3,9%. Riguardo invece al tasso di occupazione in età lavorativa, il dato è attestato al 58,7%, tre decimi di punto in più rispetto al 2006. A livello territoriale, alla moderata crescita registrata nel nord e nel centro, si è associata una leggera flessione nel Mezzogiorno, che ha riguardato la componente maschile. Dopo la significativa crescita del 2006, il tasso di occupazione degli stranieri, nella media 2007, si è attestato al 67,1% (-0,2 punti percentuali).
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Pubblicato il 18/03/2008
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MORTO ANTHONY MINGHELLA, CON "PAZIENTE INGLESE" VINSE 9 OSCAR

Anthony Minghella, morto oggi a soli 54 anni, è stato uno dei registi di maggior successo della sua generazione. Con il suo film più famoso Il paziente inglese conquistò nel '97 ben nove Oscar, quasi un record, superato solo da pochi altri film tra cui Titanic, Il signore degli anelli e Ben Hur (11) e West Side Story (10).

Era nato sull'isola di Wight da genitori di origine italiana, e aveva abbandonato i suoi studi all'università di Hull per dedicarsi completamente al cinema. Nel 1975 aveva fatto il suo esordio nella regia teatrale con un adattamento di Mobius the Stripper di Grabriel Josipovici, quindi era approdato alla televisione, sia alla Bbc che a Itv. Nel 1986 aveva avuto grande successo teatrale dirigendo Made in bangkok nel West End. Il suo primo lungometraggio arrivò nel 1990, con Truly, Madly Deeply, una pellicola che fu ben accolta. Il successo planetario arrivò però con Il paziente inglese (1996), che gli valse l'oscar per la regia (ne prese nove in tutto) e un Golden Globe, oltre a numerosi altri premi in Usa e Gran Bretagna. Nel 2004 il suo 'Ritorno a Cold Mountain' ebbe 7 nomination, ma portò a casa la sola statuetta come miglior film. Cinque furono invece le nomination per 'Il talento di mr.Ripley', girato quasi tutto in Italia (con Fiorello, Stefania Rocca e Sergio Rubini nel cast), che però uscì a mani vuote dagli Academy Award del 2000. Minghella era sposato con la coreografa di Hong Kong Caroyl Choa.

NARRATORE DEI SENTIMENTI

(di Patrizio Nissirio)
 Anthony Minghella, morto stamane per un'emorragia post-operatoria a soli 54 anni, era uno dei registi di maggior successo della sua generazione, titolare di una regia 'classica' ma capace di raccontare storie con forte carica emotiva e sentimentale. Come il suo film più famoso, 'Il paziente inglese', che conquistò nel '97 ben nove Oscar, quasi un record, superato solo da pochi altri film tra cui Titanic, Il signore degli anelli e Ben Hur (11) e West Side Story (10). Una statuetta fini' proprio nelle sue mani, per la miglior regia. Era nato a Ryde sull'isola di Wight da genitori di origine italiana (suo padre era metà scozzese e metà italiano, sua madre era cresciuta a Leeds, ma la famiglia aveva origini laziali), ma aveva deciso di non lavorare nella gelateria di famiglia (i Minghella vivevano nell'appartamento sopra al negozio), per seguire suoi studi all'università di Hull. Ma poi anche quelli erano stati abbandonati per amore del cinema e del teatro.

Nel 1975 Anthony aveva fatto il suo esordio nella regia teatrale con un adattamento di Mobius the Stripper di Gabriel Josipovici, quindi era approdato alla televisione, lavorando sia alla Bbc che a Itv. Nel 1986 aveva avuto grande successo teatrale dirigendo Made in Bangkok nel West End, guadagnandosi il premio della critica londinese come migliore opera prima. Il suo primo lungometraggio arrivò nel 1990, con Truly, Madly Deeply (con Alan Rickman e Juliet Stevenson), una pellicola sentimentale che fu ben accolta e prese nel 1992 anche un Bafta, l' 'oscar' britannico, per la migliore sceneggiatura originale. Il successo planetario arrivò però con Il paziente inglese (1996, dal romanzo di Michael Ondaatje, che scrisse con lui la sceneggiatura), una storia di amore romantico e guerra con Ralph Fiennes e Juliette Binoche che gli valse l'oscar nel 1997 per la regia (ne prese nove in tutto) e un Golden Globe (per il miglior film), oltre a numerosissimi altri premi in Usa, Gran Bretagna e nel resto del mondo. Nel 2004 il suo 'Ritorno a Cold Mountain' ebbe 7 nomination, ma portò a casa la sola statuetta per la migliore attrice non protagonista, Renee Zelwegger, che vinse anche un Golden Globe nella stessa categoria. Cinque furono invece le nomination per 'Il talento di mr.Ripley', girato quasi tutto in Italia (con Fiorello, Stefania Rocca e Sergio Rubini nel cast), che però uscì a mani vuote dagli Academy Award del 2000. Il suo ultimo film era stato, nel 2006, Breaking and Entering, che aveva scritto e diretto.

Minghella era sposato con la coreografa di Hong Kong Caroyl Choa. Il regista e scrittore era attualmente impegnato in diversi progetti, soprattutto come autore di sceneggiature, come i film The Ninth Life of Louis Drax, New York, I Love You e con un episodio tv della serie The Number One Ladies Detective Agency (dai romanzi di Alexandra McCall Smith), che andrà in onda sulla tv britannica questa primavera.
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Pubblicato il 18/03/2008
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SPIARE IN AUTO SI PUO', NON ESISTE PRIVACY

Tra le quattro 'mura' dell'auto non esiste riservatezza per le parole scambiate 'vis a vis': a questa conclusione è giunta la Cassazione constatando che esistono leggi che tutelano la privacy delle conversazioni telefoniche, telegrafiche, telematiche e informatiche ma nulla che possa difendere, dall'agguato delle cimici degli investigatori privati, un dialogo nell'abitacolo della propria macchina.

Per 'colpa' di questo vuoto normativo la Suprema Corte ha confermato il proscioglimento di ventidue persone di Brescia, tra detective privati e clienti (mogli e mariti traditi), dall'accusa di aver spiato - con apparati di intercettazione o localizzazione satellitare - il coniuge fedifrago, o presunto tale. A volte anche l'ex marito. Non ha, infatti, avuto alcun successo il ricorso presentato a Piazza Cavour dalla Procura di Brescia - titolare di questa inchiesta di "spionaggio domestico" - contro la dichiarazione di "non doversi procedere" pronunciata dal gup Lorenzo Benini che, il 13 giugno 2007, aveva prosciolto i ventidue spioni tra i quali un 'super-tecnico' che su commissione di sei agenzie investigative aveva messo sotto controllo diverse macchine. A volte, all'esperto in captazioni si rivolgevano direttamente le persone - indagate anch'esse - che sospettavano il tradimento del partner. E le macchine venivano non solo sottoposte ad ascolto ma anche pedinate col satellite. "Nessuna norma incriminatrice - lancia l'allarme la Quinta sezione penale della Cassazione, con la sentenza 12042 - tutela la riservatezza delle persone che si trovano in autovettura privata sulla pubblica via": le norme sulla privacy funzionano solo per le abitazioni e per quel che si dice in conversazioni realizzate con "uno strumento per comunicare a distanza". Dunque, non commette "interferenza illecita nella vita privata" chi spia o fa spiare quel che si dice nella macchina altrui. In alcuni casi chi veniva spiato non era nemmeno coniugato con il committente. O non lo era più. Come nel caso di una signora separata che non ha rinunciato a tampinare il marito in macchina anche quando è diventato il suo ex: solo per lei continua a rimanere aperto il processo perchè non si è limitata a fargli mettere il gps in auto ma, al pover'uomo ignaro di tanta perfidia, ha anche regalato una radiosveglia da comodino per spiarlo nella camera da letto della casa dove si era trasferito dopo la separazione.
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Pubblicato il 18/03/2008
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SCUOLA, ARRIVA MINI-MATURITA' PER 600 MILA IN TERZA MEDIA

(di Tiziana Caroselli)

Prove di "maturità" per 600.000 alunni di terza media. Quest'anno, per la prima volta, anche i tredicenni, come i fratelli più grandi delle superiori, dovranno cimentarsi, a chiusura del loro ciclo di studi, con una prova nazionale uguale in tutta Italia che riguarderà italiano e matematica. Lo prevede una circolare emanata da viale Trastevere nella quale si ricorda che la conclusione del primo ciclo di istruzione segna l'avvio del percorso nel secondo ciclo per assolvere all'obbligo di istruzione e raggiungere una qualifica o un diploma entro il 18mo anno di età.

600 MILA A BLOCCHI DI PARTENZA Saranno poco meno di 600.000 gli alunni che a giugno sosteranno l'esame di licenza media. Il 95% di loro frequenta la scuola statale e l'85% ha 13 anni, dunque l'età giusta (il 4% ha 12 anni e quindi è in anticipo e il restante 11% ha uno o più anni di ritardo). Gli stranieri saranno 40.000 e affronteranno l'esame anche 20.000 alunni diversamente abili. Per questi ultimi sono previste una o più prove differenziate. Per i ragazzi con disabilità visiva verrà utilizzato un supporto digitale.

SOLITE PROVE SCRITTE PIU' UNA Gli studenti dovranno cimentarsi con le prove scritte già previste negli anni passati e dunque italiano, lingue comunitarie, matematica ed elementi di scienza e tecnologia (da svolgersi in giorni diversi e per una durata definita dalla commissione esaminatrice di ciascuna scuola). A queste si aggiunge una prova scritta a carattere nazionale i cui testi sono scelti dal ministro tra quelli che verranno proposti dall'invalsi (Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione). Per l'anno scolastico in corso la prova nazionale - in calendario per il 17 giugno - riguarderà italiano e matematica. La prova è divisa in due sezioni. La prima che riguarda l'italiano è divisa in due parti: comprensione della lettura ovvero testo narrativo seguito da quesiti; riflessione sulla lingua, serie di quesiti su conoscenze grammaticali. Nella seconda, che riguarda la matematica, si propongono quesiti a scelta multipla e a risposta aperta sulle seguenti aree: numeri, geometria, relazioni e funzioni, misure, dati e previsioni. I ragazzi avranno a disposizione due ore di tempo e - precisa esplicitamente la circolare - sarà tassativamente vietato l'uso di telefoni cellulari.

NOVITA' HA SU SFONDO GAP COMPETENZE SEGNALATO DA OCSE L'iniziativa di introdurre anche alle medie una prova a carattere nazionale ha sullo sfondo gli esiti delle rilevazioni internazionali che hanno messo in evidenza situazioni di criticità nella preparazione dei quindicenni italiani in alcune discipline: matematica in primis, ma anche italiano. La prova standardizzata è un'opportunità - spiegano al ministero - per l'arricchimento della qualità della valutazione degli alunni. "Mantiene un carattere esplorativo nella prospettiva di costruire, in collaborazione con le scuole e con i docenti, soluzioni a regime con compiuta validità scientifica".
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Pubblicato il 17/03/2008
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INVIO SMS CON RICHIAMAMI, MA E' TRUFFA DA 15 EURO AL MINUTO

CATANIA - Inviano sms segnalando la presenza di un messaggio registrato personale a una segreteria alla quale bisogna chiamare, ma in realtà il numero collega il cellulare con una linea erotica satellitare, che costa 15 euro al minuto.
E' la truffa scoperta dalla polizia postale di Catania che ha presentato una relazione alla Procura della Repubblica etnea. I messaggi 'truffa' che la polizia segnala agli utenti sono: "In segreteria.biz ci sono messaggi urgenti per te. Chiama da fisso e segui le info gratuite", "Ti ho lasciato un messaggio in segreteria. Chiama subito da telefono fisso. Baci", "Da centromessaggi: è presente un nuovo messaggio", "Ti invio questo sms per fare una prova... chiamami", "Tutto bene ci sentiamo chiamamì In una nota la polizia postale ricorda che "i messaggi inviati da utenti non conosciuti e con richiesta di chiamate sempre a numeri potrebbero verosimilmente essere dei tentativi di truffa". In passato la polizia postale di Catania, nel corso di indagini su questo tipo di illeciti, ha denunciato per truffa alla locale Procura un catanese titolare di un'azienda di telefonia con tariffe speciali.

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Pubblicato il 17/03/2008
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FANTASMI IN CASA, PROPRIETARIO VUOLE ANNULLARE CONTRATTO

SPOLETO (PERUGIA) - Non ha trovato in giurisprudenza alcun precedente utile ma l'avvocato Antonio Francesconi sta ancora valutando la possibilità di rivolgersi al tribunale di Spoleto per chiedere l'annullamento dell'acquisto di un casale da parte di un suo cliente il quale sostiene che l' edificio è infestato dagli spiriti.

Vicenda sulla quale ha preso posizione oggi anche la diocesi spoletina escludendo che lì si sia mai svolto alcun esorcismo. Al centro della storia uno stabile di circa 200 metri quadrati su due piani, con oltre tremila metri di terreno annesso, a Santo Chiodo di Spoleto. Gaetano Bastianelli, 57 anni, nell'ottobre del 2005 lo acquistò per 120 mila euro, considerandolo "l'affare della vita", come ha detto al suo legale. Subito dopo però, secondo la sua versione, cominciarono a manifestarsi "strane presenze": rumori di passi, colpi sui muri, mobili caduti senza essere toccati, arnesi andati in fiamme. Tanto da decidere di rivolgersi a un legale per valutare la possibilità di annullare il contratto di acquisto pur di lasciare quella casa. Secondo Bastianelli, infatti, i precedenti proprietari sapevano delle presenze ma non ne avrebbero parlato al momento dell'acquisto.

Oggi l'avvocato Francesconi ha spiegato che "da un punto di vista legale sarebbe astrattamente configurabile un vizio della cosa venduta, secondo l'articolo 1490 del codice civile". "In teoria - ha aggiunto - è come per un vicino fastidioso. Se non informo della sua presenza gli acquirenti questi potrebbero ottenere la risoluzione del contratto". Il legale ha comunque spiegato che finora "nessuna causa è stata avviata, siamo solo in una fase di valutazione della fattibilità", legata anche a questioni strettamente giuridiche come i tempi di prescrizione. Al suo avvocato, Bastianelli ha ribadito che le 'presenze' nella casa erano note ai precedenti proprietari e agli abitanti della zona, tanto che negli anni Settanta - secondo la sua versione - nel casale si erano svolti diversi esorcismi.

Circostanza però negata dalla diocesi spoletina. "A questa Curia - si legge in un comunicato - è noto che i sacerdoti del nostro presbiterio abbiano assistito, nella malattia e nel dolore, chi nella casa in questione abitò. La carità della comunità cristiana non è mancata accanto a chi era nelle difficoltà e nella tribolazione. Non risulta, invece, che sia stato richiesto il ministero dell'Esorcista diocesano. Le disgrazie occorse agli abitanti della casa meritano rispetto e discrezione. Non riguardano, invece, la Curia le questioni giudiziarie ed economiche che sono state sollevate e che hanno sedi proprie per essere esaminate, senza il coinvolgimento degli organi della Chiesa e artate citazioni letterarie". Intanto però l'avvocato Francesconi è convinto che la vicenda integri astrattamente il vizio della cosa venduta e nei prossimi giorni deciderà se avviare l'azione presso il tribunale di Spoleto.
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Pubblicato il 16/03/2008
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MORO/30: MARINI RENDE OMAGGIO IN VIA FANI

ROMA - Corone di fiori sono state depositate in Via Mario Fani, a Roma, il luogo dove il 16 marzo del 1978, qualche minuto dopo le 9, un commando delle Brigate Rosse sequestrò il presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro e uccise gli uomini della sua scorta. Il primo a rendere omaggio questa mattina, alle 8, sul luogo dell'agguato di 30 anni fa è stato il presidente del Senato Franco Marini. Davanti alla lapide che ricorda il sacrificio dei suoi uomini, accanto alla corona con la fascia tricolore deposta dal presidente del Senato, ci sono quelle del Partito Democratico, del capo della Polizia, del comandante generale dell'Arma dei Carabinieri e quelle inviate dalla regione Lazio, dalla Provincia e dal Comune di Roma. Davanti ad una delle corone sono stati lasciati anche un lumino acceso e un mazzo di roselline bianche. Le forze dell'ordine presenziano via Fani dove nel corso della mattinata è atteso l'arrivo di personalità politiche per rendere omaggio. Presenti sul posto anche giornalisti, fotografi e troupe televisive. I pochi passanti della domenica mattina, soprattutto se anziani, si fermano a guardare e sostano per qualche minuto in silenzio davanti alla lapide

GIANNI ALEMANNO RENDE OMAGGIO IN VIA FANI


ROMA  - "Questo anniversario è fondamentale per la storia d'Italia". Lo ha detto il candidato del Pdl a sindaco di Roma, Gianni Alemanno, dopo aver reso omaggio alla lapide collocata in Via Fani in ricordo dell'agguato ad Aldo Moro e l'uccisione degli uomini della sua scorta. "Anni terribili, di odio ideologico - ha aggiunto Alemanno - devono essere definitivamente messi alle nostre spalle. Ci deve anche servire a ricordare tutte le forze dell'ordine che ogni giorno fanno il loro dovere e rischiano la vita per difendere le istituzioni".


RUTELLI RENDE OMAGGIO DAVANTI LAPIDE IN VIA FANI

ROMA -  Il candidato del centrosinistra a sindaco di Roma, Francesco Rutelli, con il candidato alla presidenza della provincia di Roma, Nicola Zingaretti, hanno reso omaggio alla lapide posta in Via Mario Fani in ricordo dell'agguato di 30 anni fa e nel quale furono uccisi gli uomini dello statista democristiano Aldo Moro.

COSSIGA DEPONE MAZZO DI FIORI A VIA FANI

Il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga è arrivato intorno alle 13:15 in via Mario Fani per rendere omaggio davanti alla lapide collocata nel punto in cui avvenne il 16 marzo del 1978 il rapimento di Aldo Moro e l'uccisione degli uomini della scorta dell'allora presidente della Democrazia Cristiana. Cossiga, che all'epoca della strage era ministro dell'Interno, ha portato un mazzo di fiori con una coccarda tricolore, che è stata deposta ai piedi della lapida con i nomi e le foto delle cinque vittime di quel giorno di trent'anni fa. Cossiga davanti alla targa in via Mario Fani si è inginocchiato per rendere così omaggio agli uomini della scorta di Aldo Moro. Poi, dopo aver salutato gli agenti delle forze dell'ordine presenti è andato via in auto

BERTINOTTI IN VIA FANI, LUI UOMO DEL DIALOGO

ROMA - Il presidente della Camera Fausto Bertinotti alle 10 ha reso omaggio alla lapide che si trova in via Fani in ricordo dell'agguato di 30 anni fa ad Aldo Moro e dell'uccisione degli uomini della sua scorta. "C'é una parte della lezione di Moro, quella di un modo di guardare alla società italiana che resta ed è forse il punto più alto - ha detto il presidente Bertinotti parlando con i giornalisti dopo la deposizione della corona -. Moro viene considerato, e lo è stato, un uomo del dialogo tra le forze politiche. Bisognerebbe, credo, ripensare meglio Moro come l'uomo del dialogo tra la politica e la società". "Quel suo discorso sulla strategia della tensione di fronte al grande moto studentesco ed operaio del 68-69 resta secondo me una chiave importante per capire l'insegnamento di Moro Il primo dialogo che corre d'obbligo fare alla politica - ha sottolineato - è quello con il paese interpretando anche i moti più radicali come le istanze di riforma". Bertinotti ha quindi ricordato il giorno in cui avvenne l'agguato in via Fani dicendo che "quel giorno si è prodotta una frattura drammatica. Ricordo che quando venne dato l'annuncio mi trovavo a Torino nel sindacato e partì immediatamente lo sciopero generale. Parlai con difficoltà ed emozione in una piazza San Carlo gremita di lavoratori. C'era una percezione del dramma umano e politico. Con la vicenda drammatica che portò all'uccisione di Moro credo si è conclusa una storia del Paese, il dopoguerra italiano finisce lì. Quella che impropriamente si chiama prima Repubblica finisce con l'uccisione di Moro"

PRODI E AMATO DEPONGONO CORONA ALLORO IN VIA FANI

ROMA  - Il presidente del Consiglio Romano Prodi e il ministro dell'Interno Giuliano Amato hanno deposto una corona d'alloro alla lapide che ricorda in via Mario Fani a Roma l'agguato di 30 anni fa in cui fu rapito il presidente della Democrazia Cristiana e furono uccise 5 persone della sua scorta.

VELTRONI, CHI HA UCCISO NON RIEMPIA GIORNALI E TV

ROMA -
"Penso che le persone che hanno ucciso Aldo Moro, un essere umano che era da 55 giorni segregato e fatto uscire solamente per portarlo nel luogo dove venne assassinato nel modo più vigliacco possibile, chi ha sparato all'agente Iozzino a terra qui, dovrebbe avere il buon gusto di evitare di riempire giornali e televisione se non per raccontare, ma questo avrebbero dovuto farlo nelle aule del tribunale, una verità che ancora non è del tutto completa". Lo ha detto il candidato premier del Partito democratico Walter Veltroni dopo aver deposto due corone di alloro da parte del partito e dei senatori e dei deputati del Pd davanti alla lapide in via Mario Fani in occasione del trentesimo anniversario dall'agguato. Veltroni, che era accompagnato da Dario Franceschini e Olga D'Antona, ha aggiunto: "Si attende ancora di sapere e penso che per primi le famiglie delle vittime abbiano il diritto di sapere". Il sequestro e l'omicidio di Aldo Moro e dei cinque uomini della sua scorta, per Veltroni, "é stato il più spaventoso spartiacque della storia italiana del dopoguerra".

FAMIGLIARI VITTIME A CERIMONIA VIA FANI


ROMA  - Un silenzioso e raccolto saluto è stato quello che i famigliari delle vittime di Via Fani hanno fatto avvicinandosi alla lapide collocata nel luogo in cui 30 anni fa furono uccisi gli uomini della scorta di Aldo Moro. Ai piedi della lapide che, dopo i nomi delle cinque vittime, Oreste Leonardi, Francesco Zizzi, Domenico Ricci, Raffaele Iozzino e Giulio Rivera, riporta la frase "cinque uomini fedeli allo stato e alla democrazia sono stati uccisi con fredda ferocia mentre adempivano al loro dovere", sono stati lasciati insieme a due mazzi di fiori anche ramoscelli d'ulivo, perché oggi ricorre la domenica delle Palme. Sono numerose le corone di alloro e di fiori lasciate vicino alla lapide. Tra queste quella della Camera dei deputati, di 'Forza Italia', del Popolo della Libertà, dell'Associazione Nazionale dei Partigiani Cristiani, della Democrazia Cristiana, e poi due cuscini con le scritte "in memoria di degni e onesti servitori dello stato" e "in memoria di un uomo libero e forte".
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Pubblicato il 15/03/2008
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SICUREZZA:SINDROME 'MURI'A PADOVA,ORA BARRIERA A SCUOLA

PADOVA - La politica dei "muri" sembra dilagare a Padova. Non barriere metaforiche, ma reali, in acciaio o cemento, che da due anni a questa parte vengono invocate (e realizzate) per tutelare la sicurezza dei cittadini. L'ultimo 'muretto' in ordine di tempo sorgerà tra breve in una scuola elementare, la 'Diego Valeri', per dividere l'entrata in due e tenere distinti i piccoli scolari dagli studenti del corso diurno di italiano ed applicazioni professionali, rivolto agli stranieri. Tutto era nato qualche giorno con la protesta di un gruppo di mamme di bambini della 'Valeri', secondo le quali un cingalese di 18 anni, studente dell'annesso corso professionale, sarebbe stato notato fotografare a scuola un bambino della seconda elementare. La dirigente dell'11/O Istituto Comprensivo, di cui fa parte la 'Valeri', Ignazia Nespolo, per evitare altri episodi di promiscuità ha deciso di separare le entrate con una barriera: forse un muretto, addobbato con vasi di fiori, o comunque un semplice divisorio, che verrà eretto durante le vacanze di Pasqua.

Tende però a diminuire la portata della cosa il provveditore agli studi di Padova, Franco Venturella. "Occorre fare attenzione e distinguere bene - afferma - tra l'allarmismo, l'apprensione materna ed i rischi concreti per i bambini. Credo che la situazione della scuola elementare 'Valeri' sia ascrivibile a queste prime due categorie". "Comunque spero che la barriera divisoria - spiega Venturella - possa mettere fine ad articoli sensazionalistici, e alla conseguente psicosi delle famiglie dei bambini che frequentano l'istituto". Insomma, secondo, le autorità scolastiche, un allarme che nulla ha a che vedere con le emergenze sicurezza dalle quali erano nati i 'muri' padovani più noti. Ad iniziare dall'esperienza da quello "antispaccio" innalzato nell'agosto 2006 in via Anelli. Una barriera in lamiera lunga un'ottantina di metri e alta circa tre, costruita per debellare lo spaccio di droga che ruotava attorno al complesso residenziale "Serenissima", dove risiedevano quasi esclusivamente extracomunitari, da anni al centro di problemi di ordine pubblico e microcriminalità. Dopo il muro che cingeva le palazzine del 'Serenissima', il bronx di Padova, sgomberate definitivamente nella primavera 2007, nel gennaio scorso era stata la volta dei cancelli d'acciaio montati all'ingresso della strada privata del parcheggio del centro commerciale 'Giotto'', sempre in zona Stanga. Un park diventato anch'esso centro di spaccio, pericoloso anche solo da attraversare, che con i cancelli i cittadini si sono prefissi di far diventare più sicuro. Poche settimane fa, infine, sono stati gli abitanti di via Manara, sempre in zona Stanga, a chiedere con 600 firme una nuova recinzione antispaccio e antiprostituzione, che isoli due condomini, con una cinquantina di mini alloggi, trasformati in enormi discariche dal via vai di prostitute e spacciatori. La barriera di via Manara, che consentirà l'ingresso solo ai residenti o ai proprietari di immobili e bloccherà intrusi o spacciatori, costerà circa 15 mila euro. Interventi questi, ha più volte sottolineato il Comune, volti ad ordinare la vita all'interno di piccoli complessi, che non risolvono tutti i problemi, ma "migliorano la qualità della vita e danno risposte efficaci".
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Pubblicato il 11/03/2008
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DEBITI, 'SALVI' SOLO TRE STUDENTI SU 10

ROMA - Una valanga di 'debiti' si è abbattuta sugli studenti italiani dopo gli scrutini del primo quadrimestre: soltanto 3 allievi delle superiori su 10 possono tirare un sospiro di sollievo. Gli altri, il 70%, pari a circa 2 milioni di studenti, hanno riportato almeno una insufficienza e in media ogni ragazzo è andato sotto la sufficienza in quattro materie. Un quadro sconfortante che emerge dopo mesi di polemiche sui corsi di recupero e sulle modalità con cui le singole scuole - alle prese con le diverse esigenze di studenti, insegnanti e famiglie - devono e possono organizzarli. I 'buchi neri' si registrano in tutti gli anni di corso. Soltanto in quinta si registra un leggero miglioramento pur restando forti in tutti i tipi di scuola le carenze in matematica che arrivano (in totale) a quota 60,9%.

- TOUR DE FORCE PER I MATURANDI: Si dovranno rimboccare le maniche gli studenti che a giugno devono affrontare l'esame di Stato. Se per i ragazzi del classico la 'bestia nera' è soprattutto la matematica (55,2%), per i colleghi del linguistico paradossalmente le lacune maggiori si riscontrano proprio nelle materie caratterizzanti: l'85,1% ha insufficienze, infatti, nelle lingue straniere. Nei tecnici e professionali, più che negli altri corsi di studio, è invece l'italiano il grosso scoglio.

 - PROFESSIONALI FANALINO DI CODA:
Se il 70,3% dei ragazzi delle superiori ha riportato insufficienze al primo quadrimestre, questa percentuale sale al 76,4% negli istituti tecnici e addirittura all'80% nei professionali. Meno peggio degli altri sono messi gli studenti del classico con 'appena' il 57,6% di insufficienze.

- PICCO DI CARENZE AL TERZO ANNO:
Già evidenti al primo anno (71,1%) le carenze raggiungono il massimo al terzo anno di corso (72,5%). La situazione più grave riguarda gli istituti tecnici, i professionali e l'istruzione artistica dove le 'insufficienze' dal primo al quinto anno sono almeno al 70% e al quinto si attestano rispettivamente al 71,6, 75,3 e 65,6%.

- FIORONI 'SFORZO STRAORDINARIO PER RECUPERARE': I dati del primo quadrimestre - ha commentato il ministro della Pubblica istruzione - dimostrano quale lavoro straordinario la scuola debba mettere in atto perche' entro giugno si recuperino il piU' possibile queste insufficienze. Sono numeri che, oltre a far chiarezza, illustrano anche lo sforzo che alunni e docenti saranno chiamati a fare nei prossimi mesi in quanto, a fine anno, di solito le insufficienze si dimezzano. E' del tutto evidente comunque che ci troviamo di fronte a un problema serio ed è questo il motivo per il quale E' stata data priorità assoluta, anche in termini di risorse economiche, alle azioni per supportare l'impegno delle scuole".
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