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Sherlock Ronniex

INFORMAZIONE

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Pubblicato il 21/03/2008
Notizia ansa

Alicia Keys in concerto a Milano

I Neri per caso apriranno l'esibizione

(ANSA) - ROMA, 21 MAR - I Neri per caso apriranno un concerto di Alicia Keys nella sua unica esibizione italiana, il 29 marzo, al Datchforum di Assago. E' stata la stessa pluripremiata artista americana a scoprirli e a volerli per la sua tappa italiana, nella quale proporra' un repertorio di grandi classici internazionali, ovviamente tutti riarrangiati in chiave 'a cappella', da Michael Jackson a Bob Marley a Sting.
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Pubblicato il 16/03/2008
Notizia ansa

MUSICA: DIVORZIO MCCARTNEY, A HEATHER 24,3 MLN STERLINE

(di Patrizio Nissirio)

 LONDRA - E' finito l'aspro braccio di ferro in tribunale tra l'ex Beatles Paul McCartney e la moglie Heather Mills sui termini finanziari del loro divorzio: l'Alta Corte di Londra, davanti alla quale i due duellavano da mesi, ha deciso che Paul dovrà pagare alla ex moglie 24,3 milioni di sterline (30,9 milioni di euro) per il divorzio. L'ex modella, 40 anni, la sola che ha commentato alla fine dell'udienza finale (Paul si è infilato in un grosso fuoristrada senza dire una parola, e i suoi portavoce hanno detto che non ci sarà alcun commento), ha detto che ricorrerà in appello, non contro la cifra, ma contro la pubblicazione dell'intera sentenza, che a suo dire mette a rischio la privacy e la sicurezza della figlia Beatrice, nata dall'unione con Paul e che oggi ha 4 anni. "In quella sentenza si dice tutto di lei", ha avvertito. "Sono molto, molto contenta di come sono finite le cose. E' stato un risultato incredibile per assicurare il mio futuro e quella di mia figlia", ha tenuto a precisare dopo che, nella concitazione, i giornalisti che la assediavano avevano capito che intendeva che fare appello contro la decisione del giudice.

La donna, che nell'ultima parte della causa si rappresentava in aula da sola, aveva chiesto 125 milioni di sterline, e l'ex Beatle ne aveva offerti 15,8. La cifra di 24,3 milioni comprende, secondo quel che dice il sommario della sentenza (il solo che Heather vuole sia reso pubblico) 16,5 milioni in contanti e beni per 7,8 milioni. L'accordo prevede anche che il musicista paghi le scuole e le babysitter di Beatrice, oltre a versare 35.000 sterline all'anno in suo favore. Il giudice Hugh Bennett ha dovuto prendere lui una decisione, dopo che la ex coppia non era riuscita negli ultimi mesi a mettersi d'accordo. Heather si è anche detta contenta di aver liquidato i suoi avvocati e di essersi rappresentata da sola: "Volevano 600.000 sterline, che possono facilmente essere devolute in beneficenza", ha osservato. Ha poi duramente attaccato l'avvocato di Paul, Fiona Shackleton: "Ha gestito questa vicenda nel peggior modo immaginabile. Mi ha insultata in vari modi persino prima di incontrarmi, quando ero sulla sedia a rotelle... dovrebbero fare tutti come me e rappresentare se stessi". Paul e Heather si erano sposati nel 2002, e avevano annunciato la separazione nel 2006, "amichevole", secondo quanto dichiararono. Ma poi i rapporti si sono deteriorati rapidamente, con accuse reciproche e il duro scontro sulla divisione dei beni. Nel frattempo, la stampa popolare non perdeva occasione per dar notizia di sfoghi rabbiosi di Heather, o di suoi comportamenti stravaganti, oppure di aspetti scabrosi del suo passato, preferibilmente accompagnati da foto. A un certo punto la donna, che ha un gamba artificiale, disse di aver pensato al suicidio dopo essere stata chiamata "prostituta" e "cacciatrice d'oro" dai tabloid. McCartney dovrebbe avere un patrimonio di 800 milioni di sterline, secondo quanto ha dichiarato la stessa Mills, ma nel sommario della sentenza si legge che il magistrato ha valutato questa fortuna in 400 milioni.
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Pubblicato il 16/03/2008
Sito ufficiale Heineken: Sez. Heineken jamming festival

GRUPPI UFFICIALI ALL'HEINEKEN JAMMING FESTIVAL '08

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Pubblicato il 16/03/2008

Prime indiscrezioni sull'Heineken jamming festival 2008



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Pubblicato il 02/03/2008
Notizia ansa

SANREMO, SOTTO I 10 MILIONI LA FINALE DI LOLA E GIO'

ROMA - Neanche la finale di Sanremo riesce a superare il tetto dei 10 milioni di spettatori. L'ultima serata del festival, che ha laureato vincitori Giò Di Ponno e Lola Ponce con il brano Colpo di fulmine, è stata seguita ieri su Raiuno da 9 milioni 641 mila telespettatori, pari al 39.47% di share, nella prima parte e da 6 milioni 923 mila nella seconda, con il 52.89%: ancora una volta un record negativo per l'era Auditel. Al secondo posto si è piazzata Anna Tatangelo, con Il mio amico, dedicato all'amore gay e al terzo Fabrizio Moro, con Eppure mi hai cambiato la vita. L'ultima serata del festival si è aperta con l'omaggio di Pippo Baudo ai morti sul lavoro. Poi l'esibizione dei Sonohra con L'amore, la canzone con cui hanno vinto il girone Giovani, e la sfilata dei diciannove Campioni in gara, movimentata dalle consuete polemiche con la giuria di qualità, i cui voti in alcuni casi sono stati contestati dalla platea dell'Ariston.

Il più apprezzato dagli 'esperti' è stato Sergio Cammariere, che ha avuto 97 voti con L'amore non si spiega. Piccolo 'brivido' al momento dell'esibizione di Tricarico, ultimo in ordine di apparizione, che prima di cantare ha pronunciato una parolaccia. Tra i momenti più divertenti, la performance di Elio e le storie tese, in costume e parrucche d'epoca per una rilettura del Barbiere di Siviglia di Rossini. L'altro spazio comico ha visto protagonisti Carlo Verdone e Claudia Gerini, nelle vesti dei coatti Moreno e Enza, che hanno proposto Fortune Tellers dei Rolling Stones con Verdone alla batteria e la Gerini cantante. Inevitabili le battute di Chiambretti sull'ultimo festival di Baudo. "Pippo questa coppia la dobbiamo scoppiare, ho già chiesto l'affidamento dei Finley". Baudo si è invece augurato di fare un altro programma con Chiambretti: "Potrebbe essere una coppia che funziona". Applausi commossi per Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, sul palco per ritirare il premio alla creatività della Siae.
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Pubblicato il 28/02/2008
Notizia ansa

SANREMO: ARBORE E MIKE SI SCHIERANO CON BAUDO

ROMA - Renzo Arbore e Mike Bongiorno sostengono Baudo, dopo le polemiche per il flop di ascolti e lo sfogo del presentatore storico del Festival.
Baudo "ha ragione", la tv "soft, di qualità, elegante, con una bella scenografia e non volgare non attira". Dalla prima pagina del Messaggero, Renzo Arbore si schiera dalla parte di Pippo. Mentre nota la mancanza in tv di giovani "che studiano, lavorano e portano a casa risultati" e denuncia un "decadimento complessivo della qualità e della rappresentazione della realtà". Manca "il gusto", dice.

Pippo "non devi perdere le staffe", dice l'amico e collega Mike Bongiorno. L'altro veterano di Sanremo sceglie le pagine del Corriere della Sera per rincuorare Baudo e dirgli che "non è il caso di preoccuparsi per gli ascolti del Festival". Ma gli ricorda anche che "non deve dire parolacce". E fa un appunto al look: "ma dove hai comprato quello smoking? ". Ormai, ragiona Mike, "c'é una grandissima concorrenza, anche da parte di Sky". Le trasmissioni di grande successo "non fanno più gli ascolti di un tempo". Lui però è convinto che nelle prossime serate "gli ascolti saliranno". A Baudo e a Chiambretti, Mike dice "siete stati bravissimi", "forse avete ecceduto sulle battute, ma siete spiritosi. Avete costituito una nuova coppia in concorrenza con me e Fiorello, potete fare bene". E il Festival, secondo Mike, "non morirà mai", come il Giro d'Italia. L'appunto arriva piuttosto sui vestiti di Baudo, lo smoking ma anche le scarpe: "dovevi comprare un paio di scarpe nuove - lo rimprovera Mike - quelle non andavano mica bene".


Il caso dell'esclusione di Loredana Berté dal Festival di Sanremo tiene banco anche al Dopofestival, al quale partecipano Pippo Baudo e numerosi campioni in gara. Il programma di Elio e le storie tese ha fatto ascoltare brevemente sia l'audio di Musica e parole, il pezzo della Berté, sia quello di L'ultimo segreto il brano del 1988 cantato da Ornella Ventura che presenta evidenti somiglianze con la canzone eliminata. Baudo ha brevemente ricostruito la vicenda, definendola un "terremoto", ma anche ribadito che "dopo una lunga riunione è stata presa alla fine la decisione più giusta". Al telefono è intervenuto anche Tullio De Piscopo, produttore del brano della Ventura, che si è detto d'accordo con Baudo sull'assoluta buona fede della Berté: "Metto la mano sul fuoco - ha ribadito - che lei non sapeva niente". All'artista, oltre ad un caloroso applauso della platea del teatro del Casinò di Sanremo, che ospita il Dopofestival, anche la solidarietà dei Finley il gruppo in gara al Festival che questa mattina ha girato un video proprio con la Berté: "Loredana ieri sera ha cantato benissimo e forse è stata proprio la migliore". La Berté potrà in ogni caso eseguire fuori gara il suo brano e domani sera lo proporrà in duetto con Spagna.

Il brano Musica e parole di Loredana Berté è stato escluso dal festival di Sanremo. La cantante si esibirà fuori gara. Lo ha reso l'organizzazione. La vicenda di Musica e Parole, la canzone di Loredana Berté in gara al festival di Sanremo ha avuto l'epilogo previsto. Dopo le verifiche legali e gli accertamenti della commissione selezionatrice il brano è stato escluso dalla gara perché la parte musicale è la stessa del pezzo, firmato da Alberto Radius e Oscar Avogadro nel 1988 per Ornella Ventura. Proprio in considerazione del delicato momento personale di Loredana Berté su richiesta di Baudo, alla Berté sarà consentito di esibirsi fuori gara, sia domani, in duetto con Spagna che sabato. A dare la notizia sono stati stasera Giampiero Raveggi, capo struttura di Raiuno e Pippo Baudo.

In un comunicato la Rai ricostruisce così la vicenda: "nel corso della conferenza stampa di oggi, l'Organizzazione del Festival della Canzone di Sanremo è venuta a conoscenza della possibilità che Musica e parole poteva avere analogie e somiglianze con un brano già edito dal titolo L'ultimo segreto del 1988.L'Organizzazione, pur non essendo stata formalizzata alcuna denuncia su questo episodio da nessuna casa discografica ai sensi dei commi 1 e 2 dell'art. 8 del regolamento del Festival, ha avviato una serie di accertamenti per verificare i fatti. Avendo trovato conferme ufficiali presso la Siae e la Discoteca Nazionale di Stato del fatto che in un LP dal titolo Ultimo Segreto figurava un brano dal titolo Sesto Senso (autori Oscar Avogadro e Alberto Radius) prodotto da Tullio De Piscopo e Alberto Radius e verificato che il brano presenta identità del tema musicale con la canzone Musica e parole (autori Avogadro, Radius e Bertè) presentata nel 58º Festival ha deciso di escludere il brano Musica e parole dalla gara. L'Organizzazione, valutando la popolarità della cantante e raccogliendo l'invito del Direttore Artistico ha deciso di consentire, comunque fuori gara, l'esibizione dell'artista". Fin qui l'ufficialità. "Ho parlato con Loredana nel pomeriggio e non è stato un incontro facile - ha raccontato Baudo - Lei si è disperata e mi ha giurato di essere stata truffata. In questa vicenda era importante tutelare il lato umano e credo di aver interpretato anche la volontà della stampa chiedendo di permettere a Loredana di cantare fuori gara". Baudo ha parlato anche con Alberto Radius che ha portato il brano a Baudo per sottoporlo alla selezione. "Si è arrampicato sugli specchi - racconta - ha detto che non si ricordava che fosse già stato pubblicato". Gli fa eco Raveggi: "tutti gli autori dei brani in gara firmano un documento che certifica che le canzoni abbiano i requisiti per partecipare alla gara. In questo caso Radius, Avogadro hanno dichiarato il falso. La Rai si riserva di adire le vie legali nei confronti dei due autori e dell'editore che è lo stesso sia di quello del 1988 che di quello della Berté".

ASCOLTI FLOP E BAUDO DICE PAROLACCE


Nel giorno in cui gli ascolti scendono ancora, confermando il flop di Sanremo, in sala stampa all'Ariston è di scena il 'Baudo furioso'. Il pubblico vuole lo scandalo perché è ormai abituato a una programmazione di scarsa qualità, ma se assecondiamo questa linea "avremo un'Italia di merda", tuona il conduttore, chiamando tutti a una "crociata" per una tv migliore. Ma il vero interrogativo riguarda il futuro del festival, "stretto tra Scilla e Cariddi", tra le esigenze del Comune ligure e i diktat dei discografici, ammette il direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce. Per lui Sanremo non si tocca, ma va riscritto, purché "non diventi né Amici né Castrocaro". I numeri sono impietosi: la seconda serata ha avuto 8 milioni 271 mila telespettatori con il 29.72% di share nella prima parte (oltre 1 milione e più di 5 punti in meno rispetto all'esordio) e 4 milioni 925 mila con il 37.48% nella seconda, con una media del 32.33% che è ancora una volta il record negativo dell'era Auditel. Baudo, volto provato ma voce stentorea, sbotta: "La qualità è difficile da far passare. L'evento non esiste più se non ha un aspetto scandalistico. Se avessi litigato con Chiambretti, come è accaduto a Miss Italia, il pubblico si sarebbe acceso. Allora scazzottiamoci, sputiamoci in faccia: ma così il pubblico lo imbarbariamo, lo fottiamo e avremo un'Italia di merda".

Superpippo sa che la formula va rivista: "Si possono ridurre i Big a 12-15 cantanti, si possono portare i Giovani a 8, per rendere la gara più compatta: gli ascolti dimostrano che fino alle 23 il pubblico ci segue". Ma per carità, niente festival dedicato solo alle 'nuove proposte', come vorrebbe la Fimi: "Amici è una grande palestra, ma alla fine non riesce a lanciare mai nessuno", dice Baudo. Del Noce è d'accordo: "Se si trasformasse il festival in Amici o Castrocaro, nel giro di un po' di tempo sparirebbero tutte queste trasmissioni". La soluzione sarebbe piuttosto spingere l'acceleratore su una gara a eliminazione: "L'ascolto aumenterebbe se i cantanti accettassero il rischio di uscire, come hanno fatto in passato anche i Celentano o i Morandi. Ma oggi le case discografiche mettono limiti continui, è sempre più difficile". "Non hanno neanche voluto la classifica alla fine delle serate", aggiunge Baudo. Inutile, però, provare a 'stuzzicare' Del Noce ricordandogli che la formula reality, con i cantanti divisi in categorie e soggetti ogni sera a eliminazione, portò fortuna nel 2005 al Sanremo di Paolo Bonolis. Il direttore di rete non cade nella trappola, dopo le polemiche dello scorso anno sui presunti contatti già avviati con l'ex re di Affari tuoi ("Ho sempre detto che il festival è per natura troppo uguale a se stesso") e conferma "piena fiducia a Baudo. Anzi - aggiunge - in questo momento gli sono particolarmente vicino: è un grande artista che merita rispetto come ne merita il festival".

Di fronte una crisi che "viene da lontano", trovare una soluzione per rilanciare Sanremo non sarà semplice, specie "se ognuno rimane arroccato sulle sue posizioni. Se si concretizza il boicottaggio dei discografici - dice sconsolato Del Noce - sarà difficile andare avanti. Sarebbe come se i club non mettessero a disposizione i calciatori per i Mondiali". Ma anche il Comune di Sanremo, che considera "irrinunciabile" spalmare l'evento su cinque serate, dovrà forse fare qualche passo indietro. La convenzione scade a fine anno e Del Noce, pur parlando "solo da consulente", sottolinea: "Dovremo valutare se alcuni punti o la totalità dell'accordo sono irrinunciabili o meno".
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