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Pubblicato il 21/04/2008

MILANO - Ci sono cinque punti tra la Roma e la Juventus ma i dirigenti bianconeri sperano ancora in un secondo posto che darebbe alla squadra di Ranieri l'accesso diretto in Champions League. A Milano per presentare l'accordo commerciale con Sportfive, il presidente Giovanni Cobolli Gigli ha spiegato che "la speranza di arrivare in Champions League è alta ma ci sono ancora delle possibilità per arrivare al secondo posto". Da parte sua l'Ad Jean-Claude Blanc ha aggiunto che "la Juventus non molla mai, quindi ci crederà fino alla fine. A me piace molto la matematica - ha aggiunto - e, facendo i conti, è possibile arrivare al secondo posto e quindi ce la giocheremo fino alla fine". Per quanto riguarda la stagione di Alessandro Del Piero, Cobolli Gigli ha spiegato la sua convocazione "é un problema di Donadoni e chi deve pensare alla sua convocazione credo ci stia pensando". Per Blanc, invece, "vedere Italia-Francia all'europeo senza due grandi campioni come Del Piero e Trezeguet, sarebbe davvero un grande peccato".
ITALPETROLI: NESSUNA OFFERTA PER AS ROMA
Italpretroli non ha finora ricevuto "nessuna offerta" da parte degli investitori stranieri a cui é stata accostata negli ultimi giorni (George Soros e la Famiglia Reale degli Emirati Arabi Uniti, ndr). E' quanto si legge in una nota, diffusa su espressa richiesta della Consob, della Compagnia Italpetroli, in cui si precisa "che qualsiasi scelta dovesse essere assunta in futuro in merito alla partecipazione in questione, terrà debitamente conto, come sempre in passato, degli interessi di AS Roma e dei soci di minoranza di quest'ultima".
"Compagnia Italpetroli - si legge nella nota - nella sua qualità di controllante indiretta di AS Roma, non ha né iniziato, né programmato, alcuna iniziativa o procedura volta alla dismissione della propria partecipazione di controllo in AS Roma, essendosi limitata a registrare, nel corso di un incontro a cui ha partecipato un proprio incaricato, il possibile e generico interesse all'acquisto del pacchetto azionario in questione da parte di un soggetto straniero". "In proposito, si precisa che nessuna offerta è stata formalizzata da parte di tale soggetto straniero, ovvero da altri soggetti che la stampa qualifica come potenziali interessati, e che, pertanto, tutte le notizie apparse negli ultimi giorni in merito ad offerte rifiutate in quanto non coerenti con altre concorrenti, sono da considerarsi del tutto prive di fondamento. Compagnia Italpetroli - prosegue il comunicato - ritiene inoltre opportuno chiarire di non aver ricevuto offerte da parte della famiglia Reale degli Emirati Arabi e che, contrariamente a quanto riferito da taluni organi di stampa, non è in corso alcun contatto con rappresentanti di quest'ultima che abbia ad oggetto il possibile trasferimento del pacchetto azionario di controllo in AS Roma". Compagnia Italpetroli ed AS Roma, conclude la nota, "pertanto, si riservano il diritto di intraprendere, nelle sedi competenti, ogni azione che riterranno opportuna al fine di tutelare i propri interessi e quelli dei propri azionisti, ed evitare azioni speculative sul corso del titolo"
Procede in rialzo la Roma in Piazza Affari dopo la nota di smentita diffusa dalla società su possibili offerte da parte di investitori per rilevare la società sportiva. Il titolo guadagna l'11,49% a 1,13 euro dopo un congelamento per eccesso di rialzo successivo all'apertura
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Pubblicato il 13/04/2008
INTER-FIORENTINA 2-0 L'Inter risponde alla Roma, battendo la Fiorentina 2-0 nel posticipo della 33/a giornata di serie A. I gol di Cambiasso (55') e Balotelli (62'). Giallorossi di nuovo a -4. Nel primo tempo sono i padroni di casa a fare la partita, dopo un buon avvio dei viola. Frey si rende protagonista di tre salvataggi su Vieira, Zanetti e Cruz. Nella ripresa, l'uno-due dei nerazzurri in 7 minuti. Prima con Cambiasso, che mette dentro da pochi metri sfruttando un affondo di Vieira. Quindi, il ko con Balotelli, lanciato a rete da Cruz.
UDINESE-ROMA 1-3 A Udine la Roma va sotto (Di Natale), ma reagisce e ribalta il risultato con Vucinic, Taddei e Giuly. In coda sempre piu' lotta: il Cagliari vince a Livorno, la Reggina batte la Samp. Pari tra Empoli e Parma. Risultati: Empoli-Parma 1-1; Genoa-Torino 3-0; Lazio-Siena 1-1; Livorno-Cagliari 1-2; Napoli-Atalanta 2-0; Reggina-Sampdoria 1-0; Udinese-Roma 1-3. Posticipo alle 20,30, Inter-Fiorentina.
Con il successo a Livorno, il Cagliari si innalza al quintultimo posto in classifica e inguaia i toscani, ora ultimi da soli. Inter 72; Roma 71; Juventus 61; Fiorentina 56; Milan e Sampdoria 52; Udinese 51; Genoa 45; Napoli 43; Palermo 42; Atalanta 41; Lazio 40; Siena 38; Torino 34; Catania e Cagliari 32; Parma 31; Reggina e Empoli 30; Livorno 29. Inter, Fiorentina, Juventus e Parma una partita in meno (FOTO: Jeda e Acquafresca).
LA ROMA REAGISCE DOPO MANCHESTER, LIVORNO SULL' ORLO DELLA B La Roma litiga (ancora Panucci protagonista) ma vince a Udine, rimontando dopo il colpo sferratole da Di Natale, obiettivo di mercato del club giallorosso. Cosi' mette pressione all'Inter, che nel posticipo serale contro la Fiorentina non ha alternativa alla vittoria. A trascinare i giallorossi sono Pizarro e soprattutto De Rossi, che dimostra di essersi gia' messo alle spalle l'episodio del rigore sbagliato a Manchester. Fa discutere l'atteggiamento di Totti nei confronti dell'arbitro Rizzoli, 'reo' di averlo ostacolato in occasione di un tiro a rete del capitano romanista: il 'vaffa' e' ripetuto, il direttore di gara lo sanziona con un giallo. La rete di Di Natale e' stata frutto di un malinteso fra Doni e Panucci, ma per il resto la colpa principale dell'Udinese, apparsa non in palla come in precedenti occasioni, e' stata di non essere riuscita ad attivare in modo produttivo il tandem offensivo composto dallo stesso Di Natale e da Quagliarella.
Il turno odierno regala una preziosa, e meritata, vittoria al Cagliari, che grazie ai gol del solito Acquafresca ha violato il campo di un Livorno sempre piu' a rischio di B, e contestato. Cosi' la squadra sarda si e' portata pienamente in zona salvezza, a quota 32 punti, impresa che fino a un mese fa sembrava disperata. Spinelli, deferito in settimana per le telefonate a Moggi, assiste al crollo della sua squadra, ora ultima a 29 punti, sul baratro della B. Molto utile anche il successo della Reggina contro la Sampdoria dell'ex tecnico dei calabresi Walter Mazzarri. A risolvere il match e' stato Brienza, forse l'acquisto piu' indovinato, fra quelli piu' recenti, del presidente Foti. La Lazio stava portando a casa il successo sul Siena, nonostante le tante assenze dovute a motivi di turn-over (per il tecnico dei biancocelesti Delio Rossi la Coppa Italia conta molto), poi pero' un regalo del portiere Muslera ha permesso ai toscani di pareggiare, confermando che gli uomini del presidente Lotito non devono aver visto giusto quando, in Sudamerica, hanno cercato un'alternativa a quel Carrizo che non poteva venire.
Tra le vincenti del turno odierno c'e' anche il Napoli, con la mano 'galeotta' di Lavezzi e le giocate dell'ottimo Hamsik. A fare le spese del ritrovato estro degli azzurri dopo la batosta di Catania e' stata l'Atalanta dell'appena riconfermato Del Neri, condizionata dall'assenza del suo uomo-faro Cristiano Doni. Nel Genoa che ha travolto il Torino Borriello ha colpito ancora, portandosi a quota 19 nella classifica dei marcatori, ma la partita piu' che le doti dei padroni di casa ha evidenziato le gravi carenze della squadra ospite, quella granata, che non riesce mai ad avere un rendimento costante, effetto dovuto anche ad alcune scelte sbagliate in sede di mercato, vedi quel Recoba oggi fantasma di se stesso. Nelle prossime ore Carlo Mazzone potrebbe ricevere una telefonata dal presidente Cairo, anche se Novellino si dice certo di poter rimediare alla nuova crisi della sua formazione. Scontato il pari fra Empoli e Parma, ovvero due squadre alle quali un punto a testa oggi bastava. Ma e' un peccato vedere sprecato un potenziale offensivo (leggi Lucarelli-Budan-Corradi) come quello degli emiliani.
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Pubblicato il 12/04/2008

TORINO - Due saluti diversi alla Champions League: il Milan le dice arrivederci, la Juve 'a presto'. Dopo la vittoria bianconera di stasera sui campioni del mondo, si aspetta solo la matematica per sancire due verdetti ormai scontati, il ritorno bianconero in Europa e il castigo-Uefa per i rossoneri. Tutto e' maturato in una partita drammatica, a tratti bellissima, costellata di prodezze ed errori da cineteca. Il Milan ha provato subito a vincerla, alzando il baricentro con un centrocampo piu' statico ma molto piu' tecnico di quello bianconero. Ma e' stata subito la Juve a colpire, con il 14/mo centro di un Del Piero formato Europeo: la sua prodezza e' per Gaetano Scirea dalla cui vedova, prima della partita, Alex aveva ricevuto la maglia numero 6 di quella grande Juve, in una cerimonia molto toccante. Nemmeno due minuti ed il Milan replica: Kaka' si beve Chiellini come un bitter e Inzaghi mette dentro indisturbato di fronte alla scombiccherata difesa bianconera. Troppo facile, avranno pensato i rossoneri, che a quel punto ci hanno creduto, cercando l'unico risultato a loro utile, la vittoria. E alla mezz'ora il giochetto si ripete, anche se questa volta cambiano i protagonisti: Ambrosini e Bonera fanno il triangolo in area indisturbati e Inzaghi, ancora lui, si trova tra i piedi un pallone facile facile da mettere dentro. Tutto si complica per la Juve, che perde anche Legrottaglie per una botta al ginocchio. I bianconeri hanno sofferto terribilmente le fasce, dove da una parte Kaka' ha ipnotizzato il compassato Grygera e dall'altra Bonera si e' trasformato in un terzino alla Cafu dei bei tempi. Ma il Milan, in cui Seedorf non gradisce certi ululati indirizzatigli dal pubblico e lo fa notare all'arbitro, non non ha fatto i conti con il carattere bianconero. Chiusura di tempo e altro colpo di scena: centra Camoranesi, Trezeguet si fa prendere la zuccata a colpo sicuro da Kalac, ma dietro di lui spunta Salihamidzic e mette dentro un gol che vale una stagione. Se la Juve infatti fosse andata al riposo in svantaggio, psicologicamente la musica sarebbe cambiata parecchio. I bianconeri hanno potuto affrontare la ripresa tranquilli, forti di due risultati su tre utili. Ma ecco l'ennesima svolta: Bonera si fa prendere dalla foga dopo mezzora e giustamente Rocchi lo caccia per un brutto fallo su Sissoko. Il Milan in dieci vacilla, deve togliere Inzaghi per mettere Cafu e finge di credere ancora nel risultato di parita'. Invece spunta di nuovo la Juve, con carattere, fondo e lucidita'. Tocca a Camoranesi pennellare ancora su punizione e ancora Salihamidzic svetta nel mucchio e mette dentro il gol vittoria. Gia', Salihamidzic, parametro zero arrivato a Torino l'estate scorsa, e senza squilli. Invece la Juventus lo ricordera' a lungo per questa serata e per la stagione. Il Milan crolla sul piano fisico (era anche penalizzato dalle assenze, come quelle di Nesta, Kaladze e soprattutto Pato) e si rende conto di essere troppo dipendente da Kaka'. Nella mezz'ora in cui il brasiliano ha giocato come sa, non ce n'e' stata per nessuno. Purtroppo al calcio si gioca in undici e i compagni non l'hanno supportato.
PALERMO - Palermo-Catania 1-0 nel primo anticipo della 33/a giornata di A. Il derby siciliano viene deciso da una punizione di Miccoli all'85'. Primo tempo senza grandi emozioni. Nella ripresa Palermo piu' incisivo grazie all'ingresso di Miccoli. Lo stesso attaccante rosanero sfiora il palo al 53'. Poi ancora due occasioni per i padroni di casa con Amauri e Migliaccio. Il Catania ribatte colpo su colpo ma capitola a 5' dalla fine:punizione di Miccoli che infila all'incrocio alla sinistra di Polito.
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Pubblicato il 08/04/2008

ROMA - E' di nuovo Chelsea-Liverpool, quella di Champions sara' una semifinale tutta inglese, che avrebbe potuto essere londinese se al posto dei rossi di Rafa Benitez si fosse qualificato l'Arsenal. Invece, al termine di una bellissima partita ricca di gol ed emozioni, hanno vinto i 'Reds' che adesso ritroveranno i 'Blues' per la terza volta in quattro anni, e sempre in semifinale.
Nel 2005 e l'anno scorso in semifinale hanno prevalso Gerrard e compagni, ed ora per la squadra di Londra non piu' guidata da Jose' Mourinho c'e' l'occasione della rivincita. Oggi Liverpool ed Arsenal si sono battute fino all'ultimo secondo dando vita ad una tipica sfida di calcio inglese ricca di spettacolo, e giocata senza troppi tatticismi e sempre a viso aperto, a conferma delle attuali qualita' del football targato Premier. Benitez ha stupito tutti mandando in campo Crouch dal primo minuto, poi ha forse pensato di aver fatto sua la sfida dopo il bellissimo gol di Torres al 69'. Ma all'84' e' arrivata la doccia fredda del 2-2 segnato da Adebayor, che avrebbe qualificato l'Arsenal. Per i tifosi dei 'gunners' non c'e' quasi stato il tempo di esultare perche', in un'incredibile girandola di emozioni, appena un minuto dopo Gerrard ha pareggiato grazie a un rigore concesso alla formazione di casa dopo una caduta in area di Babel. Proprio l'olandese ex Ajax, in contropiede e a tempo scaduto, forte di una maggiore freschezza, e' sfuggito a Fabregas e ha segnato il gol del 4-2, ovvero della definitiva qualificazione di questa squadra che, un po' come il Milan in Italia, si esalta soprattutto quando gioca in Europa.
A Stamford Bridge il Chelsea ha segnato con Ballack dopo soli quattro minuti, poi si e' limitato a controllare la situazione, raddoppiando nel finale con Lampard. Il Fenerbahce, che pure disponeva di una discreta potenza offensiva, non ha mai impensierito prima Cudicini e poi il portoghese Hilario, dopo che l'ex laziale era uscito per infortunio. Detto che dalla squadra di Zico era forse lecito attendersi di piu', rimane il fatto che a Londra ha vinto la squadra piu' forte, che ora pero' dovra' sfatare quella sua maledizione europea che ha il nome e i colori del Liverpool, contro cui s'infrangono sempre, almeno per ora, i sogni di gloria in Europa del patron Abramovich.
MODENA - C'é anche Alessandro Del Piero tra i 'convocati' dalla Panini per gli Europei di calcio. La casa editrice modenese ha presentato la nuova collezione con l'album 'Uefa Euro 2008', da oggi in distribuzione, e tra i 20 azzurri ha inserito anche l'attaccante della Juve. "Abbiamo tempi tecnici di stampa - ha spiegato il direttore commerciale Antonio Allegra - e le nostre scelte si sono basate su elementi oggettivi come il numero di presenze nelle rappresentative nazionali e il rendimento dei singoli nelle rispettive squadre. Poi speriamo che gli elenchi alla fine coincidano".
La rosa dei venti calciatori della Panini comprende i portieri Gianluigi Buffon e Marco Amelia, i difensori Fabio Cannavaro, Christian Panucci, Marco Materazzi, Andrea Barzagli, Fabio Grosso, Massimo Oddo, Gianluca Zambrotta, i centrocampisti Massimo Ambrosini, Gennaro Gattuso, Simone Perrotta, Daniele De Rossi, Andrea Pirlo, Mauro German Camoranesi, gli attaccanti Fabio Quagliarella, Luca Toni, Antonio Di Natale, Alessandro Del Piero, Vincenzo Iaquinta. Con l'inserimento di Del Piero, rispetto alle scelte definitive che attendono il ct Roberto Donadoni, l'album sembra aver risolto gli ultimi interrogativi in attacco, escludendo dal suo novero di figurine Cassano e Borriello. La collezione (prodotta dalla Panini su licenza ufficiale Uefa) è articolata in 535 figurine adesive, da raccogliere in un album di 64 pagine. Ognuna delle 16 squadre partecipanti agli Europei è rappresentata dalle figurine singole di 20 calciatori, oltre a un puzzle di quattro figurine con la squadra schierata, alle figurine doppie con le foto delle città e degli stadi e alle figurine metallizzate con gli scudetti delle stesse città.
Fra le novità, la sezione 'In action' con le figurine dei giocatori più significativi delle varie Nazionali ripresi in azione, e la sezione 'Storia' con le figurine e i dati di tutte le squadre vincitrici del passato. La raccolta verrà distribuita in ben 78 Paesi diversi, non solo in tutta Europa ma anche (per la prima volta) negli altri continenti, dall' Australia agli Usa, da Hong Kong al Messico, dal Brasile al Sudafrica. Con questa raccolta, la Panini rimarca la sua lunga storia legata alla città di Modena, terra delle figurine: il gruppo, che ha filiali in Europa e America Latina, è leader mondiale nel settore delle figurine adesive e delle trading card. Nel 2007, il gruppo Panini ha avuto un fatturato di 542 milioni, con distribuzione in più di 100 paesi e un organico di oltre 700 dipendenti, di cui 400 a Modena.
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Pubblicato il 07/04/2008

ROMA - Una valigia carica di speranza. E' quella con cui la Roma, domani mattina, partirà alla volta di Manchester per provare a ribaltare lo 0-2 inflitto dallo United nella gara d'andata dei quarti di finale di Champions League. Per un paio di giorni la squadra Spalletti dovrà mettere da parte la rincorsa all'Inter capolista per cercare di concentrarsi esclusivamente sulla partita dell'Old Trafford. Nel "teatro dei sogni", che in passato non ha concesso troppi appigli per fantasticare (come dimenticare la serata da incubo del 7-1?), potrebbe consumarsi infatti l'ultima rappresentazione della Roma sul palcoscenico europeo. E, nella mente di Luciano Spalletti e dei suoi calciatori, l'obiettivo sarà quello di non recitare la parte della semplice comparsa ma, anzi, scendere in campo per giocarsi fino all'ultimo le residue chance di qualificazione. Anche nella gara di mercoledì, come già in occasione dello 0-2 dell'Olimpico, non ci sarà sul terreno di gioco l'atteso confronto tra le due "prime donne" dei rispettivi club. Nella Roma, infatti, il capitano Francesco Totti sarà costretto a saltare il match a causa della lesione ai flessori della coscia sinistra rimediata nella trasferta di Cagliari. La tabella di recupero, stilata dallo staff medico per il numero 10 giallorosso, dovrebbe consentire a Totti di tornare a disposizione per la sfida di domenica prossima contro l'Udinese, fondamentale per la lotta scudetto. In casa Manchester, invece, risponderà "presente" l'asso portoghese Cristiano Ronaldo che, assieme al bomber Rooney, rappresenterà ancora una volta il pericolo numero uno per la retroguardia romanista con i suoi 37 centri in stagione. Nonostante l'assenza di Totti, Spalletti potrà sorridere per i rientri di Juan e Perrotta (assenti nella gara d'andata) e di Pizarro (fuori per squalifica nel 3-2 di sabato col Genoa). Buone notizie anche per quanto riguarda Aquilani, regolarmente convocato dopo aver saltato l'impegno con i grifoni a causa di un problema al collo del piede destro, e Vucinic, caricato a dovere dalla splendida rete messa a segno nell'anticipo di campionato. A spingere la Roma verso quella che dovrà essere a tutti gli effetti un'impresa (anche perché solo nella stagione 1988-89, contro il Norimberga in Uefa, i giallorossi furono capaci di passare il turno in campo europeo imponendosi in trasferta dopo aver perso la gara d'andata in casa) saranno circa 3.500 supporter che, dagli spalti dell'Old Trafford, spingeranno i propri beniamini verso un passaggio del turno che, se dovesse arrivare, aprirebbe alla banda Spalletti le porte delle semifinali. Per tornare a pensare al campionato, alla partita con l'Udinese e al duello tricolore con l'Inter, ci sarà tempo da giovedì. Chissà se davvero con una valigia non ancora svuotata di tutte le speranze.
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Pubblicato il 04/04/2008

BARCELLONA - Nuovo colpo di scena nella saga Ronaldinho: il fuoriclasse brasiliano del Barcellona ha riportato nell'allenamento di ieri un infortunio muscolare alla gamba destra che lo terrà fermo per sei settimane, ha annunciato il club catalano. I nuovi problemi fisici del giocatore, da settimane in freddo con il club blaugrana secondo la stampa, intervengono mentre i giornali spagnoli speculano su un suo avvicinamento al Milan.
Il quotidiano Marca pubblica oggi le foto di un incontro mercoledi sera in un ristorante di Milano fra l'amministratore delegato milanista Adriano Galliani e il fratello-procuratore di Ronaldinho Roberto de Assis.
"Il Milan accelera l'operazione Ronaldinho" titola il giornale sportivo di Madrid secondo il quale Silvio Berlusconi non intenderebbe pagare il fuoriclasse brasiliano più di 20 milioni. De Assis, stando a Marca, potrebbe arrivare forse già oggi a Barcellona per dei colloqui con i dirigenti blaugrana. Secondo As però il Barcellona vorrebbe parlare con il fratello di Ronaldinho innanzi tutto per cercare di fare la pace con il fuoriclasse, legato al club da un contratto fino al 2010 con una clausola di rescissione di 125 milioni.
Secondo As però, non è escluso che si possa parlare anche di un 'Piano B', per organizzare una eventuale "uscita degna" di Ronaldinho, cui sarebbe interessato anche il Chelsea.
La sola cosa certa al momento è che per il fuoriclasse brasiliano questa rimarrà probabilmente come la stagione meno fortunata nel club catalano, fra infortuni, cattiva forma e tensioni interne, vere o presunte. L'attaccante aveva già perso per il precedente infortunio le ultime 5 partite di campionato e di Champions. Avrebbe potuto rientrare domenica prossima nel match di Liga contro il Getafe. Ma ora l'infortunio agli adduttori.
Per lui ora la stagione potrebbe essere finita. Al termine del campionato, il 17 maggio, mancano solo sette partite.
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Pubblicato il 01/04/2008

Totti non c'é e Cristiano Ronaldo maramaldeggia su una Roma timida e spaurita. Il Manchester United non ha bisogno di una gara memorabile per sbrigare la pratica quarti di Champions, relegando a semplice allenamento il ritorno all'Old Trafford, dove peraltro i giallorossi subirono l'anno scorso un'epico ko. Il 2-0 dell'Olimpico, in un'atmosfera da semplice partita di calcio senza incidenti, cori e insulti, fotografa impietosamente la differenza che permane tra le due squadre. Il Manchester è forse la n.1 in Europa con una coppia d'attacco giovane e straordinaria: Cristiano Ronaldo e Rooney farebbero ricca qualsiasi squadra, a maggior ragione il complesso quadrato, esperto e avveduto magistralmente costruito in decenni da sir Alex Ferguson. A centrocampo Carrick e Scholes sono due carriarmati, in difesa Ferdinand e O'Shea (subentrato a Vidic) fanno buona guardia. La Roma all'esame europeo merita un'altra solenne bocciatura, meno severa nella forma ma egualmente limpida: Aquilani e Mancini non riescono a incidere come spesso fanno in Italia, Taddei, Tonetto e Cassetti lottano, sgomitano ma ad un tasso tecnico inferiore, De Rossi e Pizarro cercano di mettere ordine e rilanciare ma sono soggiogati, anche se in misura minore rispetto agli altri, dalla personalità degli avversari. Vucinic da solo ha pochi spunti e soprattutto in area c'é poco peso. E stavolta Spalletti non può contare sul solito Doni, che regala il 2-0 anche se poi ci mette una pezza deviando sul palo una bomba di Ronaldo. Ma più che le carenze singole è un difetto corale di squadra che si appalesa: un primo tempo timido fino al gol subito su una straordinaria conclusione di Ronaldo. Poi un quarto d'ora da Roma con azioni ficcanti, gol sfiorato e possibilità di riequilibrare la gara.
Fino al 2-0 di Rooney che è il colpo del ko con una sconfitta che si potrebbe trasformare in rotta con il palo di Ronaldo e altre conclusioni. Ma sarebbe una punizione eccessiva. Senza Totti, e in difesa senza Juan, la Roma non può eccellere a questi livelli. E forse anche la rincorsa scudetto sta fiaccando un organico più ricco del passato ma non eccezionale. Ma comunque non è un disonore perdere con un simile avversario Roma regala una delle sue splendide giornate primaverile e il clima mite consiglia ai tifosi di godersi in santa pace l'avvicinamento alla sfida. Ferguson lascia in panchina l'esperto Giggs e preferisce il piccolo Park. L'inizio è tattico, le due squadra si studiano, si annusano: il Manchester pensa con l'acquolina in bocca alla gara di ritorno ricordando l'anno scorso, la Roma vuole evitare assolutamente di prendere un gol. E le azioni sono frammentarie, è una gigantesca partita a scacchi con molti rilanci inglesi che finiscono fuori. Ma La Roma non dà mai l'impressione di poter accelerare in maniera insidiosa: Vucinic cerca varchi, Mancini cerca il numero, le sovrapposizioni sono bene contrate, mentre De Rossi e PIzarro hanno il loro daffare a contrastare due mastini come Scholes e Carrick. Ma bisogna arrivare al 15' per trovare la prima conclusione, un tiro di Mancini rimpallato. Sull'angolo Panucci di testa manda alto. Cristiano Ronaldo si muove da star: si irrita con i compagni quando viene servito poco e male, irride gli avversari con giochetti anche lontano dall'area, protesta molto con l'arbitro quando riceve falli, spesso l'unica possibilità di frenare le sue incursioni agili e veloci. Ma la prima occasione è della Roma al 29': Vucinic si destreggia e tira di poco alto mentre s'infortuna Vidic cadendo e viene sostituito da O'Shea. Ma la Roma non sfonda e al 39' subisce il gol tagliagambe: se ne va in contropiede Rooney, passaggio per Scholes che dal settore destro crossa centrale molto alto: Cassetti salta, ma dalle retrovie arriva come una furia Cristiano Ronaldo che schiaccia di testa il pallone trovando l'angolo dove Doni non può arrivare. Un gesto atletico possente ed elegante, da grande campione, anche se la Roma gli dà una mano con una fase difensiva comunque approssimativa.
Nella ripresa è un'altra Roma, che attacca testa bassa e dal 5' al 7' ha tre occasioni. Prima Tonetto imbeccato da Vucinic manda fuori da buona posizione, poi sempre Tonetto costringe Van der Sar in angolo, in finire Mancini di testa all'indietro libera Panucci che spara alto da posizione propizia. Entra Giuly e al 14' si procura un'occasione ma sbroglia Van der Sar, poi al 18' un colpo di testa di Vucinic impegna il portiere che respinge e Ferdinand salva su Mexes. Ma proprio quando la Roma sta profondendo il massimo sforzo c'é il gol del ko al 21': lungo cross dalla destra, Park di testa ci arriva ed è un cross al centro su cui Doni arriva male perdendo il pallone. Rooney ha il riflesso felino e anticipa Panucci e Mexes. La Roma rimane di sasso anche perché al 22' Ronaldo fa un numero dei suoi con un tiro potente che Doni devia sul palo. Poi al 26' sempre Rooney libera Carrick il cui gran tiro si perde di poco fuori. La Roma è groggy, il Manchester sta su un altro pianeta e l'Olimpico lo capisce tant'é vero che applaude per consolazione i suoi beniamini. Spalletti ci prova con Cicinho ed Esposito ma non è cosa. Il Manchester controlla sornione e ipoteca il passaggio alle semifinali. La Roma medita sulle sue carenze, ma anche con Totti sarebbe stata dura.
SCHALKE O4-BARCELLONA 0-1ROMA - Il Barcellona si e' imposto questa sera fuori casa sullo Schalke 04 per 1-0 nell'andata dei quarti di finale di Champions League. Dopo un inizio lento, il gol arriva al 12': Bojan, solo davanti alla porta, deve solo insaccare. Lo Schalke, privo di Ze Roberto, reagisce e guadagna un paio di punizioni ma al 29' rischia l'autogol. Nel secondo tempo il Barca cala e lo Schalke si fa ancora piu'aggressivo sfiorando il gol in piu' occasioni. Ma non riescono a pareggiare. Ritorno il 9 aprile.
DUE GIORNATE DI SQUALIFICA A NESTA Il giudice sportivo ha squalificato per due giornate Alessandro Nesta (Milan), espulso nel secondo tempo della partita contro l'Atalanta "per aver rivolto all' arbitro un'espressione ingiuriosa". Per un turno sono stati squalificati Blasi (Napoli), Codrea e Frick (Siena), Dabo (Lazio), Grella (Torino), Mascara (Catania) e Pizarro (Roma). Squalifica per un turno anche per l'allenatore del Cagliari Ballardini. I giocatori diffidati sono Baiocco (Catania, con ammenda di 1.000 euro), Ambrosini e Gattuso (Milan), Langella, Guarente e Rivalta (Atalanta), Milanetto (Genoa), Aronica (Reggina), Gastaldeello (Sampdoria), Lanna e Di Michele (Torino), Marchisio (Empoli) e Jimenez (Inter). Amemnda di 1.000 euro ad Amoruso (Reggina). Queste le ammende per le società: 25.000 euro al Napoli, 7.000 euro al Cagliari, 6.000 euro al Genoa, 5.000 euro al Catania e 4.000 euro al Palermo.
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Pubblicato il 26/03/2008

ELCHE (SPAGNA) - La Spagna batte 1-0 l'Italia in un'amichevole giocata ad Elche, vicino Valencia. Gol di Villa nella ripresa. Nel primo tempo l'Italia sa essere pericolosa ma e' la Spagna a dettare il ritmo. Al 13' annullato un gol di testa di Toni per un presunto fallo in attacco di Cannavaro. Nella ripresa Camoranesi spreca una buona occasione e subito dopo la Spagna passa in vantaggio al 78' con Villa, che su respinta di testa di Cannavaro la mette dentro al volo di sinistro.
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Pubblicato il 24/03/2008

ROMA - Federica Pellegrini ha conquistato la medaglia d'oro dei 400 sl degli europei di Eindhoven vincendo la finale e battendo in 4'01"53 il primato del mondo. Il precedente record del mondo, 4'02"13, era stato stabilito a Budapest dalla francese Laure Manaoudou. Quarto posto per l'altra azzurra Alessia Filippi.
400 MISTI, BRONZO PER LUCA MARIN - Luca Marin ha vinto la medaglia di bronzo nei 400 misti agli Europei di Eindhoven. La medaglia d'oro è andata all'Ungherese Lazslo Cseh. MArin ha fatto segnare il tempo di 4'16"69. Medaglia d'oro e nuovo record continentale (4' 09"59) per l'ungherese Lazlo Cseh nei 400 misti agli Europei di Eindhoven. Il precedente primato europeo, 4'09"63, apparteneva allo stesso Cseh.
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Pubblicato il 24/03/2008
Presidente Palermo spiega esonero di Guidolin

(ANSA) - PALERMO, 24 MAR -'Abbiamo fatto due punti in cinque
partite incontrando avversari alla nostra portata'.
Zamparini spiega cosi' l'esonero di Guidolin.Il presidente
rosanero domani sara' a Palermo per caricare i giocatori.
'Chiedero' di andare in campo con cuore, con maggiore
aggressivita'. Qualcosa non quadra e non riesco a capire
perche''. Amauri? 'Se il suo rendimento continuera' ad essere
questo, puo'restare a Palermo'.Il Palermo ha la difesa
peggiore, ma Zamparini non pensa sia colpa della societa'.
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Pubblicato il 24/03/2008
Al suo posto tornera' Stefano Colantuono

(ANSA) - PALERMO, 24 MAR - Il Palermo Calcio ha esonerato
l'allenatore Francesco Guidolin. Al suo posto arrivera'
Stefano Colantuono. Il tecnico romano torna sulla panchina
dei rosanero dopo essere stato anche lui esonerato lo scorso
novembre da Maurizio Zamparini. Lo conferma lo stesso
presidente.
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Pubblicato il 23/03/2008
Emiliano Brembilla, Massimiliano Rosolino, Nicola Cassio e Filippo Magnini si sono piazzati primi davanti a Russia e Austria. Si ferma ai piedi del podio Tania Cagnotto nel trampolino 3 metri. Nuovo record per il francese Alain Bernard nei 50 metri

Eindhoven (Olanda), 23 marzo 2008 -
Emiliano Brembilla, Massimiliano Rosolino, Nicola Cassio e Filippo Magnini hanno conquistato per l'Italia la medaglia d'oro nella finale della staffetta maschile 4x200 stile libero ai campionati Europei di nuoto di Eindhoven.
Gli azzurri, andati al comando grazie alla frazione di Cassio, hanno vinto nettamente la finale con il tempo di 7'09"94 precedendo la staffetta russa, seconda ed argento in 7'11"70. Bronzo al quartetto austriaco, terzo in 7'13"99. Per l'Italia si tratta del quinto titolo europeo consecutivo nella staffetta maschile 4x200 stile libero.
E un'altra medaglia, questa volta di bronzo, arriva da Alessandro Terrin, che è giunto terzo nei 50 metri rana con il tempo di 27,64 secondo, dietro all'ucraino Oleg Lisogor, primo con 27,43, e il norvegese Alexander Oen, secondo con il tempo di 27,53.
Si ferma ai piedi del podio, invece, Tania Cagnotto nel trampolino 3 metri. La ventitreenne bolzanina ha chiuso solo al quarto posto con 318,60, ad appena 1,1 punto dal bronzo. Ad aggiudicarsi la gara è stata la russa Julia Pakhalina, che ha chiuso la serie dei cinque tuffi di finale con un totale di 347,40 punti precedendo la tedesca Katja Dieckow (330,80 e medaglia d'argento) e l'ucraina Olena Fedorova (319,70 e medaglia di bronzo).
Una mensione merita anche il francese Alain Bernard, che continua a macinare record. Dopo i 100 metri stile liberi, infatti, ha fatto registrare anche il premiato sui 50 metri. Bernard ha fermato il cronometro sui 21,50 secondi contro il precedente di 21,56 che apparteneva all'australiano Eamon Sullivan.
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Pubblicato il 23/03/2008

SEPANG (MALAYSIA) - La Ferrari di Kimi Raikkonen ha vinto il Gp della Malaysia davanti alla Bmw di Robert Kubica e alla McLaren di Heikki Kovalainen. Quinto Lewis Hamilton.
La Ferrari del brasiliano Felipe Massa a 26 giri dal termine è andata in testa coda finendo sulla ghiaia senza riuscire a ripartire.
Al quarto posto del Gp della Malaysia si è piazzata la Toyota del pilota italiano Jarno Trulli davanti alla Mclaren di Lewis Hamilton e alla Bmw di Nick Heidfeld. Settima la Red Bull di Mark Webber, mentre è giunto ottavo Fernando Alonso su Renault. L'altro italiano in gara Giancarlo Fisichella con la Force India ha ottenuto la 12/a posizione.
RAIKKONEN, E' STATO FACILE, PECCATO PER MASSA "Siamo partiti bene e sono andato sempre meglio. Ho guidato con una autostrada libera davanti a me. E' stato facile e l'auto, molto veloce, si è dimostrata perfetta". E' felice il campione del mondo della Ferrari Kimi Raikkonen per il ritorno alla vittoria nel Gp della Malaysia anche se è un po' dispiaciuto per il ritiro del compagno di squadra Felipe Massa. "Peccato per Massa. Sarei stato più felice di vederlo qui accanto a me. Non so cosa gli sia successo". "Le difficoltà avute a Melbourne - aggiunge Raikkonen nel corso della consueta conferenza stampa Fia dopo il Gp - sono state analizzate e i problemi superati. Tutto è andato bene. Ho avuto solo qualche difficoltà nell'ottenere il massimo dalle gomme".
ORDINE D'ARRIVO E CLASSIFICHE
Classifica del Gran Premio della Malaysia, 2/a delle 18 prove del Mondiale di Formula 1, vinto dal finlandese Kimi Raeikkoenen (Ferrari), sul
circuito di Sepang, vicino a Kuala Lumpur:
1. Kimi Raeikkoenen (Fin/Ferrari) 310,408 km percorsi in
1h31'18"555 alle media di 203,971 km/h;
2. Robert Kubica (Pol/Bmw-Sauber) a 19"570
3. Heikki Kovalainen (Fin/McLaren-Mercedes) 38"450
4. Jarno Trulli (Ita/Toyota) 45"832
5. Lewis Hamilton (Ing/McLaren-Mercedes) 46"548
6. Nick Heidfeld (Ger/Bmw-Sauber) 49"833
7. Mark Webber (Aus/Red Bull-Renault) 1'08"130
8. Fernando Alonso (Spa/Renault) 1'10"041
9. David Coulthard (Ing/Red Bull-Renault) 1'16"220
10. Jenson Button (Ing/Honda) 1'26"214
11. Nelson Piquet Jr (Bra/Renault) 1'32"202
12. Giancarlo Fisichella (Ita/Force India) 1 giro
13. Rubens Barrichello (Bra/Honda) 1 giro
14. Nico Rosberg (Ger/Williams-Toyota) 1 giro
15. Anthony Davidson (Ing/Super Aguri-Honda) 1 giro
16. Takuma Sato (Gia/Super Aguri-Honda) 2 giri
17. Kazuki Nakajima (Gia/Williams-Toyota) 2 giri
Classifica del Mondiale piloti:
1. Lewis Hamilton (Ing) 14 punti
2. Kimi Raeikkoenen (Fin) 11
3. Nick Heidfeld (Ger) 11
4. Heikki Kovalainen (Fin) 10
5. Robert Kubica (Pol) 8
6. Nico Rosberg (Ger) 6
7. Fernando Alonso (Spa) 6
8. Jarno Trulli (Ita) 5
9. Kazuki Nakajima (Gia) 3
10. Mark Webber (Aus) 2
11. Sebastien Bourdais (Fra) 2
Classifica del Mondiale costruttori:
1. McLaren 24 punti
2. Bmw 19
3. Ferrari 11
4. Williams 9
5. Renault 6
6. Toyota 5
7. Red Bull 2
8. Toro Rosso 2
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Pubblicato il 22/03/2008

MILANO- Tutto riaperto e adesso la Roma puo' davvero sperare. Perche' la sconfitta dell'Inter contro la Juventus (1-2) dice che gli uomini di Mancini sono molto vicini all'esaurimento delle energie e la rimonta e' ora ipotesi tutt'altro che impossibile visto che i punti di distacco sono solo quattro. La squadra di Ranieri vince anche grazie a un clamoroso errore dell'assistente Nicolini che non vede un fuorigioco di un metro in occasione del gol di Camoranesi ma, a conti fatti, non ruba nulla. Perche' gioca con piu' ordine, si difende meglio e poi puo' contare su un giocatore come Trezeguet che le partite che contano non le sbaglia mai. Lo stesso non si puo' dire di Ibrahimovic, come al solito anonimo quando invece serve davvero il suo talento, ma sono troppi i giocatori fuori forma tra i nerazzurri. E poi e' il dottor Combi a fare il centrocampo dell'Inter, visto che Vieira e Cambiasso vanno in tribuna e cosi' Mancini deve schierare Chivu e Zanetti assieme a uno Stankovic ancora impresentabile. Alla fine, il migliore dei nerazzurri e' Maniche, autore del gol della speranza e quasi salvatore della patria con l'ultimo suo tiro che finisce sul palo nel recupero. Ma, dopo aver rischiato contro la Roma, questa volta finisce davvero la striscia di partite casalinghe senza sconfitte dei nerazzurri iniziata lo scorso 18 aprile. E Mancini dovra' ricaricare in fretta i suoi perche' la prossima partita all'Olimpico contro la Lazio potrebbe davvero dare una svolta al campionato e completare il lavoro iniziato stasera dalla Juventus.
Ranieri ha il vantaggio di avere molta piu' scelta rispetto a Mancini e cosi' puo' mettere in campo una formazione piu' logica con Camoranesi centrale e Del Piero che si consola per la mancata convocazione in nazionale con il record di presenze in bianconero, eguagliando a quota 552 Gaetano Scirea. Dopo un primo tempo di brutto calcio, iniziato proprio con un'occasione per il capitano bianconero e proseguito con l'Inter pericolosa solo sui calci piazzati, la partita cambia nella ripresa quando Molinaro lancia Camoranesi al 3' e il primo assistente di Farina non sbandiera un fuorigioco evidente. Facile per l'italo-argentino battere Julio Cesar al termine pero' di un'azione palesemente irregolare. Il merito della Juventus sta nel non ripetere l'errore fatto al Meazza dalla Roma e non spreca l'occasione del raddoppio che arriva grazie a un errore di Burdisso che serve Trezeguet al 18'. Il francese torna in testa alla classifica marcatori con uno splendido sinistro al volo che sembra chiudere la gara. Sembra, perche' nel giro di cambi piuttosto inutili iniziato da Mancini, spunta Maniche che chiude in rete una bella discesa di Maicon sulla destra, dopo che Del Piero aveva sparato su Julio Cesar la piu' comoda delle palle per il 3-0. Mancano una decina di minuti alla fine, ma i nerazzurri sono troppo stanchi per trovare quel pareggio in extremis che invece aveva raddrizzato la partita contro la Roma. Balotelli, Suazo e Ibrahimovic non servono a nulla, e ancora Maniche ci prova al 47' ma il suo tiro prende il palo esterno ed esce. E cosi' la Juventus esulta e la Roma anche, perche' adesso crederci non e' affatto inutile, soprattutto vista l'Inter di questa sera.
La
Roma, in dieci per oltre mezz'ora per un'espulsione di Perrotta, batte 2-1 un Empoli in cui brilla il talento di Giovinco, bravo quanto sfortunato. A deliziare la platea dell'Olimpico è soprattutto l'assist di tacco con cui Totti mette Tonetto in condizione di segnare.
In zona Champions successi per 1-0 per Fiorentina (in casa con la Lazio) e Milan (fuori con il Torino).
I viola battono la squadra fresca reduce dal successo nel derby della capitale, piegata da un gol di un Pazzini che quando si trova di fronte Ballotta riesce sempre a batterlo. Il Milan, con gol di Pato inventato però da Gilardino, mette in crisi un Toro che rischia di pagare una campagna acquisti discutibile. Dopo tre vittorie consecutive, la Samp pareggia a Marassi con il Cagliari, che continua comunque a far punti in attesa che la Federcalcio gli restituisca i tre persi per la vicenda che vede opposti il presidente Cellino e Grassadonia. Fra i sardi torna al gol Foggia dopo un lungo digiuno, ma la squadra di Ballardini avrebbe meritato di più, e paga le occasioni fallite d'un soffio da Conti ed Acquafresca. La Samp ovviamente ringrazia.
Lo stesso risultato di 1-1 esce in Reggina-Napoli, mentre il Genoa fa il colpo grosso a Palermo (3-2) dove ora rischia Guidolin: Colantuono è pronto a tornare, anche se nel dopo-partita il presidente Zamparini ha fatto sapere che per ora Guidolin può rimanere. Vincono 2-0 l'Udinese (sul Livorno), con gol dei soliti Di Natale e Quagliarella, mentre una doppietta di Maccarone permette al Siena di battere il Parma: ora gli emiliani, nonostante l'arrivo di Cuper, sono nuovamente in zona davvero a rischio.
Pareggio senza reti in Atalanta-Catania, perché le due squadre hanno badato soprattutto a non farsi male.
Risultati della 30/a giornata del campionato italiano di serie A:
A Bergamo: Atalanta-Catania 0-0
A Firenze: Fiorentina-Lazio 1-0
A Palermo: Palermo-Genoa 2-3
A Reggio Calabria: Reggina-Napoli 1-1
A Roma: Roma-Empoli 2-1
A Genova: Sampdoria-Cagliari 1-1
A Siena: Siena-Parma 2-0
A Torino: Torino-Milan 0-1
A Udine: Udinese-Livorno 2-0
A Milano: Inter-Juventus 1-2
Classifica:
Inter 68 30 20 8 2 56 20
Roma 64 30 19 7 4 54 29
Juventus 58 30 16 10 4 51 25
Fiorentina 53 30 15 8 7 44 29
Milan 49 30 13 10 7 44 25
Udinese 47 30 13 8 9 39 38
Sampdoria 46 30 13 7 10 42 37
Genoa 39 30 10 9 11 36 43
Atalanta 38 30 9 11 10 44 43
Lazio 37 30 9 10 11 36 38
Napoli 37 30 10 7 13 40 44
Palermo 36 30 9 9 12 39 48
Siena 35 30 8 11 11 33 38
Torino 31 30 5 16 9 30 37
Parma 29 30 6 11 13 35 47
Catania 29 30 6 11 13 24 36
Livorno 28 30 6 10 14 29 45
Reggina 27 30 5 12 13 27 43
Empoli 26 30 6 8 16 24 43
Cagliari 25 30 7 7 16 27 46
Cagliari penalizzato di 3 punti
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Pubblicato il 21/03/2008

EINDHOVEN (OLANDA) - L'azzurra Alessia Filippi ha vinto la medaglia d'oro nella gara degli 800 stile libero degli Europei, in 8'23"50, nuovo primato italiano e tempo che la qualifica per le Olimpiadi di Pechino. Per Alessia Filippi è il secondo oro dopo quello dei 400 misti nella prima giornata dei campionati europei di nuoto. L'azzurra ha stracciato il precedente primato italiano, di 8'28"73, che era stato stabilito a Pesaro l'estate scorsa. Il limite olimpico era di 8'31"21. Alle spalle di Alessia Filippi si sono piazzate la spagnola Erika Villaecija Garcia in 8'24"08 e la romena Cornelia Potec in 8'25"25.
"Sono contentissima, abbiamo deciso la gara per le Olimpiadi, visto questo tempo credo che la decisione sia ovvia". E' questo il commento 'a caldo' di Alessia Filippi. "Non sono anni che faccio gli 800, diciamo che è il secondo fatto veramente bene - continua la nuotatrice romana grande ammiratrice di Totti -: questa per me è una grandissima vittoria, e sono più emozionata che per la vittoria nei 400 misti. Ora spero di bissare nella staffetta 4X200 stile libero".
PRIMATO MONDIALE 100 STILE LIBERO Il francese Alain Bernard ha stabilito il nuovo primato mondiale dei 100 stile libero vincendo in 47"60 la prima semifinale degli Europei a Eindhoven. Il precedente record di 47"84 apparteneva all'olandese Pieter Van den Hoogenband, che lo aveva stabilito alle Olimpiadi di Sydney 2000.
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Pubblicato il 20/03/2008
A causa di pesanti interferenze politiche, la Federazione calcistica albanese è stata sospesa, oltre che dalla Fifa, anche dalla Uefa. La Nazionale balcanica, quindi, non potrà disputare per il momento alcuna gara internazione, nè amichevole nè ufficiale. Fino a quando la situazione non si sblocca, la situazione della selezione è sospesa in tutte le manifestazioni che la riguardano.
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Pubblicato il 18/03/2008

EINDHOVEN - L'azzurro Samuel Pizzetti ha vinto la medaglia d'argento nella gara degli 800 stile libero degli Europei di nuoto a Eindhoven. L'oro è andato all'ungherese Gergo Kis.
TUFFI: FRATTURA DEL PIEDE, STOP PER MARIA MARCONI Europei finiti per Maria Marconi. La tuffatrice azzurra che si è infatti infortunata nel corso dei preliminari dal trampolino da un metro scivolando nel prendere lo slancio per il salto, dovrà stare ferma almeno un mese. All'atleta romana, che era stata portata per accertamenti in ospedale, è stata riscontrata la frattura composta della testa del quinto metatarso del piede destro. In ospedale le è stata applicata una doccia gessata che dovrà portare per 25/30 giorni. Nella semifinale in programma alle 12 ci sarà solo Francesca Dallapé, passata con l'undicesimo punteggio.
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Pubblicato il 18/03/2008

MARANELLO (MODENA) - La Ferrari ha avuto nel 2007 un bilancio da record (266 milioni il risultato della gestione ordinaria), ha rinnovato il mandato a tutti i consiglieri per i prossimi tre anni e il cda, confermando Luca di Montezemolo alla presidenza, ha nominato come nuovo ad Amedeo Felisa che prende il posto di Jean Todt. Quest'ultimo ha lasciato la carica su sua richiesta. Sono queste le informazioni più importanti comunicate con una nota dalla casa di Maranello dopo l'assemblea e la riunione del cda.
L'assemblea ha approvato il bilancio e la relazione di gestione che ha sottolineato gli ottimi risultati raggiunti dalla Casa del Cavallino Rampante nel 2007, anno di grandi successi economici e sportivi che, come anticipato nelle scorse settimane, ha avuto risultati eccellenti: 1.668 milioni di fatturato e 6.465 auto consegnate al cliente finale. Trecento milioni sono stati investiti in ricerca e sviluppo per le vetture Gran Turismo. Il consiglio confermato e composto da Montezemolo, Piero Ferrari, Todt, Felisa, Alfredo Altavilla, Diego Della Valle, Christopher Gent, Ferruccio Luppi, Sergio Marchionne, Paolo Monferino, Lindsay Owen-Jones, Marco Piccinini, Sergio Pininfarina ha "preso atto della volontà di Todt di non ricoprire più il suo attuale incarico e ha quindi nominato quale amministratore delegato Felisa, fino ad oggi direttore generale", ha spiegato la casa di Maranello nella nota. Todt, oltre a rimanere nel cda di Ferrari Spa, mantiene le cariche di Presidente del cda di Ferrari Asia Pacific e di quello di Ferrari West Europe, e continuerà a rappresentare la Scuderia al Consiglio Mondiale della Fia. Riceverà inoltre incarichi speciali direttamente dal Presidente nell'ambito delle attività Gran Turismo e Gestione Sportiva. "La Ferrari ringrazia Jean Todt per lo straordinario contributo umano e professionale assicurato negli ultimi quindici anni ricchi di successi sportivi e di grande crescita per la Casa del Cavallino Rampante", ha scritto l'azienda. "L'impegno che avevo condiviso con il presidente era di gestire l'azienda fino alla scadenza del suo mandato come presidente di Confindustria e di identificare il nuovo direttore della Gestione Sportiva - ha spiegato Todt -. Compiuti questi passi si apre adesso una nuova fase della mia vita in cui avrò più tempo da dedicare a me stesso e alle cose che mi interessano. Naturalmente continuerò a dare il mio contributo alla Ferrari nei miei incarichi istituzionali e in quelli speciali che il Presidente ha voluto affidarmi". Todt è entrato in Ferrari nel 1993 come direttore della Gestione Sportiva per poi assumere, nel 2004, la carica di Direttore Generale di Ferrari. Nel 2006 diventa amministratore delegato. Dall'1 gennaio di quest'anno ha lasciato la carica di direttore della Gestione Sportiva, che deteneva ad interim, a Stefano Domenicali. Da quando Todt è arrivato a Maranello la Scuderia Ferrari ha vinto sei titoli mondiali piloti, sette titoli mondiali costruttori e 98 Gran Premi in Formula 1. Felisa, milanese, 62 anni, è entrato in Ferrari nel 1990 come direttore tecnico. La sua crescita professionale lo ha portato a ricoprire ruoli di sempre maggiore responsabilità fino alla nomina, nel 2006, di direttore generale e oggi quella di amministratore delegato.
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Pubblicato il 18/03/2008

Alessia Filippi ha vinto la medaglia d'oro nei 400 misti ai campionati europei di nuoto di Eindhoven.
Alessia Filippi ha chiuso la finale dei 400 misti agli Europei in 4'36"68, davanti all'ungherese Katinka Hosszu, argento con il tempo di 4'37"43. Medaglia di bronzo la russa Yana Martynova in 4'37"86. L'azzurra, che ha confermato il titolo conquistato a Budapest 2006, aveva già ottenuto il pass olimpico nelle batterie della mattina con 4'42"80 (il limite era 4'42"92).
ARGENTO STAFFETTA 4X100 SL DONNE La staffetta azzurra della 4x100 stile libero femminile ha conquistato la medaglia d'argento agli Europei in corso ad Eindhoven stabilendo anche il nuovo record italiano con il tempo 3'41"06. Il precedente primato, 3'42"59, era stato stabilito il 31 luglio del 2006 a Budapest. La staffetta azzurra, formata da Erica Ferraioli (56"14), Federica Pellegrini (53"68), Maria Laura Simonetto (55"54) e Cristina Chiuso (55"70) si è piazzata seconda, dietro all'Olanda che ha stabilito il record del mondo in 3'33"62.
OLANDA FA NUOVO RECORD MONDIALE 4X100 SL DONNE L'Olanda ha stabilito il nuovo primato del mondo della 4x100 stile libero donne, con il 3'33"62 col quale si è aggiudicato l'oro ai campionati Europei di nuoto. Il precedente primato di 3'35"22 era stato stabilito dalla Germania il 31 luglio 2006, a Budapest.
4X100 SL UOMINI, ARGENTO PER ITALIA L'Italia ha vinto la medaglia d'argento con la staffetta 4x100 sl uomini ai campionati europei di Eindhoven. Gli azzurri, giunti terzi, hanno poi ottenuto l'argento per la squalifica della staffetta russa.
400 SL, ARGENTO ROSOLINO Massimiliano Rosolino ha vinto la medaglia d'argento nei 400 sl ai campionati europei di Eindhoven con il tempo di 3'45"19. L'oro è andato al russo Yuri Prilukov.
Con la medaglia d'argento nei 400 stile libero agli Europei, l'azzurro centra anche la qualificazione olimpica. Con il 3'45"19 odierno, il secondo tempo più veloce della carriera di Rosolino dietro al record italiano ed europeo di 3'43"40 stabilito alle Olimpiadi di Sydney 2000, il campione azzurro si assicura la partecipazione a Pechino 2008.
ROSOLINO FELICE,AGGIORNO SITO A 52 MEDAGLIE "Le lacrime? Ben vengano se sono di felicità. E ora devo aggiornare il mio sito, perché le medaglie vinte sono 52". Per Massimiliano Rosolino stavolta sono emozioni di gioia: il campione olimpico di Sydney si è confermato d'argento nei 400 sl agli europei di Eindhoven, alle spalle del russo Prilukov. Primo dai 100 e fino alla virata dei 350 metri, l'azzurro, veterano dell'Italnuoto, ha condotto una gara con una progressione eccezionale. "Mi sentivo bene, ma non credevo così - ha detto Rosolino - ho tirato fuori tutto quello che so fare". Tanti ringraziamenti e un saluto speciale a mamma Caroline, che non è qui in Olanda: "Mamy, I'm very happy", il messaggio lanciato con un sorriso.
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Pubblicato il 17/03/2008

TORINO - La reazione irata di Ibrahimovic alla sostituzione? "Capita a tutti di provare dispiacere", afferma Alessandro Del Piero, che in fondo dimostra comprensione per l' attaccante interista che è stato anche suo compagno di squadra. E pensando alle tante volte in cui a dover 'accettare' un cambio è stato lui, Del Piero spiega che ci sono volte in cui "la sostituzione la vivi come un demerito". Lo dice ai 250 studenti del Liceo classico torinese D' Azeglio, che oggi l' hanno incontrato nell'ambito di un' iniziativa dell' Osservatorio permanente giovani-editori. Con lui erano presenti Alessandro Troncon, rugbista e ora assistente dell' allenatore della nazionale azzurra, Andrea Ceccherini, presidente dell' Osservatorio, e il moderatore Carlo Verdelli, direttore della Gazzetta dello sport. Il caso Ibrahimovic viene evocato da un ragazzo: "Si parla tanto di fair play, però bisognerebbe avere fair play anche fra allenatore e giocatore", dice il ragazzo a Del Piero, citando quanto accaduto ieri a San Siro. "La risposta ufficiale - ribatte con ironia il giocatore, sollevando una risata fra i ragazzi - è che bisogna rispettare le scelte dell' allenatore". Poi però si fa serio e aggiunge: "Capita a tutti di provare dispiacere quando si viene sostituiti: magari hai lottato, volevi segnare non ci sei riuscito, sei stato colpito duro da un avversario, e allora la sostituzione la vivi come un demerito". "E allora - prosegue del Piero - ci si sfoga con la persona da cui ti attendevi fiducia e comprensione. Però - aggiunge subito - devi pensare che hai avuto la tua occasione, che hai avuto i tuoi minuti a disposizione e che l' allenatore ha giustamente la sua autonomia".
MERCOLEDI' L'INFRASETTIMANALE, DERBY A MORGANTIPrimo derby romano per l'arbitro Moraganti, mentre Inter e Juve - numeri alla mano - sono confortate dalle designazioni per le loro partite rispettivamente di Rocchi e Rizzoli, con i quali i precedenti dicono che non anno mai perso. Ecco alcune delle curiosità statistiche sulle designazioni arbitrali. Cagliari-Atalanta, arbitro Giannoccaro di Lecce: il Cagliari conta 6 precedenti con perfetto equilibrio in bilancio: 1 successo, 4 pareggi ed 1 sconfitta ed un incrocio stagionale, 1-1 a Torino contro la Juventus. L'Atalanta vanta 3 precedenti e mai ha vinto: 2 pareggi ed 1 sconfitta lo score nerazzurro, con ultimo incrocio datato 11 marzo 2007, 1-1 casalingo contro il Parma. Catania-Siena, arbitro Tagliavento di Terni: il Catania vanta 6 precedenti ed è imbattuto: 4 vittorie e 2 pareggi lo score siciliano, con un incrocio in stagione, la vittoria interna per 2-1 sull'Udinese, in coppa Italia. Il Siena ha sempre perso su 2 incroci, l'ultima il 18 marzo 2007, 0-1 a Parma. Empoli-Juventus, arbitro Rizzoli di Bologna: l'Empoli vanta 5 precedenti nei quali 2 volte ha vinto, 2 pareggiato ed 1 perso, con un incrocio stagionale, Empoli-Napoli 0-0. La Juventus conta anche 5 precedenti ed è imbattuta: 2 successi e 3 pareggi lo score bianconero, con due incroci stagionali, 1-1 a Firenze e 0-0 in casa nel derby contro il Torino. Genoa-Inter, arbitro Rocchi di Firenze: il Genoa conta 6 precedenti nei quali 1 volta ha vinto (25 settembre 2004, Genoa-Salernitana 5-0 in serie B), 2 pareggiato e 3 perso, con un incrocio stagionale, Milan-Genoa 2-0. L'Inter vanta 5 incroci nei quali mai ha perduto: 3 vittorie e 2 pareggi lo score nerazzurro e due precedenti in stagione, 1-1 a Torino contro la Juventus e 1-1 a Marassi, ma contro la Sampdoria. Lazio-Roma, arbitro Morganti di Ascoli Piceno: la Lazio vanta 7 precedenti nei quali 2 volte ha vinto, 2 pareggiato e 3 sconfitte e già un incrocio stagionale: Lazio-Milan 1-5 del 7 ottobre scorso. I biancocelesti non vincono con l'arbitro marchigiano dal 15 gennaio 2003, 2-1 in casa sul Bari in coppa Italia, poi 5 direzioni con 2 pareggi e 3 sconfitte. La Roma conta 16 direzioni con bilancio di 7 vittorie, 5 pareggi e 4 sconfitte e già 4 incroci stagionali: vittorie per 2-0 a Palermo e 1-0 in casa sulla Fiorentina, pareggi per 2-2 in casa contro la Juventus e 1-1 a Genova contro la Sampdoria, quest'ultimo in coppa Italia. Morganti è al primo derby della Capitale. Livorno-Reggina, arbitro Farina di Novi Ligure: il Livorno vanta 4 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte negli 8 precedenti, con un incrocio stagionale, la gara di andata, vinta 3-1 dai toscani al "Granillo" il 31 ottobre scorso. La Reggina conta 4 successi, 5 pareggi ed 8 sconfitte in 17 precedenti, con due incroci stagionali: Reggina-Livorno 1-3 e Parma-Reggina 3-0. Milan-Sampdoria, arbitro Banti di Livorno: il Milan vanta un pareggio nell'unico incrocio, 1-1 a Siena lo scorso 15 settembre, con vantaggio bianconero siglato da Maccarone in sospetto fuorigioco. Per la Sampdoria 6 direzioni con bilancio di 4 successi, 1 pareggio ed 1 sconfitta ed un incrocio stagionale, la vittoria casalinga per 3-0 sul Palermo del 13 gennaio scorso. Napoli-Fiorentina, arbitro Rosetti di Torino: il Napoli conta 3 vittorie, 5 pareggi ed 8 sconfitte in 16 direzioni totali, con già 3 incroci stagionali: Inter-Napoli 2-1, Palermo-Napoli 2-1 e Milan-Napoli 5-2, tutti di campionato. La Fiorentina conta 15 precedenti con score di 4 successi, 6 pareggi e 5 sconfitte ed un incrocio stagionale, la vittoria per 3-0 a Livorno il 29 settembre scorso. Rosetti è al bis in Napoli-Fiorentina: a campi invertiti fu 2-1 per i toscani il 22 maggio 2004, in serie B. Parma-Palermo, arbitro Bergonzi di Genova: il Parma vanta 2 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte in 9 precedenti, con un incrocio stagionale, il 29 agosto scorso, Parma-Juventus 1-3 in coppa Italia; gli emiliani non vincono con l'arbitro ligure dal 17 settembre 2005, 1-0 al 'Tardini' sull'Empoli (serie A); poi 5 direzioni con bilancio di 2 pareggi e 3 sconfitte. Il Palermo conta 2 successi, 4 pareggi ed 1 sconfitta con due incroci stagionali: 1-1 in casa con il Torino e successo interno 1-0 sul Livorno. Bergonzi è al bis in Parma-Palermo: fu 1-1 a campi invertiti il 7 novembre 2004 (serie A). Torino-Udinese, arbitro Mazzoleni di Bergamo: il Torino non ha mai pareggiato in 5 incroci ufficiali: il bilancio granata è di 4 successi ed 1 sconfitta, con già un incrocio stagionale, vittoria interna sul Cagliari per 2-0. Udinese sempre sconfitta in 4 precedenti, con un incrocio stagionale, 0-2 a Parma il 27 febbraio scorso. (a cura di Football Data).
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Pubblicato il 16/03/2008

MELBOURNE - La vendetta è un piatto da servire freddo, ma Lewis Hamilton, nel caldo asciutto di Melbourne dove la temperatura ha sfiorato i 40 gradi, non si fa problemi e, dopo avere dominato le qualifiche, si riprende quella che aveva perso nella ultima gara della scorsa stagione: la vittoria. Il campione mancato è tornato e rivuole lo scettro mondiale intravisto lo scorso anno fino alla gara di Interlagos. Se le premesse sono quelle viste oggi in Australia, dove sul podio sono finiti anche Nick Heidfeld (Bmw Sauber) e Nico Rosberg (Willianms), la vita per i ferraristi sarà dura. Felipe Massa, partito in seconda fila in quarta posizione, è stato protagonista di una gara, rocambolesca fin dall'inizio e ricca di scontri con gli avversari, che si è conclusa al 31/o giro con il ritiro a causa di problemi al motore. Quasi la stessa cosa è toccata a Kimi Raikkonen. E' arrivato lento in pit lane al 55/o giro, poco prima della fine, e si è fermato. Scintillante in partenza con sette posizioni recuperate subito dalla 15/a all'ottava, è riuscito addirittura ad arrivare alle spalle del leader Hamilton al 22/o giro, ma poi, nel tentativo di superare Kovalainen che nel frattempo gli si era posto davanti al rientro dai box, il finlandese è andato dritto in una curva ed è sceso di colpo alla 10/o posizione con 33" di distacco da Hamilton. Alla fine il ferrarista si è piazzato nono, ma potrebbe salire di una posizione alla conclusione di una inchiesta aperta dalla Fia su Rubens Barrichello, arrivato sesto, per rifornimento durante la safety car e l'uscita dai box con il semaforo rosso. Le emozioni sono arrivate fin dalla partenza, con Hamilton che è riuscito a scappare via, seguito da Kubica, ma dietro di loro si è scatenata la bagarre. Massa non è riuscito a controllare la vettura e, nel duello con Kovalainen alla prima chicane, è andato a sbattere contro la barriera. E' ritornato in pista, ma è dovuto passare subito ai box per cambiare l'alettone danneggiato. E' andata meglio al compagno di squadra Kimi Raikkonen che, nella confusione, è passato dalla 15/a all'ottava posizione, rischiando grosso in un duello con la Red Bull di David Coulthard. Il caos è proseguito fino alla retrovie, con Sebastien Vettel (Toro Rosso) e Giancarlo Fisichella (Force India) che, toccandosi, sono finiti fuori e si sono dovuti ritirare. Per un giro, il secondo, è intervenuta anche la safety car e la situazione è tornata normale. Subito dopo, con la gara regolare, Massa ha optato per rientrare per la seconda volta ai box, questa volta per fare rifornimento. Nelle retrovie, anche, Mark Webber, l'idolo di casa della Red Bull, Jenson Button della Honda e Anthony Davidson della Super Aguri, sono stati costretti al ritiro. Più avanti, al decimo giro, ha scelto la via definitiva ai box anche Adrian Sutil (Force India). In tutta questa confusione, chi ne ha approfittato è stato il terzetto di testa. Hamiltom, Kubica e Kovalainen hanno alzato il ritmo e sono filati via lasciando staccati tutti gli altri. Il pilota anglo-caraibico, in particolare, ha iniziato ad inanellare una serie di record sul giro, a cui nessuno è riuscito ad opporre una resistenza. Al 17/o giro, Kubica è rientrato ai box e, quando è uscito, si è piazzato alle spalle di Raikkonen, all'ottavo posto. Al 18/ giro, è tocca ad Hamilton. Il pit stop é stato lento e quando è rientrato, ha ottenuto il quinto posto. Kovalainen è passato al comando e Raikkonen, dopo qualche tentativo, è riuscito al 19/o giro a sorpassare la Honda di Rubens Barrichello ed a conquistare la sesta posizkione. Al 21/o giro è uscito di scena anche Jarno Trulli (Toyota), che si è ritirato dopo essere tornato ai box per problemi alla batteria surriscaldata, e Massa ha superato Takuma Sato, conquistando l'11/a posizione. Heidfeld e Rosberg sono usciti ai box al 21/o giro ed Hamilton è salito in seconda posizione alle spalle del compagno di squadra Kovalainen. Quest'ultimo, nel giro successivo, è tornato ai box ed Hamilton ha ripreso il comando. Alle sue spalle, Raikkonen ha conquistato la piazza d'onore ma il sogno dura poco per il finlandese della ferrari: al rientro, al 23/o giro, il connazionale delle frecce d'argento, Kovalainen, si ripresenta alle spalle del pilota anglo-caraibico. Al 26/o giro, Massa, nel tentativo di superare Coulthard, è passato all'interno, ma Coulthard, che sembrava non averlo visto, lo ha chiuso e le due auto si sono toccate: la Red Bull si è accartocciata ed è andata fuori mentre la Ferrari di Massa è sfrecciata senza danni. Subito dopo è entrata la safety car con Raikkonen staccato di 12" da Hamilton. Ma il patatrac ferrarista è iniziato intorno al 30 giro quando Raikkonen ha attaccato Kovalaine, lo ha passato al secondo tentativo ma poi è andato subito dopo dritto in curva ed è sceso alla 10/a posizione a 33" da Hamilton. Massa si è invece fermato al 31/o giro per problemi al motore. Nel finale è Raikkonen che da spettacolo in negativo. Al 43/O si è girato dopo essere andato con le ruote posteriori sull' erba nel tentativo di superare Glock e, al 55/o, ha abbandonato la scena rientrando ai box, anche lui per problemi al motore. Rimane tuttavia classificato per avere completato la gara nei termini di regolamento, malgrado il rientro ai box. E' una debacle per la squadra considerata favorita. Il finale è targato Alonso, che ha fatto una corsa estremamente regolare. Nell'ultimo giro inscena un duello con Kovalainen e lo sorpassa, conquistando la quarta piazza
RAIKKONEN, NON E' LA VERA FERRARI
"Non è la vera Ferrari. E' stato un week-end difficile, ma la stagione è molto lunga, ce la faremo". Il campione del mondo della Ferrari Kimi Raikkonen ai microfoni di Rai Uno non nasconde l'amarezza per l'inzio sfortunato della stagione 2008 nel Gp d'Australia ma resta ottimista per le prossime gare. "Non posso dire che sia stato il miglior modo di cominciare la stagione - ammette Raikkonen - Non ci voleva, incrociamo le dita per la prossima gara. Non è stata una gara difficile, ho cercato di superare Kovalainen. Cerchiamo di rimanere ottimisti per le prossime gare, credo moltissimo nella vettura e nell'assetto".
MASSA, GIORNATA NEGATIVA, NON HO FORTUNA QUI
MELBOURNE - "E' stata una giornata molto negativa, più negativa di quanto ci immaginavamo. Abbiamo avuto tanti problemi oggi, dobbiamo lavorare, non è serio avere tutti questi problemi". Non nasconde la sua delusione per il doppio ritiro delle Ferrari il pilota brasiliano della Rossa Felipe Massa al termine del Gran Premio di Australia. "Non ho una gran fortuna qui - ammette Massa ai microfoni di Rai Uno - forse sarebbe bene cambiare il Gp d'Australia. Il potenziale della Ferrari c'é dobbiamo lavorare come tutti gli altri".
HAMILTON, LA MIA MCLAREN E' STATA UN SOGNO
MELBOURNE - "Ho portato avanti una gara fatta di controllo. Tutto quanto è stato perfetto. Il lavoro e la tempistica del team è stato eccezionale. La mia McLaren è stata un sogno da guidare rispetto al quasi sogno dell'anno scorso". E' felice il pilota della McLaren Lewis Hamilton nella conferenza stampa Fia subito il Gran Premio d'Australia dominato dall'inglese dall'inzio alla fine. "La scuderia - aggiunge Hamilton - ha fatto un lavoro eccezionale anche in preparazione, sono fortunato a lavorare con loro".
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Pubblicato il 15/03/2008

ROMA - La Roma batte 2-1 il Milan nel secondo anticipo della 28/a giornata di Serie A. I gol tutti nel secondo tempo: Kaka', Giuly e Vucinic. Primo tempo equilibrato e senza grandi emozioni. Il Milan passa in vantaggio nella ripresa: al 56' Kaka' trasforma di sinistro un cross di Oddo. Rossoneri vicinissimi al raddoppio con Seedorf, che tocca male sull'uscita di Doni. In tre minuti il risultato si ribalta: Giuly pareggia al 78' di mezza rovesciata e Vucinic porta in vantaggio la Roma all'81'. I giallorossi si portano provvisoriamente a -3 dall'Inter.
Nel primo anticipo della giornata,
Udinese e Lazio hanno pareggiato 2-2. La 27/a giornata, che si chiudera' con il posticipo tra Juventus e Napoli, ha in calendario anche Fiorentina-Genoa, Livorno-Parma, Sapdoria-Catania, Cagliari-Torino e Reggina-Siena.
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Pubblicato il 14/03/2008

ROMA - Questo il tabellone dei quarti di finale di Champions League dopo il sorteggio effettuato a Nyon (le gare di andata si giocheranno l'1 e il 2 aprile, quelle di ritorno una settimana dopo, 8 o 9 aprile). Arsenal-Liverpool, Roma-Manchester United, Schalke 04-Barcellona, Fenerbache-Chelsea. Definiti anche gli incroci per le semifinali (andata 22-23 aprile, ritorno 29-30 aprile): la vincente di Arsenal-Liverpool incontrerà la vincente di Fenerbache-Chelsea, mentre la vincente di Roma-Manchester affronterà la vincente di Schalke 04-Barcellona.
Roma-Manchester si giochera' il primo aprile assieme a Schalke 04-Barcellona. I due ritorni sono in programma il 9. Arsenal-Liverpool e Fenerbahce-Chelsea si giocheranno invece il 2 e l'8 aprile.
SPALLETTI, MANCHESTER TOSTO MA NE RIPARLIAMO POI
"Tosto, tostissimo: ma se ne riparla dopo...". Luciano Spalletti non appare impaurito dal Manchester United, l'avversario che il sorteggio Uefa ha riservato alla Roma per i quarti di Champions. "Ho visto qualcuno sorpreso da questo accoppiamento, qui nel nostro centro - ha detto il tecnico giallorosso - Ma io dico, dal mio punto di vista, che sarebbe stata più difficile affrontare una squadra che ai quarti non sarebbe dovuta arrivare, e magari c'é arrivata con un grande collettivo. Certo, il Manchester è tosto, tostissimo: ma ne riparleremo dopo". Percentuali di qualificazione? è stata la domanda: "Cinquanta e cinquanta. Sempre".
DONI: ORA SIAMO DIVERSI
- "Ora siamo diversi". Queste le prime parole del portiere giallorosso Doni dopo aver appreso ai microfoni di Sky che nel sorteggio di Champions League la squadra di Spalletti dovrà affrontare di nuovo il Manchester United. "Quest'anno - ha aggiunto Doni - il Manchester ha di più un gioco di squadra, ma Rooney resta uno dei più pericolosi". Nella passata stagione, la Roma fu eliminata ai quarti di finale della Champions League subendo nella partita di ritorno un pesante 7-1.
FERGUSON, ROMA? TEMO PER NOSTRI TIFOSI
"E' incredibile che ci sia capitata ancora la Roma. Ieri avevo la netta sensazione che ci sarebbe toccata un'altra squadra inglese, invece ci ritroviamo contro la squadra di Spalletti ed è strano pensare che dopo queste sfide li avremo affrontate sei volte in un anno". Sir Alex Ferguson, allenatore del Manchester United, affida al sito del club il proprio commento all'esito del sorteggio di Champions League. "Questo nuovo doppio confronto con la Roma è intrigante - continua lo scozzese - perché noi sappiamo molto di loro. Però é vero anche il contrario, cioé che loro sanno quasi tutto di noi". "A parte il calcio giocato - conclude Ferguson - la mia maggiore preoccupazione è per i nostri tifosi. Per la partita che abbiamo giocato a Roma in questa stagione (quella della fase a gironi n.d.r.) le condizioni di sicurezza erano notevolmente migliorate rispetto al passato, ma stavolta a viaggiare al nostro seguito ci saranno moltissimi sostenitori in più. Comunque ho la sensazione che regaleremo loro altri bei momenti in Europa". Intanto il sito societario dello United sta ricevendo molti commenti dei tifosi sul 'verdetto' dell'urna di Nyon: il sentimento generale dei supporter di Cristiano Ronaldo e compagni è che la loro squadra conquisterà di nuovo Roma, nel senso che eliminerà la formazione allenata da Spalletti. Alcuni scrivono di star già pensando alla sfida in semifinale contro il Barcellona. Nessuno comunque pensa sia ripetibile il 7-1 del 10 aprile dell'anno scorso. Il pronostico più gettonato per la sfida del prossimo 9 aprile all'Old Trafford è un 2-0 per la squadra di casa e c'é anche chi è pronto a scommettere (e fa sapere che lo farà presto) su una doppietta di C.Ronaldo. Altri fanno notare che è Rooney ad andare spesso in gol contro la Roma.
SORTEGGIO UEFA, AI QUARTI FIORENTINA-PSV EINDHOVEN
ROMA - La Fiorentina incontrera' il Psv Eindhoven nei quarti di finale di Coppa Uefa, in programma il 3 e il 10 aprile: l'andata si giochera' a Firenze, il ritorno a Eindhoven. Lo ha stabilito il sorteggio di Nyon.
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Pubblicato il 13/03/2008
'Accetto mio destino e lo supererò con aiuto mia fidanzata'

(ANSA)-VIENNA, 13 MAR- Dopo l'amputazione della gamba
sinistra, lo sciatore Matthias Lanzinger si e' detto sicuro
che ce la fara' con l'aiuto della sua fidanzata.Alla sua
prima conferenza stampa dopo l'incidente, Lanzinger e'
apparso molto composto e sereno. 'Ho accettato il mio
destino e lo superero' assieme alla mia ragazza Eva'.
Positivi i medici sul recupero: 'Fisicamente si e' quasi del
tutto ripreso - ha dichiarato il professor Herbert Resch - e
anche la condizione psichica e' evoluta in modo
straordinario'.
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Pubblicato il 13/03/2008

(ANSA)- MILANO, 13 MAR- 'Tornassi indietro non rifarei quella dichiarazione perche'non e' quello che penso,anche perche' all'Inter ci tengo'. Cosi' Roberto Mancini. Il tecnico nerazzurro ha spiegato che la sua dichiarazione di dimissioni a fine stagione 'non e' stata premeditata. La sconfitta non ha pesato, e'stata un'amarezza in piu'.Poi ho ragionato a freddo sulle cose e ho parlato col presidente. Credo che un allenatore dopo un po'di tempo ha bisogno di sentire se la fiducia è sempre la stessa.Ogni tanto ci vuole'.
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Pubblicato il 11/03/2008

(ANSA) - MILANO, 11 MAR - Roberto Mancini a fine stagione
lascera' la panchina dell'Inter: 'I prossimi due mesi e
mezzo saranno gli ultimi'. Il tecnico lo ha annunciato al
termine della partita con il Liverpool: 'L'ho gia' detto ai
ragazzi ed e' giusto renderlo noto a tutti. E' una decisione
che avevo gia' preso e non dipende dalla sconfitta di
stasera'.
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Pubblicato il 11/03/2008

MILANO- L'Inter e' stata eliminata dalla Champions League: i nerazzurri sono stati sconfitti 1-0 dal Liverpool, dopo aver perso 2-0 la gara d'andata.L'Inter spinge subito. Cruz e'protagonista e al 7' impegna Reina con un tiro da 20 m. Il Liverpool risponde con Torres, ma Julio Cesar chiude. Al 29', splendido taglio di Ibra per Cruz, ma l'argentino sbaglia. Ripresa e l'Inter rimane in 10: fuori Burdisso per doppio giallo. Al 18 'i Reds passano con Torres che in girata,appena dentro l'area, batte Julio Cesar.
A fine partita annuncio ufficiale di
Roberto Mancini: a fine stagione
lascio l'Inter. ''Nonostante io abbia ancora quattro anni di contratto questi saranno gli ultimi due mesi e mezzo che passero' alla guida dell'Inter. Avevo gia' preso questa decisione che non dipende dalla sconfitta di stasera" e' stato l'annuncio a sorpresa di Mancini. Lo scorso anno, il tecnico aveva prolungato il suo contratto fino al 2012.
MILANO - Finisce con tutto lo stadio Meazza ad applaudire, compresi i tanti sostenitori arrivati da Liverpool, la corsa europea dell'Inter. La grande impresa - ribaltare il 2-0 subito ad Anfield e ed entrare nella leggenda come la squadra di Helenio Herrera 43 anni fa - non riesce, ma il popolo nerazzurro tributa lo stesso una ovazione ai suoi beniamini. Come all'andata, quasi una maledizione, i nerazzurri devono giocare in dieci per l'espulsione stavolta di Burdisso dopo quella all'Anfield di Materazzi. E l'impresa gia' disperata diventa impossibile, anche perche' questa Inter - inutile nasconderlo ancora - non e' piu' quella perentoria e in salute dell'inizio di stagione. Troppo ordinato e cinico il Liverpool di Benitez per attaccare i giocatori in maglia nerazzurra rosi dalla voglia della rimonta ma ingabbiati dalla sagacia tattica dei Reds. Generosi ma incapaci di fermare la velocita' di Torres, per giunta con un uomo in meno negli ultimi 40 minuti del secondo tempo. Fin dall'avvio della gara il Liverpool, poco incline a difendersi per tradizione e blasone, non mostra alcun timore riverenziale.
Davanti agli ottantamila del Meazza vestiti di nerazzurro, i Rossi d'Inghilterra partono subito forte e dopo neanche due minuti guadagnano un calcio d'angolo al termine di una serpentina, sulla sinistra dello sgusciante Torres. Forti del 2-0 raccolto ad Anfield, gli inglesi, disposti in campo da Benitez con un attento 4-2-3-1, prendono possesso del centrocampo e, con un fitta trama di passaggi, costringono gli avversari sulla difensiva lasciando loro solo l'arma del lancio lungo dalle retrovie verso la testa di Cruz e gli inserimenti di Ibrahimovic. Proprio uno di questi, all'ottavo minuto, fa sobbalzare l'intero stadio: lancio di Cambiasso dalla tre quarti, Ibra si accentra e poco fuori area lascia partire una stilettata che Reina, devia in angolo allungandosi verso il palo di destra della sua porta. Sostenuti in maniera incessante dal proprio pubblico, i nerazzurri cominciano a guadagnare terreno ma, nonostante l'impegno non producono occasioni da gol. Anzi, rischiano il contropiede come al venticinquesimo quando Julio Cesar deve anticipare di piede Babel. Bloccati sulla fasce dall'aggressivita' dei giocatori britannici, i padroni di casa cercano di sfondare centralmente ma ne' Stankovic ne' Viera - entrambi fischiati assieme a Ibrahimovic al momento della loro sostituzione nella ripresa - riescono ai imporsi sui dirimpettai, lasciando ai soli Ibra e Cruz l'onere di impensierire con iniziative estemporanee la retroguardia dei Reds. Proprio da una loro azione, lancio dello svedese per El Jardinero che conclude fuori di un soffio alla sinistra di Reina proteso in tuffo, nasce il primo serio pericolo per il numero uno inglese costretto a intervenire, al quarantaquattresimo, su un colpo di tacco velenoso dello stesso argentino servito, a due passi dalla porta, da una incursione sulla fascia sinistra di Maicon.
Al rientro dagli spogliatoi, dopo una prima frazione ricca di impegno ma priva di soddisfazioni, l'Inter appare piu' intraprendente. Dopo soli cinque minuti, pero', perde Burdisso, costretto a uscire per doppia ammonizione. Gia' sanzionato nel primo tempo, l'argentino si vede sventolare un secondo cartellino giallo per un fallo - che c'era - dall'arbitro Lucas Leiva colpevole semmai di aver variato in continuazione il metro di giudizio. Con un uomo in meno l'Inter prova a caricare a testa bassa trascinata dal suo popolo. Ma qui subentra un pizzico di sfortuna e la prova infelice in fase realizzativa di Ibra. Lo svedese entra in area inglese dalla sinistra, si avvicina alla porta e lascia partire un destro incrociato che sfila a pochi centimetri dal palo destro di Reina. Gol mancato e, come spesso succede, gol subito. Al 19' Maicon perde Kuyt sulla fascia destra, l'olandese crossa al centro: poco fuori, dall'area interista, Fernando Torres, marcato da Chivu, controlla spalle alla porta, si gira e, con un destro angolato, infila Julio Cesar. Nonostante lo svantaggio, San Siro non smette di incitare la squadra nerazzurra adesso in forte difficolta', incalzato anche dai cori festanti dei seimila tifosi britannici che intonano 'You'll never walk alone'. I supporter nerazzurri replicano con un generoso 'Inter, Inter'. La Champions per i nerazzurri comunque e' un sogno da richiudere nel cassetto: la realta' oggi e' solo il campionato e la Roma, unica italiana ad approdare ai quarti dopo avere sconfitto il Real, da tenere a distanza di sicurezza.
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Pubblicato il 09/03/2008

LOSAIL (QATAR) - Il campione del mondo in carica della MotoGp Casey Stoner, su Ducati, ha vinto la gara d'esordio del mondiale di Motociclismo 2008. L'australiano ha preceduto gli spagnoli Jorge Lorenzo (Yamaha) - alla prima gara nella classe regina - e Dani Pedrosa (Honda). Quarto Andrea Dovizioso (Honda), davanti a Valentino Rossi (Yamaha).
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Pubblicato il 05/03/2008
(dell'inviato Giorgio Svalduz)
MADRID - Lacrime, gioia sconfinata, i seimila tifosi in trasferta in delirio. La Roma scrive al Bernabeu la pagina piu' gloriosa della sua storia europea annichilendo il Real Madrid di fronte al suo pubblico. E' una lezione di gioco, di tecnica, di sagacia, di dedizione quella che la Spalletti
band impartisce al club piu' glorioso del mondo. Perche', ripetendo il risultato dell'andata di 2-1, vince meritatamente una partita che solo un errore macroscopico della terna greca stava inficiando e vola ai quarti di Champions.
Il gol del provvisorio pareggio di Raul, che aveva impattato la rete di Taddei, viene segnata in palese fuorigioco. Ma questa Roma, una volta tanto liberatasi dai suoi complessi e dagli errori che hanno mandato in rovina tante partite superdominate, non si accontenta di gestire il risultato: con Vucinic, il jolly giocato al momento giusto da Spalletti, manda ko il Real con due gol e due legni. E il risultato premia una serata scintillante, giocata a memoria dalla Roma condotta per mano dai suoi due campioni piu' rappresentativi, De Rossi e Totti. De Rossi, che
studia da capitano, chiude tutti gli argini fa sentire il fiato, i muscoli, ai vari Diarra, Gago e Guti chiudendo e ripartendo. Francesco Totti non mette il sigillo con il gol ma firma il successo con una prestazione da incorniciare fatta di sacrificio, tecnica sopraffina.
Accanto ai suoi due mostri sacri la Roma gira perfettamente oliata: Juan, superbo, riduce ai minimi termini Raul, Mexes e' appena di poco inferiore ma mostra i muscoli e non sgarra. La scommessa vincente di Spalletti e' pero' Cicinho che contiene in velocita' lo spauracchio Robinho e riparte mettendo in difficolta' i suoi antichi compagni. Aquilani, altra scelta vincente, coglie un legno, gioca con freschezza. Perrotta e
Taddei si sacrificano molto, sono un po' appannati nel primo tempo poi crescono e il brasiliano sblocca la gara. Mancini lavora con minore profitto del solito, Doni e' sicuro in tante circostanze.
Ma quello del Bernabeu e' anche il capolavoro di Luciano Spalletti, ormai tecnico di prim'ordine che non sbaglia nulla e conduce la sua truppa in paradiso. Gia' una volta la Roma, con Totti, aveva violato lo stadio del Real, ma questa vale dieci volte di piu' e consente al calcio italiano, in attesa di un'impresa dell'Inter, di non chiudere con le ossa rotte il turno di Champions.
Il Real, senza Van Nistelrooy, Robben, Sneijder e Sergio Ramos, e' costato tanto di piu' della Roma e i suoi campioni escono con le testa mogia umiliati nel gioco e nel collettivo. Ora la Roma, col morale a mille, puo' rituffarsi nella sua avventura in campionato.
Uno spettacolo di colori e suoni apre la sfida del Bernabeu.
Correttezza e calore sugli spalti e la Roma imposta la gara con diligenza e attenzione. Cicinho e' stato preferito a Panucci per la maggiore velocita' mentre Aquilani a Pizarro per una questione fisica. La prima occasione e' Real ma i giallorossi la concedono solo su punizione da fuori: la conclusione di Baptista viene ben deviata in angolo da Doni. Ma la Roma si scuote e fa tutto Aquilani al 18': prima avanza e con un tiro da fuori che sembra in partenza senza pretese fa rimbombare il palo, poi su passaggio di Mancini impegna Casillas in angolo. E il Real si
innervosisce un po' perche' non trova sbocchi. Ma sfiora il gol su un'azione un po' sporca: un cross da dietro viene deviato da De Rossi, Baptista si trova una palla invitante sulla sinistra ma la spreca malamente sparando al cielo. Al 33' ancora il brasiliano da fuori impegna Doni. Poi un errore in disimpegno di Totti libera Robinho ma il suo tiro e' centrale.
Il Real comincia la ripresa con uno spirito piu' battagliera e con idee piu' chiare: al 3' ancora Baptista su punizione e questa volta fa tremare la traversa. La Roma riparte con un'azione congegnata al 6': Totti a Taddei, lungo a Cicinho che pesca Perrotta sottoporta ma Casillas lo anticipa. Il Real sente mancare il terreno sotto i piedi e i minuti passano inesorabili. La Roma copre ma qualche varco si apre fuori area e cerca di approfittarne Diarra, il suo gran tiro viene respinto in angolo da Doni. Schuster vuole movimentare le fasce visto che la Roma
regge e fa entrare l'olandese Drenthe al posto proprio di Diarra.
La partita si vivacizza con l'entra di Vucinic al posto di Mancini. La Roma prende velocita' e sicurezza e al 21' proprio Vucinic coglie la traversa con un gran tiro. La gara si infiamma: al 22' un tiro di Robinho viene rimpallato, poi Robinho da solo fallisce di testa la possibilita' di segnare. Ma i rovesciamenti di fronte sono repentini e al 28' la Roma passa: cross di Tonetti e Taddei di testa trova l'angolino con una grande conclusione. Totti poi non riesce a servire Cicinho e viene anticipato e sul proseguimento dell'azione il Real pareggia. Raul supera la difesa ma in posizione di chiaro fuorigioco e il goleador spagnolo mette dentro tra le proteste dei giallorossi ma la terna greca non fa una piega.
Entra Pizarro e il Bernabeu diventa una bolgia. Ma la Roma non trema e tiene vigorosamente. Il Real fa mucchio ma e' confuso e al 47' arriva la ciliegina sulla torta: punizione di Panucci e testa di Vucinic. Il Real e' servito, il pubblico sfolla deluso, la Roma e' i suoi tifosi sono in delirio.
Comincia la notte giallorossa.
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Pubblicato il 04/03/2008

MILANO - Milan battuto 2-0 dall'Arsenal (Fabregas, 84', Adebayor 92') ed eliminato dalla Champions League nel ritorno degli ottavi a San Siro. Abdicano dunque i campioni d'Europa, che a Londra non erano andati oltre lo 0-0. Buon primo tempo per i rossoneri, Pato sfiora il colpo al 19' lanciato da Kaka' ma il suo pallonetto e' troppo centrale. Alla ripresa l'Arsenal cresce, in evidenza Flamini e Fabregas che all'84' trova il gol. Di Adebayor in pieno recupero la rete che chiude il match.
ANCELOTTI: LORO BRAVI, NON POTEVAMO FARE DI PIU'
"Non c'é rammarico, non potevamo fare più. Abbiamo fatto il massimo, loro sono stati più bravi. Questo è il calcio. Ora ci poniamo un altro obiettivo che è il quarto posto". Così il tecnico del Milan Carlo Ancelotti ai microfoni di Sky commenta l'eliminazione in Champions della sua squadra sconfitta 2-0 dall'Arsenal al 'Meazza'. "Credo - aggiunge Ancelotti - che loro nei 180 minuti sono riusciti a giocare come sanno e il Milan no. Ci hanno pressato molto in tutte e due le partite, però abbiamo preso gol quando le cose sembravano mettersi nel verso giusto".
MANCHESTER, BARCELLONA E FENERBAHCE AI QUARTIManchester United e Barcellona si qualificano ai quarti di Champions battendo rispettivamente Lione (1-0) e Celtic (1-0). Di Cristiano Ronaldo (al 41') il gol che ha qualificato gli inglesi, che all'andata in Francia avevano pareggiato 1-1. Xavi, in rete dopo appena 3 minuti, ha regalato la qualificazione al Barca (3-2 l'andata per gli spagnoli) macchiata dall'infortunio di Lionel Messi, uscito in lacrime dal campo.
Il Fenerbahce si qualifica ai quarti di finale della Champions League eliminando ai calci di rigore il Siviglia dopo che i tempi regolamentari si erano conclusi sul 3-2 a favore degli spagnoli. Per la squadra turca che dopo i tempi supplementari ha prevalso dal dischetto con il punteggio di 3-2 si tratta di una qualificazione storica. Nei tempi regolamentari avevano segnato per gli spagnoli Daniel Alves (5' pt), Keita (9' pt) e Kanoute' (41' pt). Per i turchi a segno Deivid (20' pt e 34' st). Nella partita di andata aveva vinto il Fenerbahce 3-2.
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Pubblicato il 02/03/2008
Designatore degli arbitri vive sotto scorta gia' da 3 mesi
(ANSA) - LUCCA, 2 MAR - Ancora minacce per il designatore
degli arbitri Collina. Giorni fa - dice La Nazione - gli e'
stata recapitata una busta con un proiettile.
La lettera, consegnata da un postino presso l'abitazione
dell'ex fischietto a Viareggio, e' stata sequestrata dagli
agenti della Digos di Lucca. Il mittente imputerebbe a
Collina la scelta di arbitri che avrebbero sistematicamente
danneggiato una squadra. Collina, che ha gia' ricevuto
messaggi intimidatori, vive sotto protezione da tre mesi.
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Pubblicato il 29/02/2008

LONDRA - "Sarò veramente felice la prima volta che segnerà un gol per l'Arsenal", ma incidenti come questi sono "nella natura del calcio" e si possono superare: dopo una settimana di silenzio il difensore del Birmingham City Martin Taylor torna a parlare e racconta l'incontro in ospedale con Eduardo da Silva. Il capitano del City si era recato al Selly Oak Hospital subito dopo l'infortunio dell'attaccante croato (doppia frattura composta della gamba sinistra) ma era dovuto tornare l'indomani perché Eduardo era ancora sotto gli effetti dell'anestesia.
"Ero un po' dubbioso prima di incontrarlo - la confessione di Taylor -. Pensavo che magari non volesse vedermi, cosa che sarebbe stata comprensibile considerato l'infortunio. Nonostante la barriera linguistica, gli ho spiegato che non intendevo fargli male, e augurato un pronto recupero". Positiva la reazione di Eduardo: "Mi ha ascoltato e ha annuito. Sono stato molto felice di potergli parlare. Ovviamente Eduardo è un uomo molto forte. In seguito ho letto sui giornali che gli ha fatto piacere la mia visita, mi ha risollevato".
Ora Eduardo è atteso da una lunga convalescenza, i tempi di recupero oscillano tra i nove e gli 11 mesi. "Sarò veramente felice il giorno in cui tornerà a giocare per l'Arsenal e la Croazia e segnerà ancora. L'infortunio è stato terribile, quando tornerà ad allenarsi e calcerà la prima palla in rete ci sentiremo tutti meglio. Solo allora la gente capirà che incidenti di questo tipo sono nella natura del calcio e puoi superarli", ha concluso Taylor.
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Pubblicato il 28/02/2008
Su Capello: tattica all'italiana, ma dipende dai giocatori
(ANSA) - LONDRA, 28 FEB - Gianfranco Zola si dice d'accordo
con l'idea di Sepp Blatter di introdurre un limite nel
numero di giocatori stranieri per squadra. In Premiership
solo il 38% dei calciatori e' inglese. 'Avere tanti
stranieri non aiuta i giocatori di casa - ha detto -. Quando
ero al Napoli c'erano Maradona e Careca, e potevi imparare
tanto anche se non trovavi tanto spazio'. Zola ha poi fatto
una battuta sul ct dell'Inghilterra Capello: 'utilizzera'
moduli tattici italiani, ma dipendera' dai giocatori'.
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Pubblicato il 28/02/2008

MILANO - Javier Zanetti sceglie la partita giusta per segnare la sua prima rete stagionale: il suo diagonale al 43' del secondo tempo da' un pareggio quasi insperato all'Inter, che mantiene i nove punti di vantaggio sulla Roma, ed evita una sconfitta che sarebbe stata molto pesante anche in chiave Champions. Non basta il ritorno al gol di Francesco Totti e buona parte del secondo tempo giocata in superiorita' numerica alla Roma per portare a casa una vittoria che avrebbe riaperto a tutti gli effetti il campionato. Passata in vantaggio nel primo tempo, la squadra di Spalletti non chiude la partita nella ripresa e paga caro il conto nel finale.
Poteva essere la gara della svolta e, invece, e' solo quella dei rimpianti perche' c'erano tutti i presupposti per poter gestire il risultato fino alla fine e invece cosi' non e' stato. Merito dell'Inter e di capitan Zanetti, demerito di Mexes espulso nel finale e dei suoi compagni che non sfruttano le occasioni per andare sul 2-0. Ci sono tanti spazi vuoti sugli spalti del Meazza, il terzo anello e' praticamente deserto, e insomma non c'e' proprio l' ambiente da partita scudetto con meno di 50mila persone allo stadio. Da Roma, sono arrivate solo poche centinaia di tifosi giallorossi, mentre nella sfida scudetto dell'aprile del 2007 ce n'erano migliaia, e il primo anello sotto la sud e' triste con tutte le sue poltroncine blu in bella vista. In un ambiente un po' cosi', la partita fatica a decollare, anche perche' le due squadre sono in campo praticamente con lo stesso modulo e a centrocampo si annullano. Mancini rinuncia infatti alle due punte, mette Zanetti su Perrotta e affida a Stankovic e Figo il compito di aiutare Crespo in avanti. Spalletti lascia gli acciaccati Juan e Mancini in panchina e li rimpiazza con Vucinic sulla sinistra e Ferrari al centro della difesa assieme a Mexes. Non sembra ancora in gran forma Totti perche' al 5', invece di tirare, cerca un assist per Vucinic che va lungo. Ma il capitano giallorosso continuamente beccato dai tifosi nerazzurri dimostrera' il contrario gia' nel corso del primo tempo. In un ambiente piuttosto tranquillo in campo e sugli spalti, Rosetti non ha problemi a mantenere il controllo della partita e puo' anche permettersi di risparmiarsi un paio di cartellini gialli visto il fair play tra i giocatori in campo. Crespo al 15' spreca un buon contropiede calciando alto, ma al 18' si sveglia tutto lo stadio quando una meravigliosa semirovesciata dell'argentino finisce sul palo interno e poi la palla corre lungo tutta la linea di porta senza che Cambiasso arrivi in tempo per appoggiarla in rete. La partita si addormenta un po' e allora ci pensa Francesco Totti a ravvivarla: al 38', il cross dalla sinistra di Tonetto e' perfetto e il capitano giallorosso anticipa secco Chivu e batte Julio Cesar con il sinistro, per poi fermarsi sotto la curva nerazzurra con le orecchie ben tese per sentire se gli piovono ancora addosso beceri insulti dagli ultras di casa. Eccolo il gol numero 201, atteso un mese e mezzo e arrivato in uno dei suoi stadi preferiti contro uno dei suoi bersagli preferiti. Non e' bello come il cucchiaio del 2005 che Julio Cesar ancora si ricorda, ma e' ben piu' importante e vale il vantaggio che potrebbe riaprire la corsa scudetto.
Mancini azzarda tutto e, a inizio ripresa, toglie uno spento Stankovic per inserire Suazo e poi schiera addirittura il tridente con Balotelli per Cambiasso dal 13'. In mezzo al campo si apre cosi' una discreta voragine per i nerazzurri e le cose si complicano ancora di piu' al 18' quando Maxwell si fa male alla caviglia sinistra rincorrendo Cassetti e deve uscire in barella. Anche senza espulsioni, l'Inter si ritrova cosi' a giocare l'ennesima partita in dieci e buon per Julio Cesar che Aquilani gli spari addosso il match-ball al 21'. Sbanda l'Inter, con un uomo in meno e tre attaccanti puri in campo, ma la Roma si accontenta di tirare da fuori senza inquadrare mai la porta. Negli ultimi minuti restano in dieci anche i giallorossi, con Mexes che riceve due gialli nel giro di pochi minuti, e l'espulsione del francese da' la spinta finale all'Inter. Il pareggio di Zanetti con un bel diagonale a due minuti dalla fine e' il premio per una squadra sicuramente appannata e malconcia, ma comunque in grado di crederci fino alla fine. Per la Roma, solo tanti rimpianti e la certezza di aver sprecato un'occasione enorme per riaprire il campionato.