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Pubblicato il 04/04/2008

La crisi dei mutui subprime investe anche l'Europa rallentandone pesantemente la crescita fino all'1,3% nel 2008. Non immune all'onda negativa neanche l'Italia: il Pil quest'anno salirà di un modesto 0,3% (+0,6% la stima di gennaio), segnando il risultato peggiore dell'ultimo biennio, mentre il deficit-pil si attesterà al 2,5%. La fotografia scattata dal Fondo Monetario Internazionale non sembra lasciare adito a dubbi: le conseguenze della crisi dei mercati sono più forti del previsto e per l'economia globale il 2008 sarà di sicura frenata, forse anche di recessione, almeno negli Usa. La netta sforbiciata delle previsioni italiane preoccupa il presidente del consiglio Romano Prodi, mentre secondo il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, le stime del Fmi come pessimistiche.
"Certamente ci sono motivi di preoccupazione perché la crisi mondiale è più seria di quello che temevano. E' una strana crisi non c'é stato un crollo finanziario improvviso, ma continui scricchiolii - afferma Prodi -. Spero che questo si fermi e che dopo si possa ricostruire una strategia di ripresa. Quello che è certo è che nessuno è in grado di fare previsioni precise". Prodi auspica il suo "successore a Palazzo Chigi sia molto attento, perché in queste situazioni di difficoltà occorre molto, molto rigore". Secondo Draghi, invece, "il Fondo Monetario internazionale ha previsto una diminuzione della domanda mondiale molto marcata. Questo si ripercuote sulle stime in Europa e in Italia. L'impressione generale è che il Fondo monetario, e questo vale per Germania, Francia e altre parti d'Europa, sia eccessivamente pessimista", spiega il governatore, mettendo in evidenza che quest'anno l'inflazione resterà alta e "questo pone un problema". Lo stesso dice il commissario europeo agli affari monetari, Jaquin Almunia: "le stime del Fondo monetario internazionale riguardo alla crescita dell'Eurozona sono pessimistiche". Le previsioni della commissione europea arriveranno invece a fine aprile. Il Fmi, che solo la prossima settimana renderà ufficialmente note le stime di crescita nel World Economic Outlook, ha rivisto anche la stima per Eurolandia, che quest'anno segnerà un +1,3%, in calo quindi rispetto all'1,8% precedentemente stimato.
"Le stime dell'Fmi si distinguono per un'osservazione della realtà dell'economia europea non esatta", osserva il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, per il quale il Vecchio Continente continua ad avere fondamenta economiche solide e "non rischia la recessione". Juncker si è detto non d'accordo anche per l'Italia con le stime del Fondo. Complessivamente la crescita mondiale 2008 sarà del 3,7%, in rallentamento rispetto al 4,1% stimato in gennaio, con una possibilità su quattro di recessione globale. I mercati finanziari sono "il principale rischio per l'economia globale". Il paese più penalizzato saranno gli Usa, che dovrebbero crescere solo dello 0,5%, e il susseguirsi dei dati macroeconomici conferma un'estrema debolezza delléeconomia: il dipartimento del lavoro ha comunicato oggi un aumento dell'inflazione al 5,1%, a massimi dall'uragano Katrina. Anche il presidente della Fed, Ben Bernanke, ha per la prima volta ammesso nei giorni scorsi che una "recessione negli Usa è possibile".
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Pubblicato il 03/04/2008

L'incontro tra Alitalia e sindacati si é concluso ed è stato aggiornato a mercoledì mattina, all' indomani del consiglio d'amministrazione che si esprimerà sulla continuità aziendale. A quanto si è appreso, nella riunione è tornato sul tavolo il piano Prato, sul quale saranno valutate "azioni congiunte in difesa dell' operatività dell' azienda per tutta la stagione per scongiurare il commissariamento". In sostanza, hanno riferito i sindacati, "lavoriamo su un piano stand alone per vedere se così va bene o servono correttivi".
AIR FRANCE FERMA SU PIANO,UNICO PROGETTO CREDIBILE
Non vi sarebbe nessun mutamento sulla posizione di Air France nelle ultime ore: il numero uno Jean Cyril Spinetta "era e resta fortemente convinto" del piano presentato ai sindacati, riferiscono fonti vicine al dossier che lo descrivono "molto rammaricato" per come sono andate le cose. Nessun commento o fatti nuovi dal quartier generale del gruppo franco-olandese, dove piuttosto si attenderebbero evoluzioni, passi concreti dal fronte italiano. "E' un progetto nel quale credevo profondamente e nel quale continuo a credere perché avrebbe permesso all' Alitalia di ritrovare rapidamente la strada per una crescita redditizia" aveva scritto Spinetta la sera di mercoledì, dopo essersi alzato dal tavolo del negoziato giudicando inaccettabile la controproposta dei sindacati. Una proposta con la quale "si torna indietro di 5 anni, non si possono tenere dentro aree di perdita, altrimenti - rilevano le stesse fonti - l'azienda torna da capo a 12". Le aperture possibili sono state attuate e inserite nel piano, si osserva ancora, la posizione di Air France è chiara, il piano punta alla crescita redditizia di Alitalia e non si può tornare indietro.
Il consiglio di amministrazione di Air France-Klm si riunirà lunedì prossimo.
SINDACATI IN TRINCEA, NESSUNA CAPORETTO
Il sindacato non ci sta: non sarà lui il capro espiatorio del fallimento della trattativa con Air France nonostante le critiche che pure arrivano dalla base, dai lavoratori dell'azienda. "Nessuna Caporetto" si affrettano a precisare i leader sindacali finiti nell'occhio del ciclone dopo l'abbandono del tavolo di negoziato da parte dei francesi. Anzi. Il segretario della Uil Luigi Angeletti mette le mani avanti e ricorda che tutto sommato dopo la disfatta di Caporetto ci fu poi la Linea del Piave che alla fine "bloccò l'avanzata degli austriaci". Fuor di metafora, però, il leader della Uil rivendica il ruolo del sindacato che, dice, "ha avuto una posizione assolutamente legittima" essendo stato chiamato a dire la sua sulle condizioni della vendita. Il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni taglia corto con le polemiche.
Dice di "non aver capito perché Spinetta se ne é andato" e aggiunge:"quello che è importante in questa storia è che dica che è importante ricominciare a discutere". Anche la Cgil rifiuta "la drammatizzazione" che si sta facendo sulle colpe del fallimento della trattativa."E' troppo facile, ora, dire che la colpa è del sindacato" dice la segretaria confederale Nicoletta Rocchi mentre anche i rappresentanti degli assistenti di volo e dei lavoratori di terra dell'organismo di categoria della Cgil negano "contrasti in Alitalia tra sindacati e lavoratori che, al contrario, hanno condiviso il nostro operato nella trattativa condotta con Air France-Klm. Una trattativa, peraltro, che noi non abbiamo mai interrotto e siamo pronti a riprendere". Ma nella caccia al responsabile della cacciata dei francesi nessuno rimane indenne: anche i piloti, inizialmente additati dalle altre categorie per la loro vicinanza con i francesi, sono passati a difendere il ruolo delle categorie sindacali finite nel mirino, questa volta dei manager. Contro di loro si scaglia il potente sindacato dell'Anpac che accusa il management del "continuo sperpero di diverse centinaia di milioni di euro all'anno". Il vero problema, evidenzia in proposito la Rocchi, é la "segmentazione della rappresentanza per associazioni professionali". Tant'é, dice, che "i lavoratori che protestano sono quelli che stanno comunque dentro il perimetro aziendale". "In queste ore l'attacco ai lavoratori ed al sindacato di Alitalia si fa più duro", con politici, giornalisti e dirigenti Alitalia "uniti per condannare 'un sindacato corporativo ed irresponsabile'" nota anche l'agguerrito sindacato Sdl, ex Sult che chiede di porre fine a quest' "attacco ai lavoratori e al sindacato". "Il comportamento dei sindacati evidentemente disturba un copione già scritto, mette in discussione equilibri che non vanno turbati, e quindi va demonizzato e demolito" dice il segretario generale della Filt Cgil, Fabrizio Solari. Difese e attacchi, come dice l'Sdl, arrivano infatti anche dalla politica: il leader della Sinistra Arcolbaleno, Fausto Bertinotti, trova queste accuse "insopportabili", il ministro per gli Affari regionali, Linda Lanzillotta, invita il sindacato a quella responsabilità dimostrata più che dal sindacato dai "lavoratori stessi" mentre il ministro dell'Università Fabio Mussi ritiene "una cosa poca seria" addossare ai sindacati la colpa in una "catena di responsabilità molto lunga". Un'accusa questa, condivisa dai sindacati, che si sono sentiti abbandonati dal governo e dall'azienda.
Lo dice anche Angeletti secondo il quale "non solo il sindacato è stato lasciato da solo" ma gli è stato chiesto di "sottoscrivere" una decisione già presa."Ma - ha continuato Angeletti - se ci si chiede di dire la nostra, noi poi abbiamo tutto il diritto di farlo". Il sindacato, insomma, fa il suo mestiere anche se alla fine è lo stesso Angeletti che ammette: in caso di referendum tra i dipendenti dell'Alitalia "la maggioranza assoluta sarebbe favorevole al piano Air France".
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Pubblicato il 03/04/2008
ROMA - Rincari dal 10% al 35% dei principali marchi di latti artificiali per l'infanzia. Sono gli aumenti denunciati dai cittadini al garante per la sorveglianza dei prezzi, noto anche come Mr Prezzi, il quale non ha perso tempo convocando oggi un vertice con tutte le parti che rappresentano la filiera ed annunciando misure precise: l'avvio di un'indagine sull'ampiezza del fenomeno e di un Osservatorio, in collaborazione con il ministero della Salute, proprio per il monitoraggio dei prezzi dei latti e anche dei farmaci da banco. Al momento, ha affermato il garante Antonio Lirosi al termine dell'incontro (al quale hanno partecipatio rappresentanti della grande distribuzione, Federfarma, Associazione nazionale parafarmacie italiane e Associazione italiana industrie prodotti alimentari Aiipa), "sembra confermato l'aumento dei prezzi della maggior parte dei latti delle marche più vendute". Le prime indicazioni, ha sottolineato Lirosi, "ci danno una conferma di aumenti in Italia superiori agli altri paesi europei in presenza di un aumento dei costi della materia prima, e l'Aiipa non ha fornito elementi e spiegazioni convincenti al riguardo". Un "ulteriore allontanamento dal prezzo medio europeo - ha commentato Mr Prezzi - sarebbe un grosso problema. Tuttavia, ci sono anche marchi che non hanno aumentato i prezzi, ed è bene che vengano alla luce coloro che hanno fermato il rincaro". Dunque, sarà avviata un'indagine sul prezzo dei latti che dovrebbe concludersi nell'arco di due settimane, per poi avviare eventuali misure. E al contempo sarà costituito, ha annunciato Mr Prezzi, un Osservatorio sui prezzi dei latti e dei farmaci da banco: "C'é infatti un problema comune per i latti ed i medicinali da banco, ovvero - ha detto il garante - la mancanza di un sistema di monitoraggio dei prezzi al consumo". Le misure annunciate sono state accolte con favore dal Movimento consumatori, mentre Federconsumatori, a fronte di aumenti ritenuti "gravissimi", invita a "sanzionare subito chi specula su un prodotto fondamentale per i 'piccoli' consumatori". Da Cittadinanzattiva un'ulteriore proposta: "Bene l'Osservatorio sui prezzi - commenta l'associazione - ma é una misura insufficiente se non accompagnata da detrazioni fiscali alle famiglie". A prendere posizione sono anche i pediatri, i quali dicono decisamente 'no' al condizionamento dei prezzi: "I pediatri, nel prescrivere un particolare latte per l'infanzia, devono tener conto delle specifiche esigenze del neonato che hanno di fronte e non possono o devono farsi condizionare dal fattore prezzo di un prodotto rispetto ad un altro", ha affermato il presidente della Federazione italiana dei medici pediatri (Fimp) Giuseppe Mele. E per contrastare il fenomeno dei rincari, Federfarma (l'associazione delle oltre 16.000 farmacie private italiane) lancia una proposta al ministero della salute: mettere a punto una lista di latti per l'infanzia 'equivalenti' rispetto ai latti di marca, attuando lo stesso principio adottato per i farmaci generici. Questo, ha rilevato il presidente Federfarma Giorgio Siri, "porterebbe ad un abbassamento dei costi, così come è accaduto per i farmaci generici. Pensiamo che la lista di latti equivalenti sia l'unica strada da seguire, poiché nessuno può imporre ad un'azienda di abbassare il proprio prezzo". Ad ogni modo, ha anche precisato Siri, il problema è "relativo" poiché il 90% delle vendite delle faramcie si concentra su un latte di importazione dal costo contenuto, meno di 10 euro per una confezione da 900 grammi contro i 20-30 euro per confezioni da 800 grammi di latti di marca. Quindi, ha concluso Siri, "il problema è secondo noi comunque limitato, poiché gli altri latti hanno un'incidenza relativa nelle vendite presso le farmacie".
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Pubblicato il 02/04/2008

Sono 530.000 le famiglie italiane che si trovano in difficoltà nel pagare la rata del mutuo. Sono le stime fornite oggi a Roma dal presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, nel corso di un convegno sul tema della trasparenza dei mutui. "420.000 sono in difficoltà - ha spiegato il presidente dell'Authority - per l'aumento del costo della rata. A queste se ne aggiungono 110.000 per le quali esistono problemi di possibile insolvenza". Questo perché, sottolinea, "nelle famiglie a reddito fisso, se aumenta la rata è chiaro che si va in sofferenza".
SERVONO SANZIONI PER MANCATO RISPETTO NORME Serve un "intervento chiarificatore sui poteri coercitivi" e sugli "strumenti sanzionatori" che "noi e altre autorità dovremmo avere" per ottenere il rispetto delle nuove normative sull'estinzione e sulla portabilità dei mutui. Lo ha detto, intervenendo ad un convegno sulla trasparenza nei mutui, il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, sottolineando che gli strumenti attualmente in possesso all'Authority non sono sufficienti. "Quello che abbiamo, cioé l'apertura di istruttorie per pratiche commerciali scorrette, non rappresenta una grande timore per il sistema bancario", visto l'esiguo ammontare delle multe che possono essere comminate per queste violazioni e considerato che "il Tar annullerebbe sanzioni pesanti per mancanza di proporzionalita", spiega Catricalà. "Bisogna vigilare con gli strumenti necessari su una vicenda che sta diventando paradossale" e sulle "prepotenze" attuate da alcune banche, aggiunge, perché "in caso di inadempienza delle disposizioni di legge non è prevista una specifica sanzione. Il consumatore è lasciato solo". Il presidente dell'Autorità ha speso parole positive per la legge Bersani che "aiuta veramente chi ha bisogno e crea concorrenza dove serve", come nel settore bancario che presenta un tasso di mobilità del 7,7%, più basso che nell'Rc Auto dove é all'8%. Siamo di fronte a mercati completamente ingessati". Ma, come testimoniato anche dal 'conto' di oltre 4.700 euro che lo stesso Catricalà si è visto presentare per l'estinzione di un proprio mutuo, "le leggi fanno fatica ad entrare in vigore, ci vuole qualche stimolo. Forse si poteva immaginare un 'se non lo fanno...', ma chi poteva pensare che banche così importanti non si sarebbero adeguate alla legge?".
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Pubblicato il 02/04/2008

ROMA - Il Consiglio di amministrazioni di Alitalia ha preso atto delle dimissioni rassegnate dal presidente e amministratore delegato Maurizio Prato e ha nominato presidente il consigliere di amministrazione Aristide Police. E' quanto afferma il comunicato di Alitalia diffuso al termine del Cda che ''ha approfondito nel nuovo contesto la situazione finanziaria e patrimoniale della societa', il cui esame ha deliberato di completare anche con il supporto di primari advisor, finanziario e legale, nella prossima riunione gia' prevista per il prossimo 8 aprile''.
Il Cda Alitalia "ha preso atto che non essendosi avverate nei termini previsti le condizioni di efficacia del contratto concluso con Air France-Klm questa iniziativa è venuta meno", tuttavia il consiglio di amministrazione sottolinea di ritenere ancora la proposta "idonea ad assicurare ad Alitalia il ritorno ad una crescita profittevole"
''Il Consiglio di Amministrazione svoltosi in data odierna - e' scritto nel comunicato della societa' - ha, innanzitutto, preso atto delle dimissioni rassegnate ieri dal dott. Maurizio Prato da Presidente ed Amministratore della Societa', rivolgendogli i piu' sentiti ringraziamenti per l'impegnativa attività svolta in favore della Compagnia nell'ambito del suo breve ma difficile mandato''. ''Il Consiglio di Amministrazione - prosegue la nota - ha, altresì, preso atto che, non essendosi avverate nei termini previsti condizioni di efficacia del Contratto concluso con Air France-Klm il 15 marzo questa iniziativa e' venuta meno; iniziativa che, peraltro, il Consiglio continua a ritenere idonea ad assicurare ad Alitalia il ritorno ad una crescita profittevole''. ''Il Consiglio di Amministrazione ha approfondito, nel nuovo contesto, la situazione finanziaria e patrimoniale della Societa' - e' scritto - il cui esame ha deliberato di completare, anche con il supporto di primari advisor, finanziario e legale, nella prossima riunione gia' prevista per il prossimo 8 aprile''. Il comunicato annuncia inoltre che e' stato inoltre ''deliberato di rappresentare al Governo, per l'opportuna valutazione dei profili di interesse generale, che, entro la suddetta prossima riunione, verifichera' la presenza dei necessari elementi che garantiscano la continuità aziendale. Il Consiglio di Amministrazione ha, in ultimo, verificato la sussistenza di un adeguato sistema di governo dell'azienda e l'imprescindibile continuita' nelle azioni dell'alta direzione della stessa e ha nominato Presidente della Società il professor avvocato Aristide Police che resta amministratore non esecutivo. Il Consiglio si e', peraltro, riservato di valutare, in occasione di una prossima riunione l'integrazione della sua composizione attraverso cooptazione'
GOVERNO SPERA IN AIR FRANCE, BERLUSCONI: IMPRENDITORI MOSTRINO ORGOGLIO
di Chiara Scalise
ROMA - Il governo spera ancora nella carta Air France per Alitalia e si da' 48 ore di tempo per ricucire i fili della trattativa. ''Serve buon senso'', afferma il presidente del Consiglio Romano Prodi, impegnato a Bucarest per il vertice Nato. Quarantotto ore durante le quali il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta cerchera' di mettere insieme tutti i tasselli del puzzle, nell'estremo tentativo riavviare la trattativa tra sindacati e Parigi. Anche perche' Parigi resta al momento l'unica alternativa al fallimento. Silvio Berlusconi rinnova infatti l'appello agli imprenditori italiani, sollecitando il loro orgoglio, convinto che sia giusto che Alitalia resti una compagnia di bandiera. E per convincerli spiega che non occorre investire milioni, ma ''basta anche una fiche''. Certo pero', spiega il portavoce del Cavaliere Paolo Bonaiuti, una cordata non puo' venire fuori se prima non si fa una due diligence. E se qualche scelta e' stata opaca e' quella che porta la firma del governo: l'esecutivo Prodi ha ''privilegiato un solo acquirente, Air France, che ha presentato un'offerta - accusa - rivelatasi una sorta di esproprio proletario e che ha fatto precipitare il titolo del 20%''. Il governo comunque continua a lavorare con l'obiettivo di portare a termine la privatizzazione ed evitare il commissariamento. Un'opzione quest'ultima che, tra l'altro, il Cavaliere si guarda bene dal commentare: ''Chiedetelo a chi ha responsabilita' di governo. Io sono all'opposizione'', replica secco. Nonostante i rapporti con i francesi si siano molto incrinati, oggi lo spettro del fallimento sembra un po' meno vicino. Dal fronte sindacale, dopo l'ultimatum di ieri, sono infatti arrivati segnali di apertura. Vero e' che il tempo a disposizione non e' molto. Il governo si e' dato due giorni ma anche il numero uno di Air France Jean-Cyril Spinetta, a quanto si apprende in ambienti di governo, non avrebbe intenzione di andare per le lunghe. La scadenza sarebbe fissata a domenica. Una tempistica dettata anche dalla convinzione che in caso di vittoria del centrodestra per Parigi tutto diventerebbe piu' difficile. Trovare un punto di mediazione, dopo la rottura consumata ieri, non e' un'operazione facile. Ma la linea e' di non lasciare nulla di intentato, come ribadisce il ministro Cesare Damiano. ''Altrimenti la situazione puo' andare fuori controllo'', prosegue. E cosi' mentre Prodi e' al vertice Nato, Enrico Letta convoca a Palazzo Chigi una sorta di unita' di crisi con i ministri Tommaso Padoa-Schioppa, Alessandro Bianchi, Pierluigi Bersani: due riunioni, una a meta' mattinata e una in serata, per fare il punto e individuare le strategie migliori da mettere in campo. Un lavorio che pero' al momento non prevede alcun incontro ufficiale fra il governo e i sindacati, precisa il portavoce dell'esecutivo Silvio Sircana. D'altro canto, il governo sembra avere le idee chiare: ''Una ristrutturazione era indispensabile e quella proposta da Air France - sottolinea Prodi - non era certo piu' severa di quelle che hanno dovuto subire altre compagnie aeree nell'ultimo decennio''
SOLARI (FILT): NO CHIUSURA CON AF MA TRATTATIVAROMA - I sindacati non hanno "una posizione radicale e di assoluta chiusura" nei confronti di Air France-Klm e quindi c'é "la possibilità di una ripresa di contatto per definire una trattativa vera che finora non c'é stata". E', in sintesi, la posizione delle otto sigle sindacali (esclusa Uil Trasporti) all'indomani della rottura del negoziato con il gruppo franco-olandese sulla vendita di Alitalia.
Alla notizia che il Governo ha dato mandato al sottosegretario Enrico Letta di riallacciare il dialogo con il gruppo d'oltralpe, il segretario generale della Filt Cgil, Fabrizio Solari, ha osservato che "finalmente c'é una disponibilità e speriamo che produca una proposta che faccia partire la trattativa. Non vogliamo un pacco preconfezionato e, per altro, male. Non vogliamo un accordo - ha aggiunto - dove un solo lavoratore non sa che fine fa. E' una responsabilità politica ed etica. Da parte nostra la disponibilità c'é tutta, a prescindere dalla ripresa della trattativa siamo disposti a fare di tutto per aiutare Alitalia anche nella fase in cui è sola affinché resista e si trovino soluzioni positive perché il commissariamento sarebbe una sciagura. Occorre quindi allungare la sopravvivenza dell'azienda e gestire la fase di transizione per avere più chances per una accordo strategico".
ALITALIA: MUCCIOLI (ANPAV), DISPONIBILI A PASSO INDIETRO"Se fossi convinto che per evitare il fallimento o il commissariamento ciò che può essere utile è fare un passo indietro non esiterei un minuto". Così si è espresso il presidente dell'associazione degli assistenti di volo, Anpav, Massimo Muccioli spiegando che "é in atto una iniziativa da tenere sotto controllo e cioé quella dell'avversità dei lavoratori che danno la responsabilità della rottura delle trattative alle organizzazioni sindacali. Non abbiamo detto no, ma faticosamente abbiamo preparato un documento articolato" respinto da Air France-Klm. "Non esiste una posizione radicale e di assoluta chiusura - ha rilevato Muccioli - e c'é la possibilità di una ripresa di contatto per definire una trattativa".
ANPAC: NO A FALLIMENTO, POLITICA FACCIA IL SUO MESTIERE
"Noi non vogliamo il fallimento o il commissariamento, vogliamo la continuità aziendale. E la politica deve fare il suo mestiere. Il tavolo deve essere riaperto, perché abbiamo qualcosa su cui lavorare". Così il presidente dell'Anpac Fabio Berti, al suo arrivo alla conferenza stampa annunciata dalle sigle sindacali presenti in Alitalia. A proposito del prestito-ponte, Berti ha spiegato che per l'Anpac va bene se "é uno strumento utile, ma non solo per andare avanti, bensì per trovare una soluzione al piano".
DA VICENDA CROLLO 40 % PRENOTAZIONI INTERNAZIONALIROMA - Il turbolento andamento della vicenda Alitalia sta pesando in maniera consistente anche sulle quote di
mercato della compagnia. Nell'ultimo mese, secondo fonti di mercato, Alitalia ha visto ridursi del 40% il livello delle
prenotazioni di voli intercontinentali e internazionali.
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Pubblicato il 01/04/2008
(di Stefania De Francesco) Restano poco più di 24 ore per sapere se il destino di Alitalia sarà rivolto verso Air France-Klm o verso l'amministrazione straordinaria. Domani, infatti, scade il termine indicato dai due gruppi aerei per raggiungere un accordo quadro con i sindacati. E dall'esito del confronto, domani il consiglio di amministrazione deciderà come procedere. Se procedere con la richiesta di prestito ponte al Tesoro o portare i libri in tribunale. Una cordata alternativa non si è concretizzata mentre guardano l'evolversi della situazione altri soggetti, come la compagnia russa Aeroflot, pronta a tornare in campo se non andasse in porto la trattativa con Air France-Klm. Che, nel caso, perderebbe l'attuale vantaggio e partirebbe alla pari con chi fosse interessato al ricco mercato aereo italiano. In Borsa Alitalia ha chiuso con un balzo del 10,42% a 0,53 euro guadagnando in due sedute il 31,8%. Domani, intanto, è attesa l'audizione alla Camera dei ministri dell'Economia e dei Trasporti Tommaso Padoa-Schioppa e Alessandro Bianchi. A cui si chiederà anche delle prospettive di Malpensa, anche alla luce della vittoria di Milano per l'Expo 2015. Dopo lo stallo di ieri, il negoziato previsto per oggi è slittato a domani. Ufficialmente per "necessità di approfondimenti tecnici" ma secondo indiscrezioni il gruppo franco-olandese avrebbe preso tempo per cercare aperture al piano di acquisizione di Alitalia che non è piaciuto ai sindacati. I quali, comunque, non intendono affatto abbandonare il tavolo del negoziato consapevoli che l'alternativa è il fallimento.
E ci sarà anche la Uil, che ieri aveva abbandonato la trattativa, se ci saranno modifiche. Giornata intensa, oggi, per il numero uno di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, che assieme al presidente di Alitalia Maurizio Prato e ai rispettivi staff manageriali ha cercato di trovare margini per ridurre gli esuberi e reintegrare tutte le attività di terra di Alitalia servizi. Ma anche di trovare una soluzione migliore per la futura governance con un peso maggiore del Tesoro o, magari, della sua finanziaria Fintecna, che oggi ha il 49,4% di Alitalia servizi più un usufrutto dell'1,6%. Si è ragionato di anticipare di un anno, al 2009, l'ingresso in flotta di un aereo di lungo raggio B777, di ridurre da 16 a 13 gli Md 80 e da tre a due gli aerei full cargo da mettere a terra risparmiando in totale un centinaio di piloti dei 507 previsti e intorno ai 160 assistenti di volo su 594. Sul cargo la chiusura nel 2010 potrebbe non essere più definitiva perché nel 2009 ad un advisor esterno potrebbe esaminare le prospettive del settore. Nel progetto, si sarebbe studiata la possibilità di far rientrare nel perimetro di Alitalia oltre alla manutenzione sottobordo e leggera di Fiumicino e alle attività aeroportuali anche il polo della manutenzione pesante dell'Atitech di Napoli dove il costo orario è inferiore del 40% circa rispetto a quello del gruppo franco-olandese. Ma - rispetto a queste indiscrezioni - per i sindacati non ci sarebbero aperture di rilievo. Di questo nuovo progetto può aver parlato a Palazzo Chigi l'ex a.d. di Alitalia Francesco Mengozzi che oggi è in Lehman Brothers uno degli advisor di Air France-Klm e che con Spinetta già dal 2001 ha lavorato per le nozze fra i due gruppi aerei.
Se Spinetta sino a domattina alle 12 sarà riuscito a mettere a punto un piano che possa accontentare le nove sigle sindacali e professionali si potrà firmare in extremis un accordo quadro. Ma il leader della Uil Luigi Angeletti ha posto anche la condizione che l'accordo sia conclusivo, non sottoposto ad un giudizio conclusivo del nuovo governo e in questo modo ha detto che "un accordo lo faremo" e sarà sottoposto al giudizio dei lavoratori con un referendum. "Sono ore molto delicate, siamo nella classica situazione in cui si può fare o non fare un accordo" ha avvertito però il numero uno della Cgil Guglielmo Epifani aggiungendo di non essere "in condizioni di dare un pronostico" ma di "lavorare per trovare una soluzione e una risposta migliore". Per il presidente dell'Anpac, Fabio Berti, lo slittamento del confronto "é positivo" perché "significa che stanno ragionando". Che la tensione sia alta, in questa fase finale della trattativa, lo hanno dimostrato oggi una serie di proteste dei lavoratori di Alitalia che hanno occupato i binari della linea ferroviaria che collega Roma con l'aeroporto di Fiumicino, bloccato la produzione di Alitalia Maintenance Systems (società al 60% Alitalia Servizi e al 40% da Lufthansa Technik che si occupa della revisione di motori della flotta Alitalia e di altre aviolinee) e occupato il Centro Elaborazione Dati e il Nuovo Centro Direzionale di Magliana.
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Pubblicato il 01/04/2008

Sarà a causa dei due giorni lavorativi in meno rispetto ad un anno fa, o del confronto penalizzante con un marzo 2007 che, per vendite di auto, ha registrato "il secondo miglior risultato assoluto per il terzo mese dell'anno" o, in generale, dipenderà da una dinamica indebolita della domanda, sta di fatto che a marzo, gli eco-incentivi statali non sono riusciti ad impedire un tonfo del 18,8% del mercato italiano dell'auto, con immatricolazioni scese a 212.326 unità. Anche il gruppo Fiat ha seguito il trend negativo, segnando un calo del 20,6% a 65.594 unità. Per il secondo mese consecutivo, quindi, le immatricolazioni del Lingotto hanno subito una flessione superiore a quella generale del mercato, anche se nel trimestre il calo è risultato più contenuto (-11,74% a 206.626 nuove immatricolazioni).
Scende anche la quota di mercato di Fiat Group Automobiles, attestatasi a marzo al 30,9%, in flessione sia rispetto al 31,6% di un anno fa, sia rispetto al 31,06% di febbraio. Più lieve il calo nei primi tre mesi dell'anno, con una quota del gruppo Fiat al 31,14%, contro il 31,75% dello stesso periodo di un anno fa. Unico dato positivo segnato a marzo dal Lingotto, la quota del marchio Fiat, cresciuta al 24,68% dal 23,98% di un anno fa, mentre nel trimestre si è passati al 25,4% dal precedente 24,2%. Le vendite del brand Fiat invece sono scese a marzo del 16,4% a 52.397 unità. Va giù del 45,9% anche l'Alfa Romeo (a 4.445 unità) e del 25,5% la Lancia (a 8.752 unità), entrambe con quote in flessione a marzo (dal 3,14% al 2,09% l' Alfa Romeo e dal 4,49% al 4,12% la Lancia).
"Il risultato di Fiat Group Automobiles è stato ancora parzialmente condizionato dalle consegne Alfa Romeo, che non sono ancora a pieno regime poiché - dicono a Mirafiori - hanno risentito della sospensione produttiva (avvenuta negli scorsi mesi) dello stabilimento Gianbattista Vico, che ha ripreso l'attività, dopo la sua ristrutturazione, soltanto a inizio marzo". Al vertice della "classifica assoluta delle vetture più vendute - sottolineano dal Lingotto - si conferma la Grande Punto, con oltre 16 mila esemplari. Altra conferma al secondo posto, con quasi 13 mila unità per la Panda, mentre la 500, che ha già superato i 182 mila ordini in tutto il mondo dal lancio a oggi, è stata consegnata a oltre 7 mila clienti ed è quarta nella top ten". Da Torino evidenziano anche "gli ottimi risultati ottenuti da Fiat Bravo (quinta nella top ten assoluta e prima nel segmento C), Fiat Sedici (il fuoristrada più venduto nel mese), Fiat Doblò (primo tra i multispazio) e da Fiat Croma, la station wagon più venduta in Italia". Per il presidente dell'Unrae Salvatore Pistola, che indica a marzo una raccolta ordini in flessione del 22% a 203.000 contratti, "l'effetto degli eco-incentivi con rottamazione nella prima parte dell'anno c'é stato, ma non nelle dimensioni registrate nel primo trimestre 2007.
Oltretutto, sono venuti a mancare gli oltre 4.000.000 di possessori di vetture Euro 2 degli anni 1997 e 1998, che non hanno potuto usufruire degli incentivi alla rottamazione". Il Centro Studi Promotor evidenzia l'effetto di freno nella domanda determinato dall'imminenza delle elezioni politiche e indica in un "minor volume stimabile nell'8-9%" il risultato dei giorni lavorativi in meno di marzo. Ottimista l'Anfia che prevede un miglioramento del mercato "nei prossimi mesi, ad elezioni avvenute e contestualmente ad un ritorno dei prezzi del petrolio su livelli più accettabili". Quasi tutte in flessione a marzo le vendite dei costruttori esteri, con l'eccezione di Bmw (+0,64%), Mini (+60%), Nissan (+51%) e Smart (+138,4%). In flessione dell'11% invece Mercedes.
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Pubblicato il 01/04/2008

Disoccupazione stabile in Eurolandia nel mese di febbraio: secondo quanto rende noto Eurostat, il tasso è rimasto fermo al 7,1% come nel mese di gennaio. A febbraio 2007 era al 7,6%. Complessivamente positivo il dato dell'Italia, con un tasso di disoccupazione al 6,1% (anche se riferito al quarto trimestre 2007): meglio di Belgio (6,9%), Germania (7,4%), Portogallo (7,5%), Francia (7,8%) e Spagna (9,0%). Eurostat sottolinea però come il Belpaese resti insieme alla Grecia lo Stato della zona euro con la più alta disoccupazione giovanile (21,8% nel quarto trimestre 2007 contro una media del 14,4% registrata in febbraio in Eurolandia). Nell'Ue-27 il tasso di disoccupazione a febbraio è sceso al 6,7% dal 6,8% di gennaio e contro il 7,4% del febbraio 2008
ISTAT: RETRIBUZIONI GENNAIO +2,1%, FEBBRAIO + 3,1%
Le retribuzioni contrattuali sono aumentate a gennaio del 2,1% a livello tendenziale e dello 0,5% in un mese. Lo stesso indice è cresciuto a febbraio del 3,1% in un anno, con un aumento congiunturale dell'1%. Lo comunica l'Istat, precisando che l'aumento registrato nel periodo gennaio-febbraio è stato del 2,5% in un anno
L'aumento congiunturale delle retribuzioni di febbraio risulta il più alto dal gennaio 2001, rilevano i tecnici dell' Istat, sottolineando tuttavia che le variazioni degli indici registrate a gennaio e febbraio sono determinate da numerose applicazioni contrattuali. In entrambi i mesi, infatti, si registrano oltre all' entrata in vigore di nuovi contratti, anche aumenti tabellari e aggiornamenti di indennità. A gennaio sono stati numerosi i rinnovi e gli adeguamenti contrattuali: il più rilevante è il contratto del credito, che interessa circa 350 mila dipendenti e che è stato siglato ad inizio dicembre, dopo due anni dalla scadenza del precedente accordo. Il nuovo contratto prevede aumenti da corrispondersi in otto rate, di cui la prima ha determinato una crescita media delle retribuzioni intorno ai 110 euro, con una variazione quindi del relativo indice del +4%. A febbraio l'evento di maggior rilievo è invece stato la ratifica, dopo il referendum dei lavoratori, del contratto dei metalmeccanici siglato a gennaio. Il primo aumento retributivo delle varie tranche previste dall' accordo ha determinato una crescita media delle retribuzioni di poco più di 55 euro, corrispondente a una crescita dell' indice orario del 3,3%; inoltre, sono stati conteggiati da febbraio altri miglioramenti retributivi relativi a competenze arretrate. Di notevole importanza in termini di dipendenti regolati dal contratto è stata a febbraio l'applicazione definitiva del contratto della scuola, siglato a novembre 2007, e relativo al quadriennio normativo 2006-2009 e al biennio economico 2006-2007, che risulta quindi di nuovo scaduto da gennaio. Le retribuzioni dei dipendenti, circa un milione tra docenti e personale di servizio, sono cresciute di circa 105 euro, grazie ad un'unica tranche di vecchi aumenti retributivi. L'aumento del relativo indice delle retribuzioni è conseguentemente cresciuto del 5,3%. A febbraio, a fronte di una variazione tendenziale media del 3,1% gli incrementi più elevati delle retribuzioni si sono avuti nelle assicurazioni (+7,7%), nei ministeri (+6,2%), pubblici esercizi e alberghi (+5,7%), militari e difesa (+5,5%), scuola (+5,3%), metalmeccanica (+5%), forze dell' ordine (+4,9%) e credito (+4,7%). Gli incrementi minori si sono avuti nel settore tessili, abbigliamento e lavorazioni pelli e nel commercio (per entrambi +1%), gomma e plastica (+1,2%) mentre la variazione è risultata nulla nell' agricoltura, nella pubblica amministrazione di Regioni e autonomie locali e nel servizio sanitario nazionale.
A FEBBRAIO CONTRATTI SCADUTI PER 6,6 MLN DIPENDENTI
ROMA - A febbraio risultano scaduti 40 contratti, che interessano circa 6,6 milioni di dipendenti: sono il 55,1% del monte retributivo totale. E' quanto annuncia l'Istat, ricordando che alla fine di febbraio risultano invece in vigore 36 accordi che regolano il trattamento economico e normativo di circa 5,6 milioni di dipendenti. L'incidenza sul monte retributivo dei contratti in vigore è del 44,9%. Tra i contratti in vigore, la copertura è totale nel settore del credito e delle assicurazioni e molto elevata nell' agricoltura (94,9%) e industria in senso stretto (84%)
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Pubblicato il 25/03/2008

Si terrà domani la riunione del consiglio di amministrazione di Alitalia per fare il punto sul confronto in corso con Air France-Klm e con i sindacati. In un primo tempo era stata indicata la possibilità che il Cda si riunisse oggi al termine dell'incontro dei vertici di Air France-Klm e Alitalia con i sindacati.
Si è concluso dopo circa sei ore il confronto di Air France e Alitalia con i sindacati sul progetto di acquisizione del gruppo franco-olandese per la compagnia italiana. Un nuovo incontro si terrà venerdì prossimo dopo la presentazione di una proposta di accordo quadro da parte di Air France-Klm.
Il numero uno di Air France-Klm ha annunciato ai sindacati la presentazione di un nuovo documento "per venerdì 28 marzo entro le ore 12" come base per aprire una trattativa sui singoli temi al centro del confronto sull'offerta per Alitalia. Spinetta lo ha detto, secondo quanto riferiscono i sindacati, dopo aver accennato alla disponibilità ad alcune modifiche per venire incontro alle richieste dei sindacati. In particolare il numero uno del gruppo franco-olandese ha parlato della possibilità di comprendere nel perimetro dell'offerta tutte le attività di Az Servizi svolte a Roma-Fiumicino, allargando così il numero di lavoratori e di servizi che passerebbero direttamente nel nuovo gruppo Air France-Klm-Alitalia.
Poco prima, parlando del numero degli esuberi dei piloti, Spinetta aveva offerto la possibilità di un trasferimento alle dirette dipendenze di Air France per 60 piloti l'anno nel triennio 2008-2010.
Una soluzione per alleggerire l'impatto sul numero degli esuberi dello stop alle attività cargo previsto dal 2010. La nuova proposta di Air France dovrebbe poi aprire la strada a trattative mirate per raggiungere con i sindacati accordi categoria per categoria. In particolare, il numero uno di Air France-Klm ha spiegato che per Az Fly chiede accordi distinti con piloti, assistenti di volo e personale di terra. Per le attività deconsolidate sotto Az Servizi, solo in parte comprese nel perimetro dell'offerta di Air France-Klm, Spinetta prevede accordi separati per i settori dell'handling aeroportuale e della manutenzione.
SPINETTA, NON LASCEREMO NESSUNO PER STRADA
Air France-Klm "presenterà entro venerdì alle 12 una proposta di accordo quadro", ai sindacati sull'offerta per Alitalia, "nella quale saranno evidenziate tutte le misure volte a conseguire l'obiettivo di non lasciare nessuno per strada nel quadro della necessaria ristrutturazione" della compagnia italiana. Lo confermano fonti di Air France-Klm riferendosi a quanto comunicato ai sindacati nell'incontro in corso nella sede di Alitalia. Il presidente Jean-Cyril Spinetta ha definito il documento che verrà presentato alle sigle "solido, molto preciso e molto dettagliato".
La proposta di accordo quadro che verrà inviata ai sindacati, confermano da Air France, per il gruppo franco-olandese sarà la base per aprire negoziati con i sindacati su ogni singolo aspetto. In particolare verrà aperto un confronto specifico per raggiungere accordi separati con piloti, assistenti di volo e personale di terra di Az Fly. Mentre per Az Servizi il confronto sarà con i lavoratori dell'handling aeroportuale e con quelli della manutenzione. Secondo quanto anticipato da fonti sindacali, la proposta di accordo quadro conterrà delle aperture rispetto ai nodi più spinosi del confronto con i sindacati. Fonti di Air France confermano che, sul fronte degli esuberi per i piloti, la proposta prevederà l'offerta di trasferire ad Air France 60 piloti l'anno nel triennio 2008-2010, riducendo così il numero complessivo degli esuberi. Quanto alle attività di Az Servizi, solo parzialmente comprese nel perimetro dell'offerta di acquisizione di Air France-Klm, Spinetta ha fatto ai sindacati la proposta "di considerare insieme se non sarebbe più logico, per quanto riguarda l'hub di Roma Fiumicino, la reinternalizzazione di tutte le attività di handling". Una soluzione per ampliare il numero dei lavoratori e dei servizi compresi nel perimetro dell'offerta di acquisizione.
FIT-CISL, INCONTRO UTILE PER BASI NEGOZIATO L'incontro di oggi di Air France-Klm ed Alitalia con i sindacati è stato "sicuramente utile per fare in modo di ricostruire le basi di un negoziato sul progetto" del gruppo franco-olandese per l'acquisizione di Alitalia. E' il commento del segretario generale della Fit-Cisl Claudio Claudiani. "Da parte nostra - spiega - è riconfermato l'interesse a svolgere un negoziato che sia privo di ultimatum sulle date e di indisponibilità a trattare nel merito". Claudiani sottolinea che il confronto dovrà approfondire i temi "della flotta, del perimetro di attività oggetto dell'offerta, dell'occupazione, e dei tempi per il rilancio".
SU NODO PILOTI ANCORA MOLTO DISTANTI
Il presidente di Air France-Klm incontrando i sindacati ha fatto "timide aperture al dialogo, ma restiamo fermi sulle valutazioni che avevamo fatto. Sul problema dei piloti siamo ancora molto lontani". Il presidente dell'Unione Piloti, Massimo Notaro, commenta così l'offerta arrivata dal numero uno del gruppo franco-olandese, Jean-Cyril Spinetta, di trasferire 60 piloti l'anno in tre anni ad Air France per limitare il numero degli esuberi previsto dall'offerta di acquisizione su Alitalia. "Se l'offerta è rivolta a piloti che parlino francese, giovani, che desiderano trasferirsi, e che devono fare delle selezioni per entrare in Air France dal fondo, come ultimi arrivati, allora è una cosa che i nostri piloti possono fare da soli. Non è una concessione, Air France ha bisogno di piloti così come ce n'é bisogno in tutto il mondo". Il confronto prosegue: "Stiamo trattando e tratteremo fino alla fine", dice il presidente dell'Unione Piloti.
VOLA ALITALIA IN BORSA
Alitalia euforica in Borsa (+32% a 0,45 euro) nel giorno del nuovo 'round' tra il numero uno di Air France - Klm, Jean-Ciryl Spinetta, e i sindacati di via della Magliana, dal quale è emerso che i francesi venerdì formuleranno una nuova proposta con alcune aperture. Il titolo è stato protagonista di numerose sospensioni (al rialzo e al ribasso), tra cui una in avvio di seduta quando ha strappato l'87,9% teorico. Il titolo ha toccato un massimo di seduta a 0,5 euro (+44%). Forti i volumi con il 5,1% del capitale passato di mano, vale a dire 71,5 milioni di azioni: circa sette volte la media giornaliera delle ultime trenta sedute pari a 11,1 milioni di pezzi.
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Pubblicato il 25/03/2008

ROMA - Conto alla rovescia per l'aggiornamento delle tariffe della luce e del gas che - secondo le prime stime degli esperti di settore - potrebbero veder scattare dalla prossima settimana una nuova stangata sulle tariffe elettriche e del metano, spinte dalle fiammate del greggio. Entro lunedì 31 marzo l'Authority per l'Energia renderà noto l'andamento delle tariffe nel prossimo trimestre aprile-giugno.
Tariffe che - secondo le stime di Nomisma Energia, basate sulle quotazioni del petrolio negli ultimi mesi - potrebbero vedere dal primo aprile della prossima settimana il conto delle famiglie italiane salire di quasi 60 euro su base annua: 17 euro in più per la luce (per la quale si profila un ricaro del 3,9%) e circa 40 euro in più per il metano (+4,1% le attesa di rialzo degli esperti tariffari).
Dall'Authority per l'energia, cui spetta l'ultima parola in materia di aggiornamento tariffario, non è trapelata al momento alcuna indicazione su quelli che potrebbero essere i prossimi rincari. Sottolineando che i dati arriveranno entro fine mese - probabilmente sabato prossimo - il presidente dell'organismo, Alessandro Ortis, nei giorni scorsi ha però parlato di "uno tsunami" riferendosi all'andamento del greggio. E ha spiegato di "continuare ad essere preoccupato delle quotazioni mondiali degli idrocarburi: i prezzi di petrolio e gas persistono su valori assai elevati e considerato che il sistema energetico italiano dipende molto dalla loro importazione, essi - ha aggiunto - hanno purtroppo ancora notevole influenza sui costi inclusi nelle nostre bollette".
Lo tsunami-greggio rischia così di travolgere - ha spiegato Ortis - "anche i benefici per i consumatori derivanti da una continua riduzione delle tariffe da noi amministrate, come quelle di trasporto e distribuzione, ed i vantaggi iniziali ottenuti grazie alle prime liberalizzazioni". Se le prime stime dei centri di ricerca, come Nomisma Energia, dovessero comunque trovare conferma nell'entità degli aumenti stimati, la spesa complessiva degli italiani per le bollette della luce e del gas potrebbe lievitare di altri 60 euro su base annua. Il rincaro si andrebbe ad aggiungere a quelli già scattati - sempre in seguito al caro-petrolio - nei trimestri precedenti che hanno visto, dal 1 ottobre 2007 a fine dell'anno scorso, le tariffe salire dell'1,6% per la luce e del 2,3% per il gas con un impatto sulla spesa annua della famiglia tipo di 30 euro.
E che dal primo gennaio scorso sono salite ancora - +3,8% l'elettricità e +3,4% il metano - comportando un ulteriore aggravio di 48 euro sui bilanci degli italiani. Solo dalla fine del 2004 la spesa annua di ogni famiglia italiana registrerebbe così, solo per la voce luce-gas, un aggravio di circa 340 euro su base annua.
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Pubblicato il 25/03/2008
ROMA - Il gruppo automobilistico indiano Tata Motors avrebbe comprato da Ford i marchi Land Rover e Jaguar, per l' equivalente di circa 2,65 miliardi di dollari, secondo quanto riferito dal canale televisivo privato Ndtv. Secondo l' emittente televisiva indiana la firma per la vendita dei due marchi avverrebbe oggi a Londra nel tardo pomeriggio. Un portavoce di Tata Group ha evitato peraltro di commentare le indiscrezioni riportate dalla tv.
Ieri il Financial Times aveva riportato che l' intesa sarebbe stata formalizzata domani, 26 marzo. A gennaio Ford - alle prese con esigenze di fare cassa, per via della difficile situazione sul mercato NordAmericano - aveva selezionato Tata Motors come interlocutore unico in vista della vendita dei due marchi.
FIAT CON TATA AUMENTA A 1 MLD DLR FONDI IN FABBRICA INDIA Fiat India Automobiles, joint venture tra la casa torinese e l'indiana Tata, incrementerà l'investimento nello stabilimento indiano di Ranjangaon, per un esborso complessivo di 1 miliardo di dollari. Lo rivela il sito autoactu.com, aggiungendo che i fondi saranno utilizzati per raddoppiare la capacità produttiva dell'impianto, sito nello stato indiano di Maharashtra. La fabbrica produce auto, motori e trasmissioni per entrambi i partner. Fiat ha già dichiarato che produrrà nell'impianto indiano la Linea e la grande Punto mentre Tata non ha voluto rivelare quali saranno i modelli prodotti, pur specificando che non vi produrrà la sua vettura ultraeconomica Nano.
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Pubblicato il 22/03/2008

ROMA - Indietro tutta sul fronte grano: nel 2008 assisteremo nel nostro Paese a una forte accelerazione delle superfici coltivate. Un incremento che secondo un'indagine Ismea dovrebbe attestarsi a quota +18,2% per quanto riguarda il grano duro, a circa 1,7 milioni di ettari, e del 14% per il frumento tenero, ad oltre 750 mila ettari.
Un punto di svolta molto atteso dagli esperti, secondo i quali l'aumento delle superfici coltivate potrebbe compensare la forte tendenza ai rialzi registrata nel corso degli ultimi mesi e che a febbraio scorso è sfociata, per il grano duro, in un +170% rispetto allo stesso mese di un anno fa, vale a dire quasi tre volte di più. La crescita delle superfici coltivate a frumento, conviene l'Ismea, "é stata determinata dai forti aumenti dei prezzi del grano registrati in questi ultimi mesi e dall'abolizione del set-aside per la campagna di semina 2007-08, misura varata dalla Commissione europea per fronteggiare gli eccezionali rincari delle materie prime cerealicole".
E che contemplerà un forte aumento delle superfici coltivate nelle regioni del Nord, soprattutto Veneto, Piemonte, Lombardia e Emilia Romagna. La decisione di aumentare le superfici messe a frumento ha tenuto conto anche dell'ennesima flessione delle riserve registrata l'anno scorso, arrivato secondo l'Ismea a quota 110 milioni di tonnellate rispetto al 2006 (-6%). Alla fiammata dei prezzi del grano, ricorda l'Istituto per il mercato agricolo e alimentare, ha contribuito "l'abolizione del set-aside per la campagna di semina 2007/08". In particolare, "dall'entrata in vigore nel 2005 della Riforma di Medio Termine della Pac, si è assistito, soprattutto per il frumento duro, a un generalizzato ridimensionamento delle semine a causa del profondo mutamento del sostegno al reddito agricolo che ha sancito una maggiore centralità delle scelte dei produttori, in un'ottica di riorientamento al mercato delle aziende agricole".
Incoraggianti anche se non troppo i pareri degli esperti. "L'aumento del 18% di semine di grano duro e l'azzeramento delle colture set/aside creano la possibilità - afferma Francesco Bettoni, presidente della Borsa Merci Telematica Italiana - di dar vita a una maggiore offerta e teoricamente a un riallineamento dei prezzi dei cereali, soprattutto grano duro e tenero. Tuttavia - avverte - bisognerà verificare l'andamento della domanda mondiale delle granaglie. Dico questo perché è bene ripetere che il nostro Paese al pari degli altri è parte di un contesto mondiale".
Del resto, aggiunge, "l'esiguità delle scorte e la difficoltà ad incrementarle dipendono anch'esse dall'andamento mondiale dei prezzi dei cereali. Prezzi che aumenteranno nella misura in cui aumenterà la richiesta mondiale". "Fino a settembre-ottobre, periodo cioé di raccolto negli Usa e in Canada, noi non sapremo quale sarà l'offerta mondiale di frumento. Tuttavia - osserva il presidente di Italmopa( associazione industriali mugnai e pastai), Ivano Vacondio - io sono ottimista e dico che nel prossimo autunno sarà possibile avere un miglioramento significativo dei prezzi del frumento". L'aumento delle superfici coltivate a frumento, aggiunge, "potrà avere un effetto calmieratore sui prezzi, però - tiene a sottolineare - le questioni legate all'andamento delle granaglie non hanno un andamento domestico ma internazionale. Basti pensare ai possibili ridimensionamenti mondiali della produzione che possono derivare dalle condizioni meteo o quanto può influire - conclude - un 5% in meno di produzione di un Paese come il Canada".
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Pubblicato il 21/03/2008

ROMA - "C'è la possibilità che importanti imprenditori italiani si facciano avanti, assistiti da importanti banche; occorre il tempo per accordarsi e conoscere i dati del gruppo. Alla fine di queste tre o quattro settimane la cordata presenterà una proposta definitiva che penso e spero possa risolvere la situazione", ha detto Silvio Berlusconi.
"Ho fatto appello all'orgoglio degli imprenditori italiani che ritengono ,come me, che non possono essere colonizzati perché qui o si fa Alitalia o si muore". "La risposta ad Air France la darà il prossimo presidente del Consiglio e sarà un secco e un pieno no: non perché è contro la Francia ma perché contro le condizioni ricevute". Mi è venuto in mente un altro slogan: 'Rialzati Alitalia' ".
Silvio Berlusconi nega che da Intesa San Paolo sia arrivato un no all'ipotesi di partecipare ad una cordata italiana per Alitalia. Ai cronisti infatti replica: "No, non è vero, Passera ha solo detto 'oggi non abbiamo nulla di concreto sul tavolo'. Per forza - prosegue Berlusconi - non é mai stato consentito ad altri che Air France di conoscere i conti di Alitalia". "Banca Intesa - ha detto - non ha smentito affatto il suo interesse su Alitalia. Resta sulle posizioni che aveva mesi fa, cioé è disponibile ad aiutare un gruppo che presenti un serio piano industriale". "Le banche ci sono", ha aggiunto a proposito dell'eventuale cordata italiana.
"Benissimo - replica il leader del Pd Walter Veltroni - se c'é una cordata italiana, non si aspettava altro da mesi. Però venga fuori in 48 ore e non il 14 aprile e dica che vuole prendere Alitalia'. Veltroni invita quindi "ad evitare di mettere Alitalia nel tritacarne elettorale perché stiamo parlando non solo della compagnia ma di migliaia e migliaia di lavoratori di Alitalia, Malpensa, Fiumicino". "Non vorrei - ha aggiunto - che ci sia una cordata che dopo le elezioni non c'é più" perché questo significherebbe portare "Alitalia sull'orlo del fallimento e anche di più".
Il premier Romano Prodi invece preferisce non parlare "perché c'é una procedura in corso. Se ci sono altre proposte, vedremo. E' ora di essere seri".
Berlusconi vuole regalare Alitalia ai figli, con i soldi dello Stato, afferma il vicepremier e candidato sindaco di Roma Francesco Rutelli. "Il lupo perde il pelo ma non il vizio". "Da piccoli - ha aggiunto - aspettavamo che ci regalassero il trenino, oggi Berlusconi ai figli vuole regalare l'Alitalia. Ma non si può portare l'Alitalia al fallimento per poi dire arriviamo noi e risaniamo".
AIR ONE, PER OFFERTA DUE DILIGENCE DI 3 SETTIMANE "Deve decidere il Governo se vuole ricevere altre proposte perché in una operazione cosi complessa é impossibile presentare offerte "al buio" senza una due diligence, sebbene breve (almeno tre settimane)". Ap Holding, la società di Carlo Toto che controlla Air One, ribadisce così la sua posizione sull'interesse a tornare in corsa per la privatizzazione di Alitalia. "Per presentare una proposta vincolante - spiega un comunicato della società - è essenziale effettuare una due diligence, ovvero una verifica sui dati e sullo stato di salute della Compagnia. A dicembre avevamo presentato un piano forte di risanamento e di rilancio per Alitalia, ma siamo stati esclusi dalla fase di due diligence che è stata concessa, per tre mesi, solo ad Air France-Klm".
AF-KLM VA AVANTI, SPINETTA NON CEDE A PRESSINGdi Paolo Rubino
Jean-Cyril Spinetta "non molla". Da Parigi trapela che il numero uno di Air France-Klm sta preparando con "serietà, buona volontà, grande scrupolo" l'incontro di martedì prossimo con i sindacati italiani: è convinto che la proposta per l'integrazione di Alitalia nel gruppo franco-olandese sia "solida, concreta, fondata", ed è certo di avere "interlocutori attenti".
La pressione politica accesa da Silvio Berlusconi dà più forza al fronte del no nel confronto sindacale, pesa ma "in questa fase non condiziona le trattative e le scelte di Air France-Klm": per i francesi ottenere il via libera del prossimo governo resta una condizione necessaria, ma è un problema che, eventualmente, si porrà solo a suo tempo. Mentre l'eventuale progetto alternativo di una cordata italiana non appare tanto dietro l'angolo da impensierire.
Così Spinetta vuole andare avanti, consapevole delle difficoltà, ma ancora con fiducia. Una scelta che Air France vuole anche per "rispetto" per gli interlocutori con cui ha lavorato fino ad oggi, dal governo ai manager di Alitalia ed ai sindacati, e per la soddisfazione per i risultati raggiunti: un piano che prevede prospettive di sviluppo, di cui i francesi sono convinti, e di grande attenzione a mitigare il più possibile i suoi impatti sociali, attraverso misure e garanzie volte a "non lasciare nessun lavoratore per strada".
Martedì pomeriggio l'incontro tra Spinetta ed i sindacati, che tornano a ribadire l'indisponibilità a sottoscrivere un accordo se non ci saranno margini di modifica dei contenuti dell'offerta del gruppo franco-olandese. Due i temi più spinosi: l'impatto sugli esuberi previsti per i piloti della decisione di dismettere gradualmente i 5 aerei full cargo, ed il futuro dei lavoratori di Az Servizi, (manutenzione, handling, informatica, call center, amministrazione: attività deconsolidate sotto il controllo della finanziaria del Tesoro Fintecna che solo in parte rientrano nel perimetro dell'offerta dei francesi). Dopo l'incontro potrebbe tornare a riunirsi il cda di Alitalia.
Il clima pesa, ma la politica resta formalmente fuori dalla trattativa tra Air France, Alitalia e i sindacati. L'offerta sul tavolo "resta una sola", perché le cordate "strillate" non si sono mai fatte avanti con una proposta al consiglio di amministrazione, e perché con il rischio incalzante di una crisi di liquidità non c'é più il tempo di sondare altre strade: è una posizione ferma quella dei vertici di Alitalia. Mentre il direttore commerciale di Air-France-Klm, Christian Boireau ha ribadito l'obiettivo di arrivare al più presto a un accordo con Alitalia cui il gruppo franco-olandese propone "un futuro positivo a medio termine".
Boireau, ad una convention con le agenzie di viaggio a Biarritz, ha sottolineato Jean-Cyril Spinetta non ha partecipato perché impegnato sul dossier Alitalia, e sul confronto che "si accinge a riprendere". Alla compagnia italiana, dice il manager di Air France, chiediamo "di fare i risanamenti necessari per poterle garantire questo avvenire. Noi sappiamo ciò che possiamo fare e bisogna che questo piano sia accettato o rifiutato, ma adesso e non tra due mesi o un mese".
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Pubblicato il 21/03/2008
Società chiede una due diligence di almeno tre settimane

(ANSA) - ROMA, 21 MAR - La Ap Holding, la società di Carlo
Toto che controlla Air One, ribadisce interesse a tornare in
corsa per la privatizzazione di Alitalia. 'In una operazione
cosi complessa - fa sapere la società - è impossibile
presentare offerte al buio senza una due diligence, sebbene
breve (almeno tre settimane). Quindi è il governo che deve
decidere se vuole ricevere altre offerte. A dicembre avevamo
presentato un piano forte di risanamento e di rilancio per
Alitalia, ma siamo stati esclusi'.
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Pubblicato il 21/03/2008
Il capo della holding candidato alla Camera con il PdL

(ANSA) - SALERNO, 21 MAR - Il Gruppo turistico alberghiero
Soglia è disponibile a contribuire ad una eventuale
aggregazione di operatori per salvare Alitalia. Gerardo
Soglia, capo del gruppo salernitano, è candidato alla
Camera con il Pdl nel collegio Campania 2. Il gruppo vanta
numerose società che operano nel settore
turistico-alberghiero e nel settore immobiliare, con un
fatturato complessivo che si aggira intorno ai 100 mln euro
l'anno. Da ottobre 2007 il gruppo ha acquisito il Pescara
calcio.
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Pubblicato il 20/03/2008

ROMA - Sono ancora i mercati tradizionali a rappresentare lo sbocco principale delle esportazioni agroalimentari italiane. Al momento l'Ue a 27 rappresenta il 65% circa delle esportazioni, che, sommato al 12,3% degli Usa, "dimostra come il resto del Mondo importi appena il 22% del Made in Italy alimentare". Lo rende noto Federalimentare con uno studio sui principali 20 Paesi di sbocco dell'export 2007 e i comparti che hanno riscontrato maggior gradimento. Il gradino più alto della speciale graduatoria dei Paesi importatori dell'agroalimentare tricolore, informa l'organizzazione confindustriale, lo occupa la Germania, che ha acquistato prodotti per oltre 3 miliardi di euro (17,7% dell'export totale); secondi classificati gli Usa, con circa 2,2 miliardi di euro (12,3% del totale), seguiti dalla Francia, che nel 2007 ha speso per cibi e bevande Made in Italy 2,11 miliardi di euro (11,9% del totale). A seguire il Regno Unito (1,787 miliardi di euro), e, distanziate di qualche lunghezza, Svizzera (circa 750 milioni di euro) e Spagna (circa 700 milioni di euro).
Federalimentare giudica "sorprendente" l'Asia, "continente dalle enormi potenzialità, che tuttavia nel 2007 ha realizzato una quota di import dei nostri prodotti alimentari inferiore al 5%". Infatti i 4 principali Paesi asiatici totalizzano insieme appena il 3,4 % (Cina 0,4%, Corea del sud 0,4%, India 0,1%, Giappone 2,5%). Segnali incoraggianti provengono invece dall'Est Europa, non tanto per le cifre realizzate (ancora irrisorie rispetto al totale), quanto per i risultati positivi che ci giungono rispetto agli anni passati. Non a caso Russia e Polonia sono entrate a far parte della top 20 grazie all'exploit del 2007. La classifica dei prodotti agroalimentari più graditi dai consumatori stranieri vede al primo posto il 'Vino', che rappresenta da solo il 21,4% delle esportazioni; secondi classificati i 'Dolci', con una quota di export del 12%, seguiti, a pari merito, dalla 'Pasta' e dai prodotti 'Lattiero-Caseari' (8,6% del totale). Alle spalle, appaiati, 'Oli e Grassi' e 'Ortaggi Trasformati' (7,8% dell'export totale) e le 'Carni preparate' (5,1% di incidenza sul totale). "Un trionfo insomma - rileva Federalimentare - di quei prodotti che maggiormente caratterizzano la dieta mediterranea e la 'via italiana' a una corretta e gustosa alimentazione".
"Come testimoniano questi dati, con la stagnazione del mercato interno, il futuro dell'Industria Alimentare Italiana è sempre più affidato al successo sui mercati internazionali - spiega il presidente di Federalimentare Giandomenico Auricchio - tuttavia la forza dell'euro, l'impennata del petrolio e soprattutto gli aumenti delle materie prime rischiano di vanificare gli sforzi che abbiamo fatto negli ultimi anni, soprattutto se non saremo adeguatamente sostenuti dalle istituzioni competenti (tra cui Ice, Buonitalia, Commercio estero, Ambasciate) nell'attuazione di incisive campagne promozionali all'estero".
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Pubblicato il 20/03/2008

ROMA - In una fase di corsa dei prezzi, con i carburanti alle stelle e in particolare il gasolio a livelli record, arriva per gli automobilisti una boccata d'ossigeno. Ed un week end di Pasqua con la tradizionale gira fuoriporta del Lunedì dell'Angelo meno 'pesante' sul fronte dei costi del carburante, con la spesa di un 'pieno' che scenderà di 1 euro.
Scatta infatti il 'taglio' temporaneo delle accise che produrrà un ribasso di 2 centesimi al litro sul prezzo al consumo di benzina e gasolio. Una riduzione non strutturale, ma transitoria, che resterà in vigore fino al 30 aprile. Anche se nel frattempo il ministero dello Sviluppo economico continuerà a monitorare la situazione, per verificare se perdurino le condizioni per una nuova applicazione di tali misure da maggio. Ieri il gasolio ha toccato un nuovo picco, portandosi a 1,379 euro al litro, ormai ad un passo dalla benzina, che - millesimo più, millesimo meno - viaggia attorno a quota 1,40 euro.
La 'limatura' di 2 centesimi, che arriva proprio a ridosso delle festività pasquali, farà bene quindi alle tasche degli automobilisti che si metteranno viaggio nei prossimi giorni. Il meccanismo messo a punto fa leva sul rialzo dei prezzi dell'oro nero per consentire una riduzione dei prezzi al consumo del carburante. Il decreto, a firma Bersani-Visco, è stato pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale e sarà in vigore dalla mezzanotte. Il testo, che recepisce misure previste nella Finanziaria 2008, mette in campo un meccanismo compensativo rispetto alle maggiori entrate Iva dovute all'aumento del prezzo internazionale del petrolio. In sostanza, quando il prezzo medio del greggio nel periodo preso a riferimento supera di 2 centesimi quello fissato nel Dpef, pari a 71 dollari al barile, il surplus dell'Iva viene bilanciato attraverso una riduzione transitoria dell'accisa e, per questa via, torna nelle tasche dei cittadini, che di fatto pagano meno il pieno. La Finanziaria stabilisce che il governo possa intervenire ogni tre mesi. Ma la prima attuazione delle nuove misure è tarata sul primo bimestre di quest'anno, che ha visto il greggio schizzare a livelli record, ben oltre la soglia dei 100 dollari al barile.
Tra il primo gennaio e il 29 febbraio le maggiori entrate Iva sono state valutate in 162,03 milioni di euro. Cifra che "verrà restituita ai cittadini", ha affermato il ministro dello Sviluppo Pierluigi Bersani. "Il governo - ha aggiunto - ha mantenuto gli impegni".
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Pubblicato il 18/03/2008

Il Federal Open Market Committee della Fed ha tagliato il tasso sui Fed Funds di tre quarti di punto percentuale, portandolo al 2,25% dal 3% precedente. L'organismo della Fed che decide sui tassi ha anche tagliato il tasso di sconto, che passa dal 3,25% al 2,50%.
La manovra della Federal Reserve è meno aggressiva del previsto: negli ultimi giorni gli operatori, stando ai futures, davano infatti al 94% la probabilità di un taglio da un punto percentuale.
AUMENTATE INCERTEZZE SU INFLAZIONE L'inflazione è stata elevata e alcuni indicatori sulle sue aspettative segnalano un aumento dei rischi. Lo rileva la Federal Reserve nella nota di accompagnamento sul taglio dei Fed Funds, dal 3%, al 2,25%. Il board di politica monetaria, "si attende che l'inflazione moderi il passo nei prossimi trimestri", riflettendo un rientro dei prezzi di energia e delle altre commodity, oltre a un alleggerimento delle pressioni sull'utilizzo delle risorse. "L'incertezza sulle prospettive d'inflazione è aumentato", si legge ancora, circostanza che rende "necessario continuare a monitorare attentamente l'andamento" della dinamica dei prezzi.
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Pubblicato il 17/03/2008

Il Ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa, durante la riunione del consiglio dei ministri, "ha informato il Presidente del Consiglio - che ha espresso condivisione - in merito alla lettera che egli stesso invierà ad Alitalia contenente l'impegno ad aderire alle previste offerte pubbliche di scambio (per le azioni) e di acquisto (per le obbligazioni) da parte di Air France - KLM per la totalità dei titoli detenuti dal Ministero stesso". Lo rende noto un comunicato della presidenza del Consiglio.
Questo il testo del comunicato della presidenza del consiglio: "Il Ministro dell'Economia e delle Finanze, Tommaso Padoa-Schioppa, ha illustrato oggi al Presidente del Consiglio Romano Prodi, in una riunione aperta a tutti i Ministri interessati - in base al mandato ricevuto dal Consiglio dei Ministri del 28 dicembre 2007 - i contenuti dell'offerta vincolante presentata venerdì 14 marzo da Air France - KLM per Alitalia e accolta il 16 marzo dal Consiglio di amministrazione della stessa Alitalia. Il Ministro Padoa-Schioppa ha esposto, in particolare, l'esito dell'attività istruttoria condotta dal Ministero dell'Economia e delle Finanze con il supporto dei suoi advisor legali, industriali e finanziari, in merito a quanto rappresentato da Alitalia al Ministero stesso e al mercato relativamente all'offerta in oggetto. Il Ministro ha quindi informato il Presidente del Consiglio - che ha espresso condivisione - in merito alla lettera che egli stesso invierà ad Alitalia contenente l'impegno ad aderire alle previste offerte pubbliche di scambio (per le azioni) e di acquisto (per le obbligazioni) da parte di Air France - KLM per la totalità dei titoli detenuti dal Ministero stesso. Nella lettera viene inoltre specificato che gli impegni assunti non saranno vincolanti nel caso in cui uno o più soggetti lancino un'offerta pubblica concorrente migliorativa e il Ministero accetti tale offerta. Ciò al fine di tutelare i principi di trasparenza e non discriminazione previsti dalla normativa sulle privatizzazioni e in linea con la disciplina delle offerte pubbliche".
MONITO UE, RISPETTARE CONDIZIONI MERCATO
(di Enrico Tibuzzi)
BRUXELLES - Nell'ambito della vendita di Alitalia il governo dovrà comportarsi come un investitore privato, indipendentemente dalle azioni che saranno messe in campo. E la Commissione europea "vigilerà affinché questo principio venga rispettato". Questo il monito lanciato da Bruxelles all'Italia sulla cessione di Alitalia ad Air France-Klm. Le modalità dell'operazione non sono ancora del tutto note e tanto meno sono state notificate ufficialmente ai servizi della Commissione Ue. Ma davanti all'ipotesi di un nuovo prestito ponte garantito dallo Stato per assicurare la sopravvivenza della compagnia - almeno fino all'iniezione di liquidità che dovrebbe arrivare dall'acquirente - Michele Cercone, portavoce del vicepresidente della Commissione europea responsabile per i trasporti, Jacques Barrot, ricorda che Alitalia ha già ricevuto aiuti di Stato nel 1997 in base al principio 'one time, last time' (una volta, ultima volta) e che questa strada è ormai preclusa. Resta aperto invece il percorso già seguito nel 2004-2005, biennio che vide un serrato confronto tra Roma e Bruxelles su un'ingente ricapitalizzazione. Alla fine il via libera della Commissione europea arrivò - nonostante le insistenti proteste delle compagnie concorrenti, prima tra tutte la British Airways - solo dopo aver ottenuto dallo Stato italiano l'impegno che si sarebbe comportato come un investitore privato operante in una economia di mercato. Anche a quel tempo il dossier Alitalia passò tra le mani di Barrot il quale propose all'esecutivo comunitario di dare luce verde all'intervento pubblico poiché si era giunti alla conclusione che le previste operazioni di ricapitalizzazione, per un totale di 1,2 miliardi di euro, non contenessero alcun aiuto di Stato. Comunque per ora sul caso Alitalia la parola d'ordine a Bruxelles è 'prudenza'.
Molto probabilmente l'operazione dovrà passare anche al vaglio dei servizi antitrust europei che fanno capo al commissario per la concorrenza Neelie Kroes. I suoi collaboratori al momento non vogliono pronunciarsi. "Non abbiamo ricevuto alcuna notifica ufficiale" e fino a quando ciò non avverrà "continueremo a seguire la linea del 'no comment'". Così come a Bruxelles si evita di parlare di un'altra questione che potrebbe rivelarsi controversa: la richiesta, rivolta da Air France-Klm allo Stato italiano, di garantire che la 'sua' Alitalia, qualunque sia l'esito della causa pendente in tribunale e intentata dalla Sea, non sia chiamata a pagare danni all'aeroporto di Malpensa. In ogni caso, ha osservato ancora Cercone, al fine di assicurare il buon esito dell'operazione di cessione in tutti i suoi molteplici e complessi aspetti sarebbe più "prudente" per le autorità italiane lavorare in stretto contatto con quelle europee. Dal canto suo Air France-Klm ha già fatto sapere - secondo quanto riferiscono i media francesi - che intende riservarsi il diritto di rinunciare all'acquisto di Alitalia qualora eventuali condizioni imposte da Bruxelles dovessero risultare troppo onerose.
SPINETTA ARRIVATO A ROMA,DOMANI INCONTRA SINDACATI Il presidente di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, è giunto questa sera a Roma da Parigi. Spinetta, atterrato all'aeroporto di Fiumicino con un volo AZ, così come fece anche lo scorso 8 gennaio quando sbarcò nella capitale per una serie di incontri istituzionali e con i vertici di Alitalia, avrà un primo faccia a faccia domani alle 15 con le nove sigle sindacali presenti in Alitalia per illustrare il piano di acquisizione della compagnia di bandiera. Al momento, non si sa se Spinetta, che all'arrivo poco dopo le 21 al Leonardo da Vinci con il volo AZ327 operato con un MD80 non ha voluto rilasciare dichiarazioni, ha per domani in agenda altri appuntamenti prima di vedere i sindacati nel pomeriggio. Accompagnato da una squadra di manager, Spinetta, sorridente e con indosso un cappotto blu scuro, ha quindi lasciato lo scalo a bordo di una Mercedes di colore grigio chiaro. Intanto oggi per l'Alitalia è stata una seduta drammatica a Piazza Affari dopo l'offerta vincolante di Air France. La compagnia di bandiera ha infatti chiuso la giornata segnando un ultimo prezzo di 0,392 euro (-26,59%) dopo aver toccato, in corso di seduta, un minimo di 0,33 euro (-38,11%).
DI PIETRO, PROPOSTA UMILIANTE, UCCIDE MALPENSA
ROMA - Da Air France "una proposta umiliante perché uccide Malpensa", dice il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro. "Esprimo tutto il mio disappunto come ministro e come cittadino nel prendere atto dell'offerta avanzata da Air France per l'acquisto di Alitalia", commenta Di Pietro con una nota. "Si tratta infatti di una proposta - spiega il ministro - finalizzata unicamente al profitto proprio dell'offerente, che rappresenta un danno per la compagnia, per le maestranze e per tutto il Paese. Soprattutto il piano presentato dai francesi umilia un hub importante come Malpensa, che da solo vale 10 volte Alitalia e nei confronti del quale, a prescindere dal momento elettorale, dovremmo oggi impegnarci tutti per salvaguardarne le potenzialità". "Lo dico a ragion veduta - conclude Di Pietro - perché in questi due anni ho investito le migliori risorse del ministero per completare le infrastrutture di accessibilità a Malpensa. Si tratterebbe insomma di un omicidio politico ed economico rinunciare a questo scalo proprio ora".
MARONI, GOVERNO RESPINGA PROPOSTA AIR FRANCE
"Quella di Air France è una proposta inaccettabile e offensiva che il governo deve respingere": lo ha detto Roberto Maroni conversando con i giornalisti al termine di una riunione della segreteria politica della Lega Nord. "Abbiamo valutato - ha spiegato Maroni - la proposta di Air France ed è peggio di quello che si poteva temere perché rappresenta la chiusura di Malpensa come aeroporto cargo e passeggeri".
"Il piano di Air France - ha aggiunto Maroni - prevede la chiusura di Malpensa e che Alitalia diventi un piccolo vettore regionale e quindi, come abbiamo già detto, è un piano inaccettabile". Ai giornalisti che gli chiedevano quale fosse la posizione della Sea, Maroni ha risposto: "la Sea ha subito un danno e fa causa, noi crediamo che la Corte dei conti si dovrebbe interessare della vicenda e penso che la Lega nei prossimi giorni presenterà un esposto alla Corte dei conti per sapere qual è il danno che viene procurato all'erario". E alla domanda se la Lega sia preoccupata dal silenzio di Berlusconi su Malpensa, Maroni ha risposto: "no, perché su Malpensa Berlusconi la pensa come noi". Infine, quando gli è stato chiesto che cosa accadrebbe se fallisse la trattativa con Air France, Maroni ha replicato: "é il governo che ha la palla, è il governo che deve decidere cosa fare. Noi abbiamo chiesto al governo di fare come ha fatto il governo olandese, abbiamo chiesto una moratoria di tre anni che consentirebbe di salvare Malpensa". Alla riunione della segreteria politica della Lega Nord non é intervenuto Umberto Bossi. Il leader della Lega, d'altra parte, già ieri sera aveva espresso la sua posizione sull'intera vicenda quando aveva detto: "é inutile occuparsi adesso di Malpensa, prima pensiamo a vincere le elezioni e poi ci occuperemo noi della questione".
D'ALEMA, ASPETTIAMO VALUTAZIONE SINDACATI
"I sindacati stanno facendo la loro valutazione. L'offerta Air France è condizionata all'accoglimento da parte dei sindacati ed evidentemente neppure Air France vuole il conflitto con i lavoratori. Ascolterò con grande rispetto le loro valutazioni". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, a Taranto per incontrare dirigenti e lavoratori dell'Ilva, sull'acquisto dell'Alitalia.
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Pubblicato il 17/03/2008
AVEZZANO (L'AQUILA) - Nel 2007 Equitalia è riuscita a incassare 859 milioni di euro da 606 evasori-vip, ovvero quelli con un debito fiscale superiore ai 500 mila euro. Lo ha detto l'amministratore delegato di Equitalia, Attilio Befera, specificando che si tratta del 18% dell'intero incasso del totale dei ruoli erariali. La caccia agli evasori fiscali milionari sta proseguendo anche nel 2008: "in soli due mesi - ha detto Befera riferendosi ai dati di gennaio e febbraio - abbiamo recuperato da 108 debitori iscritti al ruolo 136 milioni di euro".
Per dare un'idea di quanto contino gli evasori-vip, basti pensare che nel 2007 appena 23 contribuenti, con un debito superiore a 5 milioni di euro a testa, hanno complessivamente sborsato 224,5 milioni di euro. Equitalia ha puntato dunque su questa importante fascia creando una specifica struttura in tutte le società del gruppo che si occupa proprio delle morosità rilevanti, quelle superiori ai 500.00 euro "Abbiamo dunque corretto - spiega l'amministratore delegato di Equitalia Attilio Befera - le inappropriate modalità di gestione che caratterizzavano le vecchie concessionarie, orientate in modo pressoché esclusivo allo svolgimento di procedure massive e indifferenziate, senza considerazione della tipologia del debitore e dell'entità del credito da recuperare". Quindi la direttiva della capogruppo alle partecipate è stata quella di "favorire un clima di maggiore serenità con i contribuenti più deboli, evitando il ricorso immediato a procedure aggressive per il recupero di crediti estremamente ridotti". Lotta senza esclusione di colpi invece nei confronti degli evasori-vip per i quali è stata creata un'apposita task-force in tutte le strutture del gruppo Equitalia.
La lotta all'evasione porta frutti e la riscossione risulta per questo in crescita. Resta comunque il divario tra quanto accertato, in termini di imposte evase, e quanto invece riscosso: nel 2007 la percentuale é del 10%. L'amministratore delegato di Equitalia, Attilio Befera, mette tuttavia in evidenza cone questo dato risulti negli ultimi anni in crescita: "Siamo passati - ha detto nel corso di un convegno nazionale ad Avezzano - da 2,5 miliardi di euro di riscossione relativa alle entrate erariali e previdenziali pari al 7% nel 2005, ai 3,5 miliardi nel 2006 pari al 7,2%, fino a 5,4 miliardi nel 2007 pari al 10%".
Il fisco affila le armi contro gli evasori ma ricorre sempre meno all'utilizzo di "strumenti invasivi". Lo ha detto nel corso di un convegno l'amministratore delegato di Equitalia, Attilio Befera, spiegando che "le iscrizioni ipotecarie sono diminuite di circa il 10% dal 2006 al 2007". La società della riscossione ha proceduto nello scorso anno a 246.323 iscrizioni ipotecarie rispetto alle 270.479 del 2006. I pignoramenti immobiliari sono passati invece dai 9.553 del 2006 agli 8.710 dello scorso anno. "Migliorare il rapporto con i cittadini è indispensabile - ha sottolineato Befera - per far capire che pagare le imposte è un dovere, che ricevere una cartella per tributi non pagati è il primo passo di un iter che porta alle procedure cautelari ed esecutive per garantire equità nei confronti di quei cittadini che le tasse e tributi li pagano spontaneamente".
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Pubblicato il 17/03/2008
ROMA - Un'altra stangata in arrivo per gli italiani che, durante le feste di Pasqua, si sposteranno lungo il paese in auto: secondo le stime del Codacons, il viaggio di Pasqua quest'anno costerà 48 euro in più per chi ha la macchina a gasolio, o 24 euro in più se l'auto, usata per spostarsi, va a benzina. Se si considerano gli attuali listini di carburanti e una media di 4 pieni a famiglia per l'intera durata della vacanza - spiega il Codacons - ogni nucleo spenderà 24 euro in più rispetto a Pasqua 2007 se l'auto di famiglia va a benzina o addirittura 48,4 euro in più in caso di vettura a gasolio. "Anche quest'anno si conferma il trend che vede i prezzi dei carburanti impazzire pochi giorni prima dell'esodo pasquale - afferma il presidente Codacons, Carlo Rienzi - ma per la Pasqua 2008 la situazione è particolarmente grave perché fa seguito ad una serie di rincari dei carburanti". "L'insostenibilità di tale situazione - ha concluso - spingerà una famiglia su cinque a rinunciare agli spostamenti in automobile durante le vacanze pasquali, in favore di altri mezzi di trasporto come treni e aerei".
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Pubblicato il 16/03/2008

di Stefania De Francesco
ROMA - Alitalia accetta l'offerta di Air France-Klm. Sull'orlo del fallimento, l'ex compagnia di bandiera si aggrappa al colosso franco-olandese che propone di allearsi attraverso un'offerta pubblica di scambio sul 100% delle azioni
di Alitalia con una permuta di 160 azioni Alitalia per ogni azione Air France-Klm e un'offerta pubblica di acquisto sul 100% delle obbligazioni convertibili Alitalia (prezzo unitario di 0,3145 euro, pari al prezzo di mercato del 14 marzo 2008). Una volta completate con successo delle offerte, Alitalia deliberera' un aumento di capitale per un miliardo di euro che sara' interamente garantito da Air France-Klm.
Nel frattempo, per far fronte all'allungamento dei tempi per l'integrazione e l'aumento di capitale e per lo slittamento dei tempi di dismissione di asset non strategici, il ministero dell'Economia deve concedere ad Alitalia una linea di credito da rimborsarsi subito dopo l'esecuzione dell'aumento di capitale. E il Tesoro ha dato la propria disponibilita' purche' la proposta vincolante risulti completamente efficace.
Come Air France e Klm, Alitalia manterra' un ruolo autonomo, identita' italiana e proprio marchio, logo e livrea. Dunque, restera' compagnia di bandiera. A fronte di cio', il gruppo d'oltralpe prevede una riduzione complessiva del personale di circa 1.600 unita', in linea con il piano di sopravvivenza/transizione al 2010 rispetto al 2007 per i quali oltre al turn over fisiologico, si fara' ricorso ad esodi volontari incentivati ed agli ammortizzatori sociali.
L'attivita' degli aeromobili all-cargo si ridurra' progressivamente fino a cessare nel 2010 mentre torneranno in Alitalia alcune attivita' della manutenzione e del ground-handling oggi nel perimetro di Alitalia Servizi.
Quanto alla flotta, il piano prevede una riduzione nel breve termine, concentrata sugli MD80 e regional, e un ritorno alla crescita a partire dal 2011 con l'entrata di aeromobili di nuova generazione. Il piano 2008-2010 prevede investimenti complessivi per circa 850 milioni di euro principalmente per il rinnovamento della flotta e iniziative di marketing.
L'offerta prevede la nomina nel consiglio di amministrazione di Air France-Klm di ''un addizionale consigliere di nazionalita' italiana'' e il ministero dell'Economia e delle Finanze che detiene il 49,9% delle azioni Alitalia deve impegnarsi ad aderire alle offerte pubbliche prima ancora che le stesse siano lanciate.
Il contratto, pero', non e' immediatamente efficace in quanto soggetto ad alcune condizioni sospensive, che devono verificarsi tutte entro il 31 marzo 2008: il raggiungimento di un accordo con le organizzazioni sindacali, un impegno scritto da parte del Governo a mantenere il portafoglio attuale dei diritti di traffico di Alitalia, la sottoscrizione di un accordo tra Alitalia e Aeroporti di Roma sui livelli di servizio necessari per l'attuazione del Business Plan 2008-2010, un accordo tra Alitalia, Fintecna ed Alitalia Servizi che preveda la reinternalizzazione in Alitalia di alcune attivita' e la rinegoziazione di alcune clausole dei contratti di servizio e una soluzione per l'eliminazione per Alitalia del rischio relativo al contenzioso in essere con la Sea, che ha chiesto 1,250 miliardi di euro di risarcimento per il taglio dei voli a Malpensa.
STOP VOLI-FLOP, CALO 10% PASSEGGERI AL 2010 Stop ai voli-flop, quelli non gettonatissimi dai passeggeri, e un contenimento progressivo della capacità che nel giro di un paio d'anni, al 2010, verrà ridotta complessivamente del 10%. Niente più collegamenti diretti con Shanghai o Zagabria, come era comunque stato preannunciato, già da questa estate. E per il futuro anche stretta sui posti a disposizione: sulla rete internazionale, per esempio, ce ne saranno il 19% in meno. Insomma, se il piano presentato da Air France-Klm si presenta come un'ancora di salvataggio per Alitalia promettendo il ritorno all'utile in tempi brevi, dall'altra parte sembra evidente una stretta immediata e per tutto il prossimo triennio rispetto al ventaglio dei servizi (voli e posti) a disposizione. Parola d'ordine è "redditività". In altri termini il salvataggio di Alitalia passa anche per il taglio di quei voli, che arricchiscono il timetable ma che alla fine vengono di fatto frequentati da una manciata di passeggeri, o comunque da un numero non sufficiente a giustificare la spesa. Nel piano del gruppo franco-olandese, così come reso noto dalla stessa compagnia di bandiera italiana, si parla esplicitamente di "sospensione dei voli con risultati economici fortemente negativi e senza prospettive di recupero a breve termine". Pesa anche il caro-petrolio: "in ragione del forte incremento del costo del carburante" è previsto il "mantenimento dei livelli di redditività complessivi mediante un'ulteriore razionalizzazione del network rispetto al Piano di Sopravvivenza/Transizione". Aggiustamenti che decorrono già dalla stagione estiva 2008. - SOSPESI VOLI IN PERDITA. Al proposito vengono citate alcune destinazioni in Europa (Zagabria, Sarajevo) e nel resto del mondo (Dakar, Shanghai, Mumbai e Delhi). Arriva però dal primo giugno il collegamento con Los Angeles. Torino, Verona, Cagliari e Brindisi vengono nuovamente collegate alla rete intercontinentale di Alitalia. Previsto anche "il netto miglioramento della connettività tra città italiane e destinazioni intercontinentali, con lo scalo intermedio a Roma che riduce i tempi di viaggio". - RIDUZIONE CAPACITA' PASSEGGERI. Nel 2010 il contenimento rispetto al 2007 si attesterà, in termini di posti-chilometro offerti, con esclusione della controllata Volare, a circa il 10% con una riduzione sul network domestico di circa l'1%, sul network internazionale di circa il 19% e sul network intercontinentale di circa il 6%. - DA 2011 INVECE ATTIVITA' DI NUOVO IN CRESCITA. "Una volta consolidati i risultati attesi dal nuovo assetto di network per il 2009 e il 2010, il Piano Industriale 2008-2010 pone le premesse per un ritorno alla crescita dell'attività e allo sviluppo a partire dal 2011", assicura il progetto targato Air France-Klm. "Il piano flotta prevede di conseguenza - aggiunge la nota - una riduzione nel breve termine, concentrata sugli aeromobili MD80 e regional, e un ritorno alla crescita a partire dal 2011 con l'entrata in flotta di aeromobili di nuova generazione". Nel 2010 la flotta passeggeri di Alitalia, con esclusione della controllata Volare, sarà costituita da 137 aeromobili di cui 20 aeromobili di lungo raggio, 101 di breve medio raggio e 16 regional (di cui 4 aeromobili di nuova generazione). A partire dal 2011 la Compagnia tornerà a crescere con l'entrata in flotta di aeromobili di nuova generazione e con la completa sostituzione della flotta B767 entro il 2016 e di quella MD80 entro il 2020
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Pubblicato il 14/03/2008
di Cristina Latessa
ROMA - Mentre il pane schizza alle stelle e ammicca come un gioiello nei vetri dei fornai, gli italiani riscoprono l'arte del pane fatto in casa e un buon 5% si prepara da solo fumanti pagnotte e panini, ottenendo un riparmio fino all'80% sul prodotto acquistato. "Gli aumenti dei prezzi hanno fatto riscoprire l'arte artigianale: a fare il pane in casa ci guadagna il portafoglio, il gusto e il piacere di vivere meglio l'intimità della casa" - osserva Paolo Landi, segretario generale dell' Adiconsum. Il pane fatto in caso comporta "evidenti risparmi", secondo quanto sottolinea il sito 'QuiRisparmio.net' che fa un po' di conti sulla spesa per il pane in un anno di una famiglia italiana media di 4 persone.
Presupponendo che la famiglia consumi un chilo di pane da 3 euro al giorno, nell'arco di un anno arriva a spendere oltre mille euro. 350 chili di pane fatto in casa con le specifiche macchinette, arrivano invece a costare una settantina di euro. E questo conteggiando nei costi di produzione anche l'energia elettrica che ha un'incidenza non da poco. Va ricordato che a temperatura ambiente il pane si può conservare per due-tre giorni, mentre se riposto in frigorifero ancora intero e all'interno di un sacchetto di carta può conservarsi per circa una settimana; in alternativa si può congelarlo e riutilizzarlo al momento anche per qualche mese.
"Fare il pane in casa è anche un modo per spezzare un cartello di prezzi che si è ormai instaurato con il progressivo diminuire dei consumi di pane - aggiunge Landi - Sarebbe anche il caso che i giovani approfittassero della liberalizzazione di forni e panifici avviata da Bersani e cominciassero a offrire prodotti a prezzi convenienti, invece che tre euro al chilo magari un euro e mezzo. Ci sarebbe comunque un margine di guadagno rilevante".
Anche negli Stati Uniti il pane fatto in casa si sta facendo largo, considerato che i consumatori si devono difendere da un prezzo schizzato del 6% negli ultimi mesi. L'azienda di farine e attrezzature da forno King Arthur Flour ha fatto qualche conto sui risparmi assicurati dalla produzione in casa della pagnotta: se al forno ha un prezzo che varia dai 3 ai 5 dollari, a casa costa circa 60 cents, tra acqua, farina, lievito e costo dell'energia elettrica. Un prezzo certamente vantaggioso e che non ha caso - ha osservato l'azienda - ha portato negli ultimi anni a un crescente acquisto di macchine per il pane.
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Pubblicato il 14/03/2008

BRUXELLES - Lo scorso febbraio il tasso d'inflazione dei 15 Paesi che compongono l'area dell'euro e' stato pari al 3,3%. Lo ha reso noto Eurostat, rivedendo cosi' al rialzo la stima del 3 marzo scorso del 3,2%, ossia lo stesso livello di gennaio. Il tasso nell'Ue-27 invece e' stato, sempre in febbraio, del 3,4%, invariato rispetto al mese precedente.
Il tasso annuo di inflazione piu' basso e' stato registrato in Olanda (2,0%), in Germania, Portogallo e Svezia (2,9% ciascuna); il piu' elevato invece e' stato quello della Lettonia (16,5%), Bulgaria (12,2%) ed Estonia (11,5%). In Italia il tasso e' stato del 3,1%. Rispetto a gennaio, l'inflazione e' aumentata in quattordici Stati membri, rimasta stabile in otto e diminuita in quattro. A pesare sull'aumento del tasso d'inflazione nella zona dell'euro sono state principalmente le spese per l'insegnamento (9,7%), i prodotti alimentari (5,8%) e i trasporti (5,4%), mentre il tasso annuo piu' basso e' stato osservato per le comunicazioni (-3,1%), il tempo libero e la cultura (0,0%) e gli articoli d'abbigliamento. A livello di sottoindici, a pesare di piu' sul rialzo del tasso globale sono stati un aumento dello 0,50% per carburanti per trasporti, un +0,23 per latte, formaggio e uova, un +0,21% per combustibili liquidi ed un +0,14% per pane e cereali. Hanno invece avuto un impatto verso il basso le telecomunicazioni (-0,20%), le autovetture (-0,14%) e i vestiti (-0,11%). Il tasso d'inflazione mensile nella zona dell' euro in febbraio e' stato invece dello 0,3% e nell'intera Unione europea dello 0,4%.
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Pubblicato il 14/03/2008
CANNES - Il settore alberghiero continua a trainare il mercato immobiliare e, a guidare la classifica dei Paesi più dinamici sono l'est Europa e l'Estremo Oriente. A fare il punto sono arrivati al Mipim di Cannes i principali operatori del settore. Tra le destinazioni scelte dagli investitori e dagli sviluppatori internazionali al top si classificano l'Europa dell'Est, la Russia, gli Emirati Arabi e l'Estremo Oriente, con il Vietnam in testa.
A guidare la classifica delle catene alberghiere europee - è emerso al Mipim - è il gruppo francesce Accor (brand europeo di proprietà del consorzio Americano best Western) che, secondo i dati diffuse dalla Mkg Hospitality, è al primo posto nonostante una lieve flessione rispetto al 2007 (-0,6%) con 2.207 hotel attivi per un totale di 239.507 camere, un record assoluto nel panorama europeo. Seguono il gruppo IHG (InterContinental Hotels Group) con 541 hotel e 82.123 camere (+5,7%) e Best Western Group con 1.201 hotel per 79.205 camere (-1,4%). La performance migliore è registrata dal gruppo TUI (+7,3%) mentre a perdere oltre 34 punti percentuali in anno, in termini di numero di alberghi e relative camere, è il gruppo Hilton. Punta, invece, sul Vietnam il gruppo Accor che ha anunciato al Mipim un'espansione del business con l'apertura di nuovi hotel legati a due catene, Pullman e Mercure, la prima di alta gamma e la seconda di livello medio. Nel 2007 il paese asiatico ha accolto 4,2 milioni di turisti, con una crescita annuale del 17,1%.
Prospettive di espansione anche per il Marocco che ha annunciato di voler raggiungere l'ambizioso target di 10 milioni di visitatori entro il 2010, e quindi di puntare sul settore alberghiero. La Compagnie Generale Immobiliere è tra i principali player del mercato marocchino e ha presentato a Cannes due progetti, uno a Casablanca Marina (26 ettari di cui 10 direttamente sul mare) e uno a Ouarzazate (con un investimento da 920 milioni di dollari per otto hotel e sei villaggi turistici). Guarda, invece, agli Emirati, La Hyatt Corporation, cui fa capo la catena albeghiera omonima, che ha annunciato l'apertura dell'ufficio commerciale regionale a Dubai per poter meglio sfruttare le opportunità del mercato Medio Orientale. Anche il colosso Americano Marriott International punta oltre oceano, in particolare all'Europa, per un piano di espansione che vedrà l'apertura di oltre 140 hotel (34 mila camere) al di fuori del Nord America.
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Pubblicato il 12/03/2008

(di Francesco Carbone)
Crescita italiana più che dimezzata quest'anno (+0,6% la previsione rispetto al precedente 1,5%) ma conti pubblici ancora ben centrati verso il pareggio di bilancio che si conferma al 2011.
Il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa mette nero su bianco quello che ormai da mesi appare scontato riguardo alla contrazione della crescita, non solo in Italia, e lo fa nella relazione unificata sull'economia e la finanza, la 'nuova' Trimestrale di cassa. Ma la Confindustria appare decisamente più preoccupata: c'é infatti per il 2008 - secondo gli industriali - un "forte rischio di crescita zero". L'Italia, dal quadro che intanto emerge dalla Ruef, pur essendo rimasta 'perturbata' parzialmente dalla crisi dei mutui statunitensi e ancora a rischio per le tensioni sul fronte tassi e prezzi, potrà contare su conti pubblici risanati. In particolare il livello del deficit che pur visto in lieve aumento quest'anno (al 2,4%) presenta un profilo discendente negli anni successivi. Lo stesso si può dire per il debito pubblico che però - secondo il ministro - non potrà più contare per la discesa su proventi straordinari: "l'epoca delle grandi privatizzazioni è finita". Ma da qui al 2011 serviranno ancora 3 manovre di bilancio e circa 30 miliardi di tagli per centrare il pareggio come concordato con Bruxelles. Ad aiutare i conti italiani è però anche il risultato della lotta all'evasione (20 miliardi negli ultimi 2 anni) che deve continuare.
Non è ancora possibile quantificare il "tesoretto" 2008: le eventuali risorse aggiuntive si potranno cifrare solo tra qualche mese, a giugno con l'assestamento di bilancio. Extragettito a parte Padoa-Schioppa ritiene comunque che per stimolare la crescita della produttività e aiutare i salari occorrerà "legare maggiormente i salari ai risultati aziendali" perché "la bassa crescita dei salari italiani è essenzialmente conseguenza della scarsa dinamica della produttività".
Ecco in sintesi i contenuti dell'ultima relazione unificata presentata dal ministro Padoa-Schioppa:
- ITALIA, CRESCITA DIMEZZATA: Drastica riduzione della crescita nel 2008: si stima per quest'anno un +0,6% rispetto ad una previsione dell'1,5%.
- DEFICIT CRESCE AL 2,4%: Quest'anno tornerà a crescere il deficit che salirà al 2,4% (contro il 2,2% previsto in precedenza).
- IN DISCESA IL DEBITO: Il debito pubblico scenderà ancora nel 2008 per attestarsi al 103% del Pil. Il calo proseguirà fino a scendere sotto il 100% nel 2010 (al 99,6%).
- INFLAZIONE AL 2,6-2,7%: L'inflazione dovrebbe attestarsi quest'anno al 2,6-2,7%.
- RISANAMENTO E' STRUTTURALE: L'azione di risanamento dei conti "ha natura strutturale e non transitoria".
- PAREGGIO NEL 2011 A PORTATA DI MANO: Il pareggio per il 2011 "resta un traguardo a portata di mano". Per centrarlo occorreranno tre manovre: l'ammontare sarà di 20 miliardi.
- CRESCE PESO FISCO, MA PER 2/3 PER LOTTA A EVASIONE: L'aumento della pressione negli ultimi anni "é dovuto per più di due terzi ai risultati della politica di lotta all'evasione". Nel 2006-2007 "si stima che oltre 20 miliardi delle maggiori entrate derivino da interventi anti evasione".
- PESO TASSE CALERA': La pressione fiscale calerà nel 2008 dal 43,3% calcolato nel 2007 dall'Istat al 43,1%. Il peso di tasse e contributi scenderà poi al 42,9% nel 2009.
- FRENARE SPESA E SALARI P.A.: Il freno alla spesa pubblica - dice il Tesoro nella Ruef - non può essere raggiunto senza incidere sulle spese del personale della pubblica amministrazione.
MONTEZEMOLO, VICINI ALLO ZERO MA NO RECESSIONE La crescita economica italiana nel 2008 sarà "più vicina allo zero che all'uno", ma l'Italia non dovrebbe incappare nella recessione. E' quanto "pensa e spera" il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo che, a margine del Direttivo, ha commentato le stime del centro studi. "Mi dispiace ma purtroppo avevamo ragione. Le stime di crescita del paese si stanno avvicinando sempre più allo zero piuttosto che all'1% - ha sottolineato -. Avevamo indicato lo 0,7% con il barile a 80 dollari e avevamo detto che se superava i 90 dollari le previsioni erano per un 0,2-0,3%. Ogni giorno si batte il record del prezzo del petrolio, da cui siamo spaventosamente dipendenti, quindi le nostre stime, che spesso hanno preceduto quelle degli altri, hanno visto giusto. Sono sempre veritiere - ha aggiunto - mi spiace dire di aver visto giusto". Alla domanda se l'Italia possa registrare una crescita sotto allo zero e possa rischiare la recessione, Montezemolo ha risposto: "Penso e spero di no".
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Pubblicato il 12/03/2008
MILANO - Avvio tonico per le Borse europee in scia ai maxi-rialzi di Wall Street di ieri, grazie all'iniezione di liquidità sui mercati promessa dalla Fed. Tutti i listini, con la sola eccezione di Milano, mettono a segno rialzi compresi tra uno e due punti percentuali, con in testa Stoccolma (+2%) e Parigi (+1,9%). L'indice Dj Stoxx 600 sale dell'1,45% mentre lo Stoxx 50 avanza dell'1,52%. A spingere i listini sono soprattutto materie prime (+3,1% lo Stoxx di settore), banche (+2,1%) e assicurativi (+2,5%). Bhp Billiton sale del 4,5% e Arcelor Mittal del 3,2%. Danno smalto ai titoli minerari sia l'andamento in crescita del prezzo del rame che le parole di Rio Tinto (+4,3%), che ha detto di aspettarsi una "significativa crescita degli utili" nel 2008 dalla sua divisione che produce metalli leggeri. Salgono le compagnie petrolifere, guidate dalla norvegese Statoil (+2,2%), mentre il prezzo del greggio resta poco variato attorno ai 109 dollari al barile. La mossa della Fed allenta la pressione sul comparto finanziario. Societé Generale e Credit Suisse salgono del 5,3%, Ubs del 5%, Barclays del 3,7. Tra gli assicurativi, balzo dell'inglese Standard Life (+12%), grazie a risultati superiori alle attese. Bene anche Ing (+4%), Axa (+3,4%) e Allianz (+2,6%). Danone avanza del 2,1% sul miglioramento del giudizio da parte di Deutsche Bank. L' 'upgrade' di Goldman Sachs premia invece l'utility Veolia (+2,6%) mentre Nokia guadagna il 2,3% con quello di WestLb. Di seguito l'andamento degli indici dei titoli guida delle Borse del Vecchio Continente: - Londra +1,51% - Parigi +1,88% - Francoforte +1,43% - Madrid +1,19% - Milano +0,84% - Amsterdam +1,48% - Stoccolma +1,97% - Zurigo +1,74%
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Pubblicato il 11/03/2008

Battuta d'arresto per il mercato immobiliare, che ha visto scendere i prezzi delle case dell'1,55% nel secondo semestre del 2007, mentre sono diminuite dell'1,54% le erogazioni dei mutui, secondo i dati di Bankitalia.
E' quanto rivela l'Osservatorio Tecnocasa, che ha fotografato nella seconda metà del 2007 l'annunciata inversione di tendenza per un mercato che non aveva smesso di crescere a partire dal lontano 1998. Secondo la rete di agenzie immobiliari le cause della contrazione sono da imputare ad una maggiore offerta di abitazioni sul mercato, all'ampliamento della forbice tra prezzo richiesto e prezzo pattuito dell'immobile e all'allungamento dei tempi medi di vendita.
Il mercato, inoltre, ha risentito della difficoltà, definita "sempre più forte", di far incontrare domanda ed offerta, condizionata dalla contraddizione tra le minori disponibilità di spesa degli acquirenti e le aspettative dei venditori, che ritengono di poter realizzare gli stessi valori del passato. Ad eccezione di Torino, che ha evidenziato una sostanziale stabilità, e Palermo, (+1,5%), secondo l'Osservatorio, sono calati i prezzi degli immobili non solo in città medie del Nord come Bologna (-3,4%) e Verona (-3,2%) e del Sud come Bari (-2,9%), ma anche nei grandi centri come Milano (-1,1%) e Roma (-1,6%). I prezzi, secondo Tecnocasa, tengono di più nelle zone urbane più centrali rispetto a quelle periferiche e semicentrali, mentre, a livello geografico i capoluoghi del Sud (+0,2%) si sono comportati meglio dei capoluoghi del Centro (-1,4%) e del Nord (-1,5%).(ANSA).
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Pubblicato il 11/03/2008

Il debito pubblico a fine 2007 è risultato pari a 1.596.762 milioni (104,0% del Pil). Alla stessa data del 2006 esso era pari a 1.575.636 milioni (106,5% del Pil). Lo comunica la Banca d'Italia.
Il debito pubblico italiano nel 2007 é sceso in rapporto al prodotto interno lordo più di quanto previsto dalle stime del governo. Le ultime stime ufficiali, diffuse in concomitanza con la presentazione della Finanziaria per il 2008, stimavano il debito 2007 al 105% del Pil. La Commissione Ue aveva invece già corretto alla fine del 2007 la propria stima sul debito italiano, portandolo dal 105% (in linea con la stima del governo italiano) al 104,3%.
FISCO: A GENNAIO ENTRATE A 31,2 MLD (+10,3%) Inizio d'anno a gonfie vele per il fisco: le entrate tributarie di cassa a gennaio sono state pari a 31,2 miliardi di euro, in crescita del 10,3% rispetto ai 28,3 miliardi del gennaio 2007. Lo comunica la Banca d'Italia nel Supplemento al Bollettino statistico dedicato alla finanza pubblica. Nei giorni scorsi il ministero dell'Economia e delle Finanze aveva annunciato che a gennaio le entrate totali versate con il modello F24 erano ammontate a 33,8 miliardi (+9,4% su gennaio 2007).
FABBISOGNO 2007 SCENDE AL 2%Nel 2007 il fabbisogno complessivo delle amministrazioni pubbliche è stato pari a 30.534 milioni pari al 2% del pil. Lo comunica la Banca d'Italia. Nel 2006 il fabbisogno era stato pari a 54.380 milioni, pari al 3,7% del pil.